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Cbd inserito tra gli stupefacenti, Santori: "Anche il pesto può essere pericoloso per la salute"

Si è presentato in Consiglio comunale con un vasetto di infiorescenze di Cbd e uno di pesto: "Ho proposto ai colleghi di visitare una delle aziende del territorio per capire gli impatti economici della norma"

Si è presentato in Consiglio comunale di con un vasetto di infiorescenze di Cbd e uno di pesto: "Entrambi questi prodotti sono legali e sono Made in Italy" ha detto il consigliere Mattia Santori: "Lunedì scorso, in seguito ad un decreto del Governo che di fatto classifica il Cbd tra le sostanze stupefacenti, ho proposto ai colleghi di visitare una delle aziende che abbiamo sul territorio - ricorda Santori - per capire con loro gli impatti economici di una norma che con gli operatori del settore non è stata discussa. Non mi sembra una richiesta nè rivoluzionaria nè provocatoria e so benissimo che sulla cannabis c'è un divario culturale da colmare, ma le dichiarazioni lette sui giornali in questa settimana hanno certificato in maniera plastica che sul tema regni una confusione sovrana", come riferisce la Dire. 

Il consigliere fa riferimento all'inserimento nel testo unico sugli stupefacenti dei prodotti per a base di Cbd.

QUI Cos'è il CBD e a cosa serve

Non "faremo una gita in una piantagione" come avrebbero detto alcuni consiglieri "non vi porto in Amazzonia ma in zona Roveri e al posto di Pablo Escobar incontreremo imprenditori che pagano le tasse e versano i contributi" spiega il leader delle Sardine che lo scorso anno era stato criticato per aver ammesso di coltivare qualche pianta di marijuana

Pesto e Cbd: " Entrambi contengono rischi per la salute"

"Mi rendo conto che i pregiudizi siano più forti della realtà", continua il dem, "ma visto che sono testardamente convinto che ci troviamo di fronte ad un'ingiustizia economica prima ancora che culturale, cerco di spiegarvela nella maniera più semplice". Dunque "questo è un vasetto di pesto di una nota marca italiana e questo è un vasetto di infiorescenze di Cbd di una nota marca italiana. Entrambe le aziende che producono questi vasetti possiedono la partita Iva, pagano le tasse e i dipendenti, rischiano capitale proprio. Entrambe sono energivore, pagano le bollette e si misurano con il mercato internazionale". 

Entrambi i prodotti poi "contengono rischi per la salute", aggiunge: ad esempio, sul pesto c'è scritto che "può contenere tracce di frutta con guscio, che per le persone allergiche può essere mortale, come gli zuccheri per le persone diabetiche". Entrambi i prodotti, ancora, "vengono da una filiera agricola", con la differenza che "la canapa è l'unica produzione agricola in Italia che oggi non riceve finanziamenti pubblici. Entrambi i prodotti - insiste Santori - possono avere benefici per la salute: il pesto perchè fa parte di una dieta equilibrata e il Cbd per suoi riconosciuti effetti analgesici, antinfiammatori e antiepilettici", l'unica differenza è che "se dall'oggi al domani qualcuno in Francia proponesse di vendere i derivati del pesto solo nelle farmacie e dietro ricetta, noi politici scenderemmo in pizza gridando all'attacco delle aziende del Made in Italy. Che se qualcuno paragonasse il pesto, l'alcol o il tabacco agli stupefacenti, diversi ministri si affretterebbero a dire che le droghe sono altre. Che se un magistrato facesse mettere i sigilli alla Barilla in attesa di completare le verifiche sulla legalità delle sostanze bloccando la produzione e producendo un danno economico, la valuteremmo come un'ingerenza e un attacco addirittura alla Costituzione".

Da ultimo, la differenza "è che se avessi proposto un'udienza conoscitiva in uno stabilimento che produce pesto in seguito ad una riforma che ne riduce del 30% il fatturato per regalarlo alle grandi multinazionali del farmaco- conclude Santori- nessuno si sarebbe sognato di dire che si spendono soldi pubblici per cose non serie. Noi siamo pagati per conoscere e dibattere, non per dibattere su cose che non conosciamo, a questo servono le udienze conoscitive e i Consigli comunali". 

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