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Bandiera palestinese in Comune, esposto di FDI: "Esacerba i contrasti"

Levata di scudi dell'opposizione per la decisione di Palazzo D'Accursio. Lega e Fratelli D'Italia contro

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L'esposizione della bandiera palestinese a Palazzo D'Accursio non è passata inosservata: a farsi sentire immediatamente, gli esponenti di Fratelli D'Italia, Stefano Cavedagna, Fabio Brinati, Felice Caracciolo, Francesco Sassone, Francesca Scarano e Manuela Zuntini, che fanno partire un esposto: "Inaccettabile e grave che il sindaco Lepore decida di esporre la bandiera della Palestina sul Palazzo Comunale - scrivono in una nota - Si tratta di un gesto che, al contrario di quanto affermato dal primo cittadino, non servirà a favorire alcuna coesione e anzi rischia di creare ancora maggiore conflitto sociale e alimentare i già gravi segnali di ritorno di fenomeni di antisemitismo".

Per i meloniani "esporre la bandiera palestinese su Palazzo d’Accursio è poi un gesto che vìola palesemente la neutralità delle sedi istituzionali e per questo motivo presenteremo uno specifico esposto alla Prefettura. La neutralità deve sempre essere garantita proprio per evitare che il Comune entri con faziosità in vicende complesse e delicate come quelle mediorientali e affinché non sembri che Bologna offra la propria solidarietà solo a una parte delle vittime del conflitto in corso. Invitiamo Lepore a ritirare la bandiera palestinese e ad adottare piuttosto altre iniziative che facilitino il dialogo tra religioni e culture diverse anche all’interno della nostra Città, evitando qualsiasi strumentalizzazione politica che abbia come effetto quello di esacerbare i contrasti invece di risolverli". 

Un tema che coinvolge la città anche dopo l'azione di ieri alla stazione di Bologna, dove un corteo ha bloccato i binari, creando disagi ai treni in transito, episodio sul quale indaga la Digos. 

Caos in stazione, manifestanti bloccano i binari

Forza Italia: "Lepore dimostra di non essere equilibrato"

E' il "palazzo di tutta la città e di tutti i bolognesi; quando ci fu il genocidio dei terroristi di Hamas il 7 ottobre 2023 contro cittadini israeliani Lepore non espose la  bandiera della Stato di Israele che l'Italia riconosce e col quale ha normali relazioni di amicizia - scrivono in una nota Lanfranco Massari, segretario FOrza Italia Bologna Città e la sua vice Annamaria Cesari - Anche Forza Italia è per il sostegno alle popolazioni civili coinvolte dalla guerra e per la pace. Non potrà però esserci pace senza giustizia e verità e senza equilibrio nelle relazioni internazionali. Con questa azione il sindaco dimostra di non essere equilibrato ma, una volta di più, di essere sindaco di una sola parte di cittadini, quella della sinistra ideologica e massimalista. Con azioni demagogiche e divisive come quella di Lepore non si favorisce la pacificazione tra i popoli, né tra i cittadini.  Forza Italia auspica che il sindaco si concentri sui problemi, non pochi, dei bolognesi e cessi di essere perennemente in campagna elettorale".

Bignami: "Si rimuove la strage del 7 ottobre"

"Una scelta faziosa e irresponsabile - per il viceministro ai trasporti, Galeazzo Bignami - che divide e non unisce, alimentando un clima di contrapposizione e conflittualità che è esattamente ciò di cui oggi non c'è bisogno. Si rimuove totalmente l'origine di quanto sta avvenendo, vale a dire la strage del 7 ottobre compiuta contro civili israeliani inermi. Si dimenticano le violenze, gli stupri, i soprusi perpetuati contro donne e uomini colpiti sono perché israeliani o in territorio israeliano. Si rimuove la sorte degli oltre 100 ostaggi ancora detenuti dai terroristi di Hamas" afferma Bignami "Se è doveroso distinguere tra popolo palestinese e Hamas, altrettanto necessario è ribadire il diritto dello Stato di Israele di esistere e di difendersi e di difendere il suo popolo e i suoi confini". Per Bignami "non si costruiscono dialoghi esponendo bandiere e alimentando divisioni, ma trovando e operando per spazi comuni, anche fisici, di dialogo e confronto tra le identità culturali e religiose". 

PD: "La destra al governo si è astenuta"

"Sarebbe necessario che Lega e Fratelli d’Italia, invece di etichettare come criminali dei ragazzi e delle ragazze che chiedono distintamente il cessate il fuoco e la protezione dei civili, utilizzassero la loro posizione al Governo per promuovere il riconoscimento dello Stato di Palestina, invece la destra al governo del nostro Paese si è astenuta - tuona la segretaria del PD cittadino, Federica Mazzoni - È ora che l'Italia, in linea con i valori di giustizia internazionale e solidarietà si applichi concretamente per la pace in Medio Oriente, per fermare le stragi portate avanti da Netanyahu. Anche per questo ci battiamo per un’Europa politica più forte e autorevole per la pace".

Mazzoni si schiera al fianco di Lepore: "Per noi oggi il gesto più importante è quello del Sindaco che espone a Palazzo d’Accursio la bandiera palestinese in segno di solidarietà per i tragici crimini di guerra che si stanno perpetrando contro un intero popolo, a Rafah". 

Lega: "Dopo il 7 ottobre non è stata esposta la bandiera di Israele"

“La Mazzoni sostiene che riterremmo criminale chi chiede il cessate il fuoco.- interviene il capogruppo leghista in Comune, Matteo Di Benedetto - Sarebbe in grado di citare solo una volta in cui abbiamo criminalizzato questa posizione? Quello che abbiamo denunciato è l’occupazione abusiva della stazione, illegale e non autorizzata da nessuno, che ha danneggiato migliaia di persone, a partire dai pendolari. Sappiamo che al PD non interessa nulla dei migliaia di pendolari dell’appennino, come dimostrano ogni giorno con la gestione della linea ferroviaria della Porrettana, tuttavia se almeno ogni tanto si ricordassero che anche loro sono cittadini con dei diritti non sarebbe male. Chi delinque deve rispondere delle sue azioni: questa è da sempre la nostra posizione. Infine, chiedo a Lepore come mai dopo il 7 Ottobre non abbia trovato idoneo esporre la bandiera di Israele, visto che ora lo ha fatto con quella della Palestina. Non vorrei sembrasse che per qualcuno ci sono vittime di serie A e vittime di serie B. Mi pare che a sinistra siano solo interessati ad alimentare conflitti e tensioni”.

"Nessuno può rimanere indifferente rispetto alle notizie che tutti noi leggiamo sulle atroci sofferenze a cui è stata sottoposta in questi mesi la popolazione palestinese, ma non possiamo dimenticare le sofferenze subite dagli israeliani per mano di Hamas". Così i due consiglieri comunali di Bologna ci piace, Gian Marco De Biase e Samuela Quercioli, commentano la bandiera della Palestina esposta sulla facciata del Comune. "Per questo sarebbe stato più opportuno  esporre entrambe le bandiere per rivendicare il principio 'due popoli, due Stati'. L'unica strada da percorrere se cerchiamo e vogliamo la pace è il dialogo".

Coalizione Civica: "Contro il massacro di civili inermi"

Alle parole del sindaco che auspica il "un immediato cessate il fuoco" poichè "ogni limite è stato superato" fanno eco gli esponenti di Coalizione Civica: "Un altro importante gesto che si aggiunge allo striscione per 'Cessate il fuoco ora' esposto da dicembre e alle iniziative pubbliche, all’atto di indirizzo sull’ethical procurement e agli altri ordini del giorno e interventi fatti in Consiglio comunale in questi mesi. Contro il quotidiano massacro di civili inermi, contro il genocidio in atto in Palestina, per un cessate il fuoco immediato", si legge nella nota.

L'iniziativa tiene banco anche al dibattito

Per il senatore bolognese di Azione Marco Lombardodue sono bandiere, italiana e della Ue: "Proviamo a difenderle da chi le vuole togliere, invece di pensare di aggiungerne altre". L'iniziativa del sindaco ha tenuto banco anche al confronto tra candidati alle europee organizzato nel pomeriggio dalle Acli con la dem Elisabetta Gualmini, Piergiacomo Sibiano di Fratelli d'Italia, la forzista Alessandra Servidori e Ugo Biggeri del Movimento 5 stelle. "Non ha senso prendere una parte o l'altra senza considerare la cornice complessiva", ha detto Sibiano La pace "è la priorità dell'agenda europe". "L'Europa deve ritirare fuori la sia identità e avere una voce unica dentro la Nato. Se occorrono dei negoziati facciamoli subito". Meno equidistante Servidori: "Chi non conosce la storia dice che devono essere due Stati, la Palestina non è mai stata uno Stato, se mai un popolo. Mi dispiace moltissimo che nelle manifestazioni studentesche, molto sfruttate dai centri sociali, i giovani non abbiano manifestato il desiderio di parlare con noi. Ai ragazzi bisogna spiegare cosa ha fatto il terrorismo di Hamas".

Potere al Popolo: "Sbandierata elettorale"

"Una bandiera non fa primavera", commenta Potere al popolo, "soprattutto se Lepore la tira fuori solo sotto elezioni". Le elezioni "fanno miracoli - si legge nella nota - e a pochi giorni dalle europee spunta una piccola bandiera palestinese da Palazzo D'Accursio, accompagnata da un comunicato di Lepore. Il miracolo si ferma quindi a una sbandierata elettorale". 

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