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Terremoto politico a Castenaso, la minoranza chiede la sfiducia del sindaco

“Sfiduciare il sindaco o, come maggioranza, dimettersi tutti dal Partito Democratico”. Parte da un'opposizione coesa la mozione di sfiducia presentata in Comune, a firma di tutti i consiglieri di minoranza, del Gruppo Misto, Movimento 5 Stelle e della lista Grandi sindaco

Stefano Sermenghi

“Sfiduciare il sindaco o, come maggioranza, dimettersi tutti dal Partito Democratico”. Parte da un'opposizione coesa la mozione di sfiducia nei confronti di Stefano Sermenghi, presentata in Comune ieri pomeriggio,   firma di tutti e sei i consiglieri di minoranza, esponenti del Gruppo Misto, Movimento 5 Stelle e della lista Grandi sindaco.

Una  presa di posizione forte dopo le ultime affermazioni di Sermenghi, che oltre a non aver rinnovato la tessera del Pd, ha dichiarato che con quel "partito non ha più nulla a che spartire". Parole che non sono passate inosservate al consiglio comunale: se da un lato la maggioranza,  attraverso un comunicato, ha dichiarato subito e tra le righe di continuare  a sostenere il sindaco  "continuando a lavorare nella stessa direzione", dall'altro la minoranza fa la voce grossa.

Sermenghi nell’ultima tornata è stato eletto con la lista PrimaCastenaso, appoggiata da civici, Pd, Partito socialista italiano e Sinistra Ecologia e Libertà. Per la minoranza, considerato che "il Pd era il partito di maggior peso della coalizione, che la maggioranza dei consiglieri eletti sono del Pd, che la vittoria elettorale è stata influenzata in modo determinante da questa appartenenza e che il sindaco ha dichiarato di lasciare il Pd, e che pertanto  allo stato attuale non rappresenta più la maggioranza degli elettori che lo hanno scelto"-  si legge nel testo della mozione di sfiducia - chiede la convocazione di un consiglio comunale entro 30 giorni. Non solo, anche che il "consiglio comunale dichiari decaduto il sindaco dalla carica", e che "i consiglieri eletti con PrimaCastenaso prendano le distanze o si dimettano".

La maggioranza  si è già espressa il 30 agosto con una nota ufficiale, ma evidentemente l'opposizione vuole che ne se discuta e che venga presa una posizione pubblica durante l'adunanza. Un terremoto politico che ha scuote il Comune sull'Idice, in cui da mesi si prendono serrate posizioni anche in merito alla fusione con i territori limitrofi. 

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