Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica

Città metropolitana a rischio? Merola: 'No commissariamento, ce la faremo'

"Siamo messi male". Così l'assessore al Bilancio del nuovo ente. Dopo l'allarme lanciato da Monesi, il sindaco Merola stempera la situazione: "Siamo impegnati in una discussione col Governo per ottenere che si esca dal patto di stabilità e perchè si riducano i tagli alle Cittàmetropolitane"

"Pochi fondi, debiti e lavoratori a rischio". La città metropolitana è già a rischio? A destare preoccupazioni sono state le parole dell'assessore metropolitano al Bilancio Marco Monesi, che non fa mistero: "Siamo messi male. Ho sempre detto, anche ai lavoratori, che non siamo qui per smantellare- aggiunge Monesi- certo che la situazione è molto complessa e delicata. Abbiamo bisogno che la Regione ci ascolti e speriamo che il Governo sia coerente con quanto affermato sia da Delrio che dallo stesso Renzi".

Nelle ore scorse si era parlato di commissariamento della città metropolitana. Monesi chiarisce: "E' più una boutade che un'intenzione reale". A stemperare l'allarmismo, infatti, è intervenuto il primo cittadino di Bologna, Virginio Merola, che ha fatto sapere di voler salvare la Città metropolitana, approvando il bilancio entro marzo. Secondo il sindaco quanto espresso dall'assessore al Bilancio sul nuovo ente "sono cose note, quello che siamo impegnati a fare è una discussione col Governo per ottenere che si esca dal patto di stabilità e perchè si riducano i tagli alle Cittàmetropolitane. Il Governo si è impegnato a darci una risposta, quindi andiamo avanti".

Il numero uno della Città metropolitana chiede tempi "più brevi possibili" per avere una risposta del Governo Renzi, "dobbiamo approvare il bilancio entro marzo. Le parole di Monesi? Parole di una situazione esasperata, ma l'ipotesi commissariamento non esiste". Per quanto riguarda la gestione dell'ente "stiamo procedendo con le limitate risorse a nostra disposizione- ammette Merola- Abbiamo dunque ridotto al massimo le spese, rimanendo ben al di sotto dei limiti fissati dalle norme, il tutto in attesa di conoscere il quadro finanziario ed istituzionale che a giorni sarà definito". Nel frattempo in questi giorni, informa Merola in una nota, "abbiamo fatto partire la macchina del nuovo Ente per fare fronte alle esigenze determinate dal maltempo e per i servizi alle scuole superiori". Infine, "siamo impegnati a concordare con la Regione Emilia-Romagna l'attribuzione delle funzioni e dei finanziamenti così da definire un piano ordinato di ricollocazione del personale". 

Le difficoltà della città metropolitana sollevano la reazione dei grillini: "Zero fondi, debiti e lavoratori in bilico. La Città metropolitana è già a rischio. Battete le mani a Renzi e Del Rio per questo capolavoro. Tanti anni a parlare di Città Metropolitana, poi tutti contenti per la sua nascita senza voto dei cittadini, e alla fine non c'è nulla". Così graffia in una nota Max Bugani, capogruppo M5S in consiglio comunale a Bologna. "Fidarsi di questi signori - chiosa il grillino - è come dare 5 monete d'oro al gatto e la volpe per sotterrarle nel paese dei Barbagianni, dove c'è il Campo dei miracoli. Sicuramente alla mattina troverete un albero colmo di zecchini d'oro."

"Caos città metropolitana. Rimediare ai danni DelRio Renzi". E' la stoccata del capogruppo regionale l’Altra Emilia – Romagna Piergiovanni Alleva, che in una nota si sfoga: "La vicenda della chiusura delle vecchie Province che doveva una delle riforme di razionalizzazione e modernizzazione della PA sta virando a grande velocità verso esiti drammatici ed anche paradossali: ciò che sin da subito hanno temuto lavoratori e sindacati e cioè che tutto si riducesse ad un risparmio di cassa a scapito dell’occupazione da una parte e dell’effettivo svolgimento delle funzioni pubbliche dall’altra, è sotto gli occhi di tutti dal momento che il più nuovo degli enti risultanti dalla riforma e cioè la Città Metropolitana è già in crisi o, per meglio dire, sembra essere nata morta."
Per l'Altra destra "questo è il frutto del dilettantismo con cui il Partito Democratico, in specifico Renzi e il suo braccio destro Del Rio, hanno affrontato la questione del riordino degli enti locali partendo dall’abolizione di enti di lunga tradizione e di permanente utilità quali erano le Province costituite come enti elettivi e democratici. A quanto pare le Province che nascono sono null’altro che degli ectoplasmi che scaricano da subito su un tessuto economico sociale molto provato il problema di migliaia di lavoratori esodati."
Come consigliere di opposizione Alleva promette: "vigilerò e lavorerò affinchè i lavoratori ottengano il giusto riconoscimento della loro professionalità tramite ricollocazione in altro ente e affinchè i buchi di bilancio non peggiorino o azzerino  i fondamentali servizi ai cittadini messi a rischio dagli sciagurati tagli renziani".

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