Un avviso di garanzia al sindaco di Crevalcore. Broglia: "Rifarei tutto ciò che ho fatto"

Broglia ha ricevuto un verbale di avvio di indagini da parte della Procura di Bologna: la sua colpa sarebbe stata quella di non aver denunciato alcune famiglie terremotate che nonostante avessero l'inagibilità sono state trovate nelle loro case"

Indagato il sindaco di Crevalcore Claudio Broglia. A darne notizia è lui stesso, con una nota nella quale racconta quali fatti ci sono al centro dell'avviso di garanzia ricevuto due giorni fa: “Giovedì 2 luglio mi è stato notificato dalla compagnia dei Carabinieri di Persiceto un verbale di avvio di indagini da parte della Procura di Bologna, nei miei confronti e nei confronti dell'attuale Vicesindaco. Quello che si chiama "avviso di garanzia". L’indagine per la quale la Procura di Bologna ha deciso, dopo aver sentito una decina di dipendenti comunali come persone informate dei fatti, riguarda un fatto successo nell'estate 2013 e sarebbe mancata denuncia di 4 nuclei familiari residenti in frazione di Palata Pepoli che a seguito di un controllo effettuato dalle forze dell'ordine furono trovati in casa pur in presenza di una ordinanza di inagibilità, e per via della quale percepivano il contributo per autonoma sistemazione e denunciati dagli stessi carabinieri".

L'APPOGGIO DEI CREVALCORESI AL SINDACO: "INGIUSTO". "Sono già tantissimi i messaggi di solidarietà e appoggio al sindaco da parte dei cittadini, ma anche quelli che raccontano in prima persone in che modo e quanto l'amministrazione abbia saputo aiutare i crevalcoresi in un momento davvero difficile: Un sindaco avrebbe dovuto denunciare 4 famiglie terremotate - si legge in un post di un cittadino -  si erano macchiate di un crimine efferato e pericolosissimo, frequentavano la loro abitazione inagibile, già quattro famiglie terremotate disperate e in condizioni di precarietà andavano denunciate. Be signori non basta la solidarità a Claudio Broglia, serve un segnale forte la popolazione la società civile e tutte le forze politiche dovrebbero affermare l'ingiustizia del principio che insira questo avviso di garanzia"

"Cioè ci si imputa che una volta venuti a conoscenza di questi fatti non avremmo a nostra volta denunciato anche noi le famiglie - spiega Broglia -  A seguito di quel rinvenimento il comune sospese il contributo previsto per legge e comincio anche l'azione di recupero del pregresso. Per il ruolo che ricopro ritengo opportuno che questa vicenda si conduca alla luce del sole e che tutti ne siano a conoscenza perché la trovo priva di qualsivoglia portata reale soprattutto se inserita in un contesto così complicato e di emergenza come il terremoto del 2012. Nel merito della vicenda risponderò nelle sedi opportune e motiverò il mio sconcerto per questo episodio ma già oggi vorrei dichiarare quanto segue: Se tornassi indietro rifarei tutto ciò che ho fatto, nella assoluta convinzione di non aver commesso nessun reato, ma viceversa di avere solo e sempre eseguito i controlli, applicato le regole e cercato di dare soluzioni legittime e concrete ai problemi".

"Ho sempre servito e servo le istituzioni con disciplina ed onore. Dal terremoto in poi ho aggiunto , come tanti miei colleghi, anche l'assunzione di responsabilità enormi per gestire l'emergenza prima e la ricostruzione poi. Per senso dello stato e delle sue istituzioni confermo la mia fiducia nella giustizia e tuttavia trovo avvilente che un sindaco venga per la prima volta messo a conoscenza dei fatti dai giornalisti nel dicembre 2014 quando uscì la notizia di reato nei confronti di quei nuclei familiari .Con una mia lettera ufficiale spedita alla Procura sempre a dicembre 2014 chiedevo di essere sentito rapidamente per fornire tutte le informazioni in mio possesso e tuttavia non ho avuto risposta!.

Ho vissuto questi ultimi tre anni, assieme ai miei collaboratori, con il chiodo fisso di tenere insieme la mia comunità e ridare speranze prima e certezze poi che Crevalcore ce l'avrebbe fatta. Ho cercato e cerco di rappresentare tutti i sindaci del cratere emiliano nel mio ruolo di senatore nel costruire emendamenti e leggi sulla ricostruzione. Ho rinunciato ad avere una vita privata perché ritengo mio preciso dovere ricostruire il paese nel minor tempo possibile e nel migliore modo possibile. Nel fare tutto questo ho sempre agito nel pieno rispetto delle regole ed in piena collaborazione con tutte le forze dell'ordine presenti allora e con le quali abbiamo condiviso e risolto tante situazioni complicate usando molto buonsenso .

Pregherei gli organi di comunicazione che nel riportare queste mie considerazioni evitassero titoloni roboanti perché non mi appartengono ne desidero che tutto si trasformi in uno scontro, ma semplicemente mi interessa ripristinare la verità di quei mesi che furono dopo il terremoto, in quali condizioni si operava e che disastri c'erano in giro. Quella verità che non può essere buttata a mare adesso che si sta tornando alla normalità. Perché questa normalità se oggi c'è credo sia dovuta in grande parte a quei sindaci che come me hanno saputo rappresentare una sponda per tutti indistintamente. Se di tutto questo saremo chiamati a rispondere, per quanto mi riguarda lo farò ancora più orgoglioso di avere fatto cose straordinarie, di avere regalato sorrisi, di aver evitato dolori, di aver curato persone di avere fatto fino in fondo il mio dovere di sindaco.

Per rileggere quei giorni bisogna averli vissuti, ma detto tutto questo, ribadisco di essere da sei mesi a disposizione degli inquirenti, continuerò ad esserlo, aggiungo anche questa fatica sulle spalle, vado avanti assumendomi le mie responsabilità su ciò che ho fatto e su ciò che farò' perché so di aver sempre agito nell'interesse di tutti e di ciascuno.. Quando si amministrano soldi pubblici si ha il dovere di non sprecare nemmeno un euro e così abbiamo fatto noi, controllando a tappeto tutti ed indagando ogni qual volta abbiamo avuto il sospetto di qualche potenziale irregolarità' e denunciando alle opportune sedi il fatto qualora avessimo accertato in modo chiaro e netto un abuso o un reato.”

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