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Israele-Palestina, gli studenti contro l’Unibo: “No alla censura”

Il sindacato USB e il collettivo studentesco Cambiare Rotta: “Il Rettore Molari sbaglia, venga ad ascoltarci”

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Il clima negli ambienti universitari sembra essersi raffreddato dopo le tensioni che hanno accompagnato l’evento a cui era presente Omar Barghouti, attivista palestinese e co-fondatore del movimento Bds. In quell’occasione, una buona parte della destra cittadina e la comunità ebraica si erano apertamente schierati contro il Comune e l’Università di Bologna che colpevoli, secondo il loro giudizio, avevano gettato benzina sul fuoco del dibattito attorno al conflitto israelo-palestinese. 

Pochi giorni dopo, anche il Rettore Molari ha preso le distanze da quell’evento, sostenendo che lui non aveva in alcun modo autorizzato l’incontro. Parole che non sono passate inosservate, e di cui ora il sindacato Usb e il collettivo Cambiare Rotta chiedono conto: “La governance di Unibo prosegue con la criminalizzazione del dissenso e di chi lotta per il boicottaggio accademico, applicando così una censura filoisraeliana, che prova a mettere a tacere chiunque si mobiliti contro l'azione del governo sionista d'Israele e di istituzioni ed imprese del comparto militare industriale – con le quali la nostra Università intrattiene rapporti di collaborazione” scrivono in una nota.

Ma non solo: al Rettore viene anche imputata una “minaccia velata” sull’iniziativa del prossimo 27 febbraio, quando professori, personale amministrativo e studenti si incontreranno per dialogare sul “ruolo che il nostro Ateneo ha rispetto al genocidio in atto in Palestina e alla guerra in corso. Si chiudono così le porte in faccia alle trattative che in questo mese sono intercorse tra la governance ed i membri della comunità accademica che si sono mobilitati per la Palestina al fine di organizzare un momento di discussione pubblica sulle azioni che dovrebbe intraprendere l'Ateneo di fronte alla guerra ed al genocidio in Palestina”. Infatti, “riteniamo che le istituzioni universitarie non debbano uniformarsi al clima di censura che il governo sta imponendo attraverso i media (vedi il caso lampante della Rai) ed anche silenziando e criminalizzando il dissenso con repressione e manganelli (si vedano i casi di Firenze, Pisa, Napoli, etc.)”. Per questo, i collettivi hanno organizzato una conferenza stampa per il prossimo mercoledì, alla quale hanno invitato anche il Rettore Molari.

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