3 anni dal sisma, Claudio Broglia in Senato: 'I riflettori sul terremoto sono spenti'

Nel terzo anniversario della prima delle due forti scosse che colpirono l'Emilia, Claudio Broglia, sindaco di Crevalcore e senatore, ha ricordato quei giorni e ha fattoil punto sulla ricostruzione. Ringraziamenti a Vasco Errani e a Gabrielli

Broglia ieri al Senato

Ieri 20 maggio, il terzo anniversario della prima delle due forti scosse di terremoto che colpirono l'Emilia. E' stato Claudio Borglia, nella sua doppia veste di sindaco di Crevalcore e senatore, a ricordare in un lungo intervento a inizio seduta, a Palazzo Madama l'evento che colpì i nostri territori, il Veneto e la Lombardia, alle quattro del mattino. Broglia si è associato alla richiesta della senatrice bolognese Elisa Bulgarelli, 5 Stelle, per ricordare le vittime con un minuto di silenzio in aula,

Magnitudo 5.9 della scala Richter "ci colse davvero tutti alla sprovvista, noi che eravamo preparati ed allertati su frane, alluvioni, eventi atmosferici eccezionali, ci ritrovammo di punto in bianco a fare i conti con un violentissimo terremoto. Ma ancora non avevamo visto tutto, perché di lì a nove giorni il 29 maggio alle 9,03 un secondo terremoto di pari magnitudo ma con una accelerazione al suolo doppia rispetto al primo provoco crolli e danni gravissimi a Chiese municipi, scuole, ospedali capannoni e abitazioni" ha detto Broglia.
27 furono le vittime dei due terremoti: 7 la notte del 20, 20 la mattina del 29.

Il sindaco di Crevalcore ha ricordato che allora non vi era una legge sulle ricostruzione, ma "che due persone su tutte furono decisive nell'assumersi nell'immediato grandi responsabilità nel far partire in assenza di qualunque norma, tutto l'apparato della protezione civile , dei vigili del fuoco, dei volontari nel rapporto con il governo ed in particolare modo con il ministro Barca. E noi non finiremo mai di ringraziare il prefetto Franco Gabrielli e il presidente Vasco Errani".

I NUMERI DEL SISMA. 58 comuni interessati, 45.000 le persone coinvolte direttamente, 19.000 famiglie che hanno lasciato le proprie abitazioni, 16.000 di queste che hanno chiesto assistenza, 14.000 edifici residenziali crollati o danneggiati, 13.000 edifici produttivi crollati o danneggiati, 1.500 edifici pubblici chiese od ospedali crollati o danneggiati (Un'area da cui deriva circa il 2% del pil nazionale), 18.000 studenti senza una scuola. Questii numeri sciorinati da Broglia in aula: "E proprio dalle scuole siamo ripartiti e abbiamo realizzato in tre mesi scuole provvisorie per 18.000 alunni e tutti hanno,potuto svolgere l'intero anno scolastico e quelli successivi in modo regolare.Oggi, molte di quelle scuole sono stare riparate o ricostruite e con il prossimo settembre si può dire che la totalità dei ragazzi abbandonerà i prefabbricati".

ABITAZIONI DANNEGGIATE E CAMPI. All'apertura dei campi erano circa 40.000 le persone ospitate "dopo 5 mesi a quasi tutte era stata trovata una sistemazione alternativa tra quattro mura o concesso un contributo mensile per una autonoma sistemazione e anche l'ultimo campo veniva chiuso. Nonostante gli sforzi fatti per 757 famiglie fu necessario ricorre ad abitazioni prefabbricate provvisorie. Oggi di quei 757 nuclei ne rimangono 410 con l'impegno da parte della regione di smantellarli entro la fine del 2015".
Da quel 29 maggio partirono la costruzione della legge sulla ricostruzione, i decreti legge, le finanziarie, il lavoro emendativo del parlamento, la ricerca dei finanziamenti, la messa a regime del comitato tecnico costituito dal commissario che vide nei sindaci sub commissari la spina dorsale e il vero motore che teneva assieme le comunità locali azzerando la distanza tra le istituzioni.

LA RICOSTRUZIONE. Il 60% degli edifici e' già stato ricostruito 15.800 abitazioni ripristinate dove sono tornate a vivere 25.000 persone: "Abbiamo già concesso quasi due miliardi di euro di cui quasi la metà già liquidati. Ricordo a tutti che il contributo non viene dato ai privati ma erogato direttamente all'impresa esecutrice a fine lavori, tutto su fattura e tutto perfettamente tracciabile e trasparente Di quelle 16.000 famiglie che chiesero assistenza all'indomani del terremoto, oggi ne rimangono 4.600, cioè si sono ridotte del 71%"

Ma Broglia sottolinea che il problema "terremoto Emilia" non si è esaurito e chiede "una serie di misure che accompagnino ancora per un po' di tempo quei territori. Intanto la proroga fino al 2017 dello stato di emergenza perché questo contiene in se alcune proroghe fiscali che servono a chi sta ancora ripartendo a non soccombere ora che il più è fatto. A questo scopo abbiamo anche avanzato fortemente la richiesta non tanto della no tax area ma di zone franche urbane limitate ai centri storici più colpiti finanziati per 50 milioni di euro sempre a sostegno dell'artigianato del commercio e delle piccole medie imprese del territorio. Mentre i fondi per la ricostruzione degli edifici privati circa sei miliardi appare capiente sulla ricostruzione delle opere pubbliche mancano ancora circa 800 milioni" visto che molti comuni "si trovano a dover gestire mancati incassi, moltiplicazioni esponenziali delle pratiche urbanistiche e di lavori pubblici. Senza un sostegno importante questi comuni non ce la potranno fare, soprattutto sul fronte dell'assogettamento al patto di stabilità di assicurazioni e donazioni".

LEGALITA' . "Da sindaco di un comune di quei territori rivendico assieme agli altri colleghi al presidente Errani e all'attuale presidente Bonaccini che fummo proprio tutti noi a decidere di costituire la cosiddetta white list per tutte le imprese che intendevano far parte della ricostruzione. E quando chiedi a tutti di sottoporsi ad un esame completo può darsi che ogni tanto si scopra un qualche sintomo di dubbia provenienza. L'inchiesta Aemilia ha aperto poi uno squarcio drammatico ed inquietante sulla presenza da molti anni dell' ndrangheta sui nostri territori, ma ha anche messo in luce il fatto di come le amministrazioni locali siano ancora un argine che ha retto e sta reggendo in modo esemplare" e cnclude "oggi i riflettori sul terremoto sono spenti e si accendono solo se si può intravedere un qualche fatto negativo, per questo chiudo con l'abusata frase che dice che fa più rumore un albero che cade anzichè una foresta che cresce. Per ciò vorrei ribadire in quest'aula che in Emilia c'è una foresta che continua a crescere in mezzo a tante difficoltà, che ha bisogno di un sostegno importante ancora per un po' di tempo, che non ha paura che ogni albero venga controllato anzi lo pretende, perché sa far cadere gli alberi secchi senza abbattere l'intera foresta e porre una grande attenzione affinche' anche l'ultimo alberello venga messo a dimora e attecchisca".

(audio dell'intervento di Claudio Broglia)

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