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Autonomia Regione Emilia-Romagna, il vertice in consiglio dei ministri

Il passaggio negoziato di competenze -e risorse- dallo Stato alla Regione alle fasi finali, ma non mancano frizioni tra le forze politiche

Meno Stato centrale, più Regione. Il governo si appresta a discutere l'autonomia regionale di alcune regioni del Nord, tra cui l'Emilia-Romagna. Sta quindi arrivando alla fase finale il processo di decentramento ulteriore della Regione Emilia-Romagna, un progetto su cui la Giunta Bonaccini sta lavorando da oltre un anno.

Molti sono i nodi da sciogliere, soprattutto politici: la misura è sostenuta dai governatori delle regioni del Nord, tra cui i leghisti Zaia (Veneto) e Fontana (Lombardia) ma, seppur con dei distinguo, anche dall'Emilia-Romagna a guida Pd. In mezzo il M5S, alleato di governo del Carroccio, ma con molte riserve su questo progetto che, secondo i suoi detrattori, vedrebbe di fatto una secessione silenziosa delle regioni èiù ricche da quelle più povere.

Autonomia Emilia-Romagna: cosa è

Il gergo tecnico si chiama regionalismo differenziato. Ed è questo il nodo del contendere: di fatto molte competenze (sanità, scuole, infrastrutture a ambiente) passerebbero sotto esclusiva dei parlamentini regionali, senza più il controllo concorrente dello Stato centrale sul loro operato. Questa politica già è in vigore ad esempio nella sanità, ma se l'accordo con il governo gialloverde andasse definitivamente in porto, ci sarebbe un ulteriore decentramento, che lascerebbe di fatto via libera alle Regioni di decidere sui capitoli di spesa in pressoché totale autonomia.

E proprio la spesa, ovvero le risorse da distrarre alle casse dello Stato, sta diventando argomento di discussione accesa, anche all'interno delle forze di governo. Il gettito fiscale generato nella regione rimarrebbe sul territorio, con la gestione diretta dei capitoli di spesa dalle infrastrutture alle scuole lasciati alle Giunte e alle assemblee regionali.

Fumo negli occhi per le regioni meno ricche dello Stivale, che infatti stanno facendosi sentire. L'Emilia-Romagna però in questo caso dovrebbe differire dalle loro omologhe del Nord: al contrario di Lombardia e Veneto, l'accordo trovato con il ministro degli Affari regionali Erika Stefani non prevede trattenute ulteriori ai capitoli di spesa già sostenuti da Viale Aldo Moro, anche se le Regioni potranno finanziarsi tramite quota parte di Irpef e Iva.

"È certamente positivo che dopo il passaggio di dicembre oggi ce ne sia un altro in Consiglio dei ministri -dichiara il governatore Bonaccini alla vigili del Consiglio dei ministri che dovrebbe ratificare l'accordo per l'autonomia della Regione- dunque, un passo avanti, ma non certo quello conclusivo, per un'intesa che va ancora trovata e sulla quale noi aspettiamo fatti e risposte concrete, non tanto delle intenzioni".

Malumori e perplessità tuttavia si stanno registrando anche tra le fila del centro sinistra, con le formazioni a sinistra del Pd e in maggioranza che non gradiscono la troppa distanza da Roma e soprattutto quella che potrebbe finire come una 'secessione fiscale' che sottrae risorse alle regioni più svantaggiate dal punto di vista economico.

Autonomia Emilia-Romagna: come funziona

Son 15 i capitoli dove il parlamentino di Viale Aldo Moro ha chiesto autonomia. Le voci principali sono  1) tutela e sicurezza del lavoro 2) istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche 3) norme generali sull’istruzione 4) commercio con l’estero 5) ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi 6) governo del territorio 7) protezione civile 8) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali 9) tutela della salute 10) coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario 11) rapporti internazionali e con l’Unione Europea delle Regioni 12) organizzazione della giustizia di pace 13) agricoltura, protezione della fauna, esercizio dell’attività venatoria e acquacoltura 14) valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali 15) ordinamento sportivo.
 

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