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Cantiere Bobo Strada Maggiore, Favia: 'Risarcimento dalla regione per residenti e commercianti'

Creare 'un fondo prima che questo ennesimo cantiere faccia strage di attività commerciali in un tessuto come quello del centro storico già pesantemente provato dalla crisi economica'

"Serve un sistema per mitigare i disagi già registrati nel primo giorno di cantieri. C'è stato poco preavviso: solo due mesi fa il Comune smentiva l'arrivo delle ruspe. In questo modo avremo un altro Civis". Così il consigliere regionale Giovanni Favia che chiede un fondo regionale per risarcire residenti e commercianti del disagio provocato dal cantiere del nuovo filobus Crealis partito in questi giorni in Strada Maggiore.

COME TAV IN VIA CARRACCI. "Se la Regione avesse approvato il mio ordine del giorno, presentato tempo fa e rivolto principalmente a risarcire i cittadini danneggiati dal Tav di via Carracci, oggi non saremmo qui ad interrogarci su che risposte dare ai residenti e ai commercianti di Strada Maggiore - spiega Favia in una nota - all'epoca proposi che la Regione si facesse carico di finanziare un fondo per risarcire i privati dei danni provocati dai cantieri di opere che avessero una rilevanza regionale. Ed a sentire le lamentele e i timori di negozianti e residenti di Strada Maggiore dopo il primo giorno di cantieri, il Crealis, così come avvenne con il suo cugino Civis, ne produrrà parecchi, forse troppi. Per questo bisognerebbe creare al più presto un fondo prima che questo ennesimo cantiere faccia un'altra strage di attività commerciali in un tessuto come quello del centro storico già pesantemente provato dalle dinamiche dettate dal mercato e dalla crisi economica".

DIFETTO DI COMUNICAZIONE. Come avevano già fatto presente da alcuni commercianti, anche per l'ex 5 Stelle le comunicazioni sugli effetti che riguardano il cantiere Crealis da parte del Comune sono state sommarie e a dir poco superficiali. "Solo due mesi fa, per la precisione il 10 aprile, - continua il consigliere regionale - il sindaco Merola e i suoi tecnici rispondendo ad alcune anticipazioni di stampa sulla partenza del progetto, sostenevano che 'al momento ogni ipotesi di tempi, vie interessate e durata dei lavori è semplicemente destituita di ogni fondamento'. Ci vogliono far credere che due mesi fa nessuno in Comune sapesse dove sarebbe passato questo benedetto filobus? Trovo che sia semplicemente assurdo catapultare dall'oggi al domani sulla testa di commercianti e residenti un cantiere che avrà una durata minima di sei mesi - conclude Favia -. Farlo senza prevedere nessun sistema di risarcimento, inoltre, è da veri sprovveduti".

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