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Elezioni 2021, nasce la lista 'Cambiamo Bologna': "Vogliamo qui quello che Toti sta facendo in Liguria"

A presentare il nuovo gruppo politico che si inserisce nel centrodestra Michele Laganà: "Stiamo lavorando nei quartieri e cerchiamo candidati. Sul candidato, si vedrà"

"Fare a Bologna quello che il governatore Giovanni Toti sta facendo in Liguria": questo l'obiettivo di "Cambiamo Bologna", lista annunciata oggi in vista delle prossime amministrative del 2021. A presentarla il bolognese Michele Laganà, insieme alla coordinatrice regionale Francesca Gambarini e al Senatore e segretario nazionale Massimo Berutti: "Cerchiamo candidati per la nostra lista, che sarà fatta di uomini e di idee, ispirata alla squadra della Liguria e attenta ai problemi dei cittadini. Stiamo già lavorando nei quartieri e rappresentiamo una novità. Un gruppo serio che punta più ai fatti che alle parole" ha detto il referente per città e provincia. 

"Un gruppo vicino agli alleati, ma diverso"

E' stata Gambarini ad aprire la discussione e spiegare che le elezioni di primavera sono strategiche per il gruppo politico moderato e liberale, vicino agli alleati ma allo stesso tempo diverso: "Puntiamo a cambiare la politica amministrativa di Bologna e siamo ormai presenti un po' in tutta Italia, con buoni risultati. Le amministrative le vediamo come un'opportunità e il nostro modello naturalmente è quello della Regione Liguria". 

Il candidato: civico o politico? 

Quanto al candidato, che sia civico o politico: "Conta arrivare a raggiungere l'obiettivo con la persona migliore a disposizione - ha detto il senatore Massimo Berutti - si deve governare e giochiamo per vincere". Nel frattempo Laganà spiega che si stanno reclutando persone quartiere per quartiere, in modo da avvicinarsi alle problematiche specifiche delle varie aree di Bologna. 

"Per noi contano in particolare due elementi, - spiega il segretario nazionale - il primo è che il progetto rientri nel perimetro del centrodestra e il secondo è che sia piccolo sì, ma che non resti nell'angolo. C'è voglia di accogliere quel mondo che da tempo nella politica non si riconosce più". 

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