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Panebianco e l'immigrazione 'selettiva', i collettivi contro il Professore: 'Foglio di via!"

"Tamponare e contenere i flussi migratori o interventi più attivi e, soprattutto, più selettivi?" Un editoriale sul Corriere che sta facendo discutere quello di Panebianco, docente all'Alma Mater. I collettivi lanciano la protesta

"Dobbiamo solo limitarci a tamponare e contenere i flussi migratori o abbiamo bisogno di interventi più attivi e, soprattutto, più selettivi?" Un editoriale sul Corriere della Sera di ieri che sta facendo molto discutere quello di Angelo Panebianco, docente della facoltrà di Scienze Politiche dell'Alma Mater, politologo e saggista di fama.

"Troppe ipocrisie" secondo il professore sulla questione immigrati: "La convenienza oppure l’accoglienza (il dovere di accogliere i meno fortunati di noi)? Troppo spesso i due criteri vengono mescolati, l’immigrazione viene giustificata alla luce di entrambi. Se non che, si tratta di criteri fra loro in contraddizione. Ne deriva l’impossibilità di formulare proposte coerenti ... L’appello all’accoglienza ha una chiara origine ideologica, nasce dalla confusione, propria di certi cattolici (ma non tutti), e anche di un bel po’ di laici, fra la missione della Chiesa e i compiti degli Stati. È la confusione fra il messaggio evangelico e la politica, fra l’universalismo della Chiesa, che parla a tutti gli uomini, e l’inevitabile particolarismo dello Stato che risponde a un insieme definito di contribuenti.
L’accoglienza non può essere il criterio ispiratore di una seria politica statale. Perché si scontra con l’ineludibile problema della «scarsità »: quanti se ne possono accogliere? Qual è il tetto massimo? Quante risorse possiamo mettere a disposizione dell’accoglienza se la vogliamo decente? A chi e a quali altri compiti toglieremo queste risorse? L’unico criterio su cui è possibile fondare una politica razionale dell’immigrazione, per quanto arido o «meschino» possa apparire a coloro che non apprezzano l’etica della responsabilità, è dunque quello della convenienza , della nostra convenienza . Una volta adottato con franchezza ci consente di porci il problema - che altri Stati si sono già posti - di come selezionare gli immigrati. È evidente che se usiamo il criterio dell’accoglienza non possiamo selezionare. Invece, possiamo, e dobbiamo, farlo alla luce delle convenienze. Di quali immigrati abbiamo bisogno? Con quali caratteristiche, con quali eventuali competenze? Oggi il problema forse non si pone data l’elevata disoccupazione intellettuale giovanile (che resta grave, anche facendo la tara alle statistiche ufficiali che, fraudolentemente, imbarcano fra i disoccupati anche gli studenti).
... - scrive - Considerando inoltre che un Paese economicamente avanzato non può permettersi di importare troppa mano d’opera non qualificata. Oltre una certa soglia, non può assorbirla nei mercati legali, finendo così per favorire quelli illegali, gestiti dalla criminalità. Un effetto collaterale di una politica ispirata alla convenienza è che faremmo star bene anche gli immigrati che accogliamo.
E poi ci sono altre considerazioni che dovrebbero entrare nelle valutazioni di chi decide la politica dell’immigrazione. Per esempio, certi gruppi, provenienti da certi Paesi, dovrebbero essere privilegiati rispetto ad altri gruppi, provenienti da altri Paesi, se si constata che gli immigrati del primo tipo possono essere integrati più facilmente di quelli del secondo tipo. È possibile che convenga favorire l’immigrazione dal mondo cristiano-ortodosso a scapito, al di là di certe soglie, e tenuto conto del divario nei tassi di natalità, di quella proveniente dal mondo islamico. Quanto meno, questo dovrebbe essere un legittimo tema di discussione"
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'VIA I BARONI RAZZISTI'. Non si è fatta attendere la risposta indignata dei collettivi studenteschi bolognesi. "Infame editoriale" viene definito "un disgustoso cocktail di ideologia razzista e ideologia dello sfruttamento, che ovviamente è portatore di conseguenze estremamente materiali per chi tutti i giorni ne subisce l'applicazione... Vogliamo però, per una volta, prendere il Barone PaneBIANCO sul serio. Allora sì, almeno su una cosa ha ragione: basta con la tolleranza, diamo il foglio di via dall'università ai docenti nelle mani di pericolose organizzazioni criminali come Confindustria e il Corriere della Sera". Per questo oggi, i contestatori di Panebianco si ritroveranno alle 12 al civico 45 di via Zamboni, facoltà di Scienze politiche: "Facciamoci sentire: portiamo pentole, coperchi, fischietti..."

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