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Comunali, Clancy al Pd: "No ad accordi ad ogni costo, prima le idee poi i nomi"

Emily Clancy, consigliera comunale di Coalizione civica a Bologna, in un video diffuso sui social lancia un appello alle tutte le forze del centrosinistra e insieme un avvertimento chiaro al Pd in vista delle prossime amministrative

Nessuna pregiudiziale. Ma no ad un accordo ad ogni costo. Soprattutto di fronte a un "dibattito sterile" e "impatanato in uno scontro tra fazioni nel Pd" come quello attuale. Fissa i paletti Emily Clancy, consigliera comunale di Coalizione civica a Bologna, che in un video diffuso sui social lancia un appello alle forze 'rosso-verdi' del centrosinistra (da Coraggiosa ai Verdi, fino al gruppo di Amelia Frascaroli) e insieme un avvertimento chiaro al Pd, in vista delle prossime amministrative.

A partire dalle primarie, che Clancy considera "uno strumento utile a date circostanze, non un punto di arrivo. E senza una base concreta e condivisa, non è neanche un punto di partenza". Quindi, avverte la consigliera, "non si pensi di poter incasellare una mia possibile partecipazione come quota rosa o copertura a sinistra di un centrosinistra la cui agenda di sinistra non ha nulla. Non mi presterò mai né al 'Pink' né al 'Left washing". Davanti ad una "sfida epocale" come la pandemia, del resto, "non posso e non voglio più nascondere il mio disagio verso un dibattito così sterile, che non parla a nessuna delle persone che ci candidiamo a rappresentare e soprattutto mette sempre il chi e il come davanti al che cosa - si sfoga Clancy - è un dibattito da cui ho cercato di stare ben lontana, ma non è bastato. E in questi giorni ho visto accostare il mio nome alle notizie più diverse: mi candido alle primarie; non mi candido alle primarie; la mia possibilità di diventare sindaca è una favoletta; la mia candidatura metterebbe in difficoltà un candidato o ne favorirebbe un altro. Insomma, chi più ne ha più ne metta".

In questi mesi, critica dunque Clancy, "nei fatti si è parlato quasi esclusivamente di nomi e mai di visioni. E siamo ancora qui impantanati in uno scontro fra le fazioni del Pd, dove ogni tanto per variare il menù viene agitato il nome di una donna per coprire l'assordante assenza di un genere o della sinistra". Questa discussione, ammonisce Clancy, "è ben lontana dall'essere all'altezza delle sfide che abbiamo davanti".

Secondo la consigliera, invece, sotto le Due torri esiste "il potenziale e la maturità politica perché Bologna, in controtendenza con il Governo nazionale e molte altre realtà locali, esca convintamente a sinistra da questa crisi" causata dalla pandemia. Clancy insiste: "A sinistra si vince, ma non a tutti i costi e certo non a prescindere dai contenuti". Quindi, avverte, "a chi sogna la coalizione larga che tiene dentro tutto e il suo contrario, esigiamo una coalizione che funzioni e che abbia l'ambizione di cambiare la città".

Del resto, si chiede Clancy, "che credibilità avrebbe lanciare battaglie sulla conversione ecologica insieme a Bologna civica. O parlare di sicurezza intendendo la sostituzione securitaria di spazi sociali compressi di polizia. O come potremmo schierarci al fianco di chi concepisce l'urbanistica come un terreno di nuove speculazioni". Quindi punge il candidato dem Matteo Lepore.

"Io sono contenta che anche nel Pd ci sia che si dice pronto a mettere in discussione le politiche urbanistiche di questa amministrazione o che abbia recepito la nostra proposta di neutralità delle emissioni al 2030 - afferma Clancy - ma non basta, perché una politica alta è fatta di scelte coraggiose non di cerchiobottismo. Non è credibile parlare di diminuzione delle emissioni da un lato e al contempo ragionare dell'allargamento di tangenziale e autostrada". La consigliera di Coalizione civica si dice dunque convinta che "oggi esista la possibilità" che un'idea di sinistra della città "vada al governo. Coalizione civica è aperta, è nata per essere la casa di una nuova forma di municipalismo, di rappresentanza politica dal basso radicata in città e attraversabile da chiunque ne condividesse gli ideali".

Clancy lancia dunque l'invito a partecipare "alla prossima assemblea pubblica di Coalizione civica, aperta alla città". Per uscire dalla pandemia "dobbiamo immaginare una Bologna solidale, ecologista, e femminista". Per Coalizione civica, rinforza il concetto Clancy, "esattamente come cinque anni fa, contano le battaglie che si fanno. E solo dopo chi le rappresenta. La nostra precondizione è che si discuta della città con la città, consultando le sue molte reti prima e non alle porte o ancor peggio solo durante una campagna elettorale. Ne va di mezzo la credibilità dell'azione politica ed èun lusso che nessuno si può più permettere", ammonisce Clancy.

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