Cofferati lascia il Pd: "Non fonderò un altro partito, farò solo un'associazione culturale"

Landini incorona Cofferati "Tsipras italiano" e mentre i socialisti strizzano l'occhio all'ex sindaco, volano attacchi dal PD: 'Sbaglia, una cosa è battersi per la trasparenza nel Pd, altro è lasciarlo'

"Non sono uscito dal Pd per fondare un altro partito, ne' per entrare in una nuova formazione politica, mi limiterò a fare un'associazione culturale, nulla di più" (vido-intervista). Così Sergio Cofferati, intervistato a Radio Città Futura, ha risposto al''nvito di Maurizio Landini che lo candida come lo Tsipras italiano. "Io sono capace di restare in un partito anche quando la dialettica è aspra, ma non voglio restare quando si cancellano i valori fondativi, facendo votare i fascisti per far vincere la mia concorrente. Non posso stare in un partito che non ha un'idea, degna di questo nome, dell'antifascismo, che considera un rapporto con l'estrema destra ovvio e naturale e che vuole replicare in Liguria un governo come quello nazionale". Quali sono state le reazioni nel partito? "Nel Pd si stanno esercitando in insulti e volgarità nei miei confronti, ma nessuno risponde al merito- ha detto ancora l'ex sindaco di Bologna- ci sono casi sui quali sta indagando la Procura, altri su cui sta indagando l'antimafia, che per loro non esistono. Ho sperato che il mio partito intervenisse, ho tenuto informati quotidianamente sia Debora Serracchiani sia Guerini, ma non si sono mai preoccupati di intervenire per fermare la deriva. Per tre seggi contestati, Bersani annullo'' le primarie di Napoli. Qui siamo a 13 seggi in cui sono stati verificati atti fuori dalle regole e non si dice nulla".

E mentre Maurizio Landini incorona Sergio Cofferati come lo Tsipras italiano, dalla sinistra bolognese parte una raffica di fischi. Tra coloro che non sono d''accordo c'è la capogruppo di Sel al Comune di Bologna Cathy La Torre. "Caro Maurizio Landini questa è' la prima volta che mi trovo in disaccordo con te: io Cofferati- è' la replica su Facebook- lo ricordo solo come uno dei peggiori sindaci di Bologna, secondo solo a Guazzaloca. Altro che lo Tsipras italiano". 

Intanto i socialisti di Bologna strizzano l'occhio a Cofferati. "La decisione assunta da Cofferati potrà avere ripercussioni importanti nello schieramento politico della sinistra; a tale riguardo la posizione dei socialisti sarà di grande e non marginale attenzione", assicura Marco Strada, segretario del Psi a Bologna. "La denuncia di irregolarità nel corso delle primarie di Genova e la decisione di Cofferati di lasciare il Pd, colpiscono particolarmente la sensibilità dei bolognesi", aggiunge Strada in una nota. Cofferati, prosegue il numero uno Psi, "è stato sindaco di Bologna. Fu votato con un'ampia partecipazione di elettori del centrosinistra. Svolse il suo compito deludendo le aspettative dei cittadini, pur dimostrandosi figura di forte connotazione carismatica. La sua motivata decisione di uscire dal Pd conferma il grande disagio di questo partito e allarga lo stato di confusa evoluzione del quadro politico nazionale. Nel contempo obbliga tutti a ripensare completamente il metodo italiano di svolgimento delle elezioni primarie".

Sergio Cofferati leader della sinistra? Non dice ''no'' Piergiovanni Alleva, consigliere regionale dell'Altra Emilia-Romagna, il gruppo nato sulla scia della lista Tsipras. L'ex sindaco di Bologna, "che conosco bene per averci lavorato a lungo quando era segretario Cgil, è tutt'altro che estremista, è sempre stato socialdemocratico non uso ai colpi di testa- è il ragionamento di Alleva, affidato ad una nota- quindi se ha deciso di lasciare il Pd l'ha fatto dopo aver riflettuto per motivi etici e perchè si rende conto che per le persone di sinistra non è praticabile la militanza del Pd". Cofferati "ha sempre avuto e ha notevole seguito; alcune decisioni mi sono risultate incomprensibili come fare il sindaco di Bologna- sottolinea Alleva- invece che creare un partito dei lavoratori, dunque non credo che sia una perdita da poco per il Pd. E' una conferma per quegli elettori di sinistra che non basta astenersi dal voto e stare a casa bisogna lasciare quel partito e fondarne uno nuovo".

"Cofferati sbaglia gravemente. Una cosa è battersi giustamente per la trasparenza nel Pd, un'altra è lasciare il Pd. Non è indebolendo il Pd che si promuovono le ragioni della sinistra, si fa invece tutto il contrario". C'è anche Andrea De Maria tra coloro che criticano l'addio di Sergio Cofferati al Pd. Oggi deputato cuperliano e responsabile della formazione politica nella segreteria Pd di Matteo Renzi, era vicepresidente della Provincia e segretario (prima dei Ds poi del Pd) a Bologna ai tempi in cui Sergio Cofferati era sindaco di Bologna. Interpellato sabato, subito dopo l''addio del Cinese al partito, De Maria ha ricordato la posizione espressa dalla direzione Pd sulle primarie liguri. "Nel Pd c'è tanto da cambiare- ha detto il deputato- ma senza dimenticare quanto il nostro partito, la piu' grande forza politica del Pse, rappresenti per le ragioni della sinistra e del riformismo in Italia ed in Europa".

"Non ho condiviso la decisione di Cofferati di abbandonare il Partito democratico per la mia radicata convinzione che per far sì che le cose cambino e migliorino si debba combattere dentro al Pd, non andarsene". Contro la scelta dell'ex sindaco di Bologna anche la parlamentare democratica Sandra Zampa che, al tempo stesso, riconosce che la vicenda delle primarie liguri "richiede un rigoroso approfondimento per individuare irregolarità, scorrettezze e responsabilità delle stesse. Nessuna opacità può restare e trasparenza e chiarezza vanno ripristinate nell''interesse del partito: ne va della relazione di fiducia con i cittadini". Questo è cio' che spinge Zampa a chiedere al presidente dell''assemblea Matteo Orfini di ascoltare la presidente del Collegio dei garanti, Fernanda Contri, nell''ambito dei lavori della commissione istituita di recente per studiare forme e strumenti per la partecipazione popolare alla politica. "Se si dovessero confermare le accuse di irregolarità sono proprio il partito e le primarie a rappresentare la vera parte lesa di questa vicenda. Impegnarsi perchè trasparenza e legalità caratterizzino non solo le primarie ma ogni momento e passaggio di partecipazione democratica della vita del Pd continua ad essere un buon motivo per restare nel Partito e rispettare così la volontà di chi ci ha eletti", conclude Zampa in un intervento su Facebook.

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(agenzia Dire)

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