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Sabato, 26 Novembre 2022
Politica

Bonaccini: "No a scioglimento PD, sarebbe regalo alla destra"

Alla vigilia della direzione nazionale del Pd, uscito "malconcio" dalle elezioni, il presidente allontana l'ipotesi

Alla vigilia della direzione nazionale del Pd, uscito "malconcio" dalle elezioni del 25 settembre, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, auspica "una discussione democratica e partecipata, quello di cui ha bisogno il Pd" e ribadisce la necessità di un congresso.

Sicuramente allontana l'ipotesi di scioglimento del partito, chiesto dalla ex presidente Rosy Bindi in un'intervista a La Stampa. Bindi ha definito un altro congresso e la corsa al segretario "accanimento terapeutico" quindi "essere tutti pronti a mettersi a disposizione, fino allo scioglimento dell'esistente, per costruire un campo progressista coinvolgendo quelle realtà sociali che già interpretano il cambiamento e non trovano rappresentanza politica". 

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Non è d'accordo il presidente dell'Emilia-Romagna: "Con tutti i difetti e gli errori, raccoglie quasi il 20% dei voti. È il secondo partito nazionale dopo Fratelli d'Italia, è di gran lunga il primo partito di opposizione nel campo del centrosinistra" e "sarebbe un regalo alla destra andare a scioglierlo. Se saprà rigenerarsi sarà ancora una forza che potrà dare tanto a questo paese, dal punto di vista di chi crede nel bisogno di un centrosinistra più largo e competitivo. È evidente che senza il Pd è impossibile immaginare in futuro una vittoria contro le destre in questo paese. Governando la stragrande maggioranza dei Comuni in regione, figuriamoci se possiamo fare a meno del Partito Democratico"

Cambiare il Pnrr? "Non sanno di cosa parlano"

"Se dovessi dare un suggerimento al Governo che si insedia e spero si insedi presto perché io tifo per l'Italia e non solo per una sua parte, eccolo: più che pensare di tagliare il Pnrr convocherei immediatamente un tavolo con enti locali e parti sociali per ragionare sull'aumento dei prezzi. Che non riguarda solo l'energia, ma tutte le materie prime e i materiali. Questo rischia di bloccare cantieri già aperti, o di far sì che vadano deserte le gare in materia di Pnrr, su cui abbiamo pochi anni", ha detto Bonaccini, a margine di un convegno con Autostrade slu Passante di Bologna.

Con il Pnrr "l'Emilia-Romagna ha già ricevuto 5 miliardi e altrettanti, se non qualcosa di più, potremmo riceverli prossimamente, grazie ai nostri progetti seri e importanti", come il Centro Meteo Europeo "e soprattutto il super computer di calcolo che a fine novembre verrà inaugurato a Bologna in presenza del presidente Mattarella" e, aggiunge Bonaccini, "mi auguro anche il nuovo Governo, indipendentemente dal futuro o dalla futura presidente del Consiglio".

"Quando sento dire 'cambiamo il Pnrr', penso che chi lo dice, in buona fede, non sappia proprio di che cosa stia parlando. Se ci fermiamo a cambiare il Pnrr, l'Europa ci farà pagare a debito le stesse opere oggi finanziate e non crederà all'affidabilità dell'Italia". 

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