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No a spazi ai fascisti nei Comuni dell'Appennino, Forza Nuova: 'Presto in piazza'

Dopo l'approvazione della mozione che ferma la concessione di spazi pubblici a 'fascisti, razzisti, omofobi e sessisti'

E' stata approvata all’unanimità una mozione presentata dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, che "chiede che il consiglio dell'Unione si impegni a non concedere spazi o suolo pubblici a coloro i quali non garantiscano di rispettare i valori sanciti dalla Costituzione, professando e/o praticando comportamenti fascisti, razzisti, omofobi e sessisti". Così anche l'Unione dei comuni dell’Appennino bolognese limita la concessione di suolo pubblico, spazi e sale solo in seguito a “dichiarazione esplicita di rispetto dei valori antifascisti sanciti dall’ordinamento repubblicano”.

"Apprendiamo, senza troppo stupore, che anche i comuni dell'Appennino Bolognese utilizzeranno la ormai famigerata dichiarazione antifascista, documento necessario per poter ottenere la concessione di spazi pubblici - questa la risposta di Frza Nuova Bologna su Facebbok - con la perdita di consensi elettorali e il distacco sempre più grande dal popolo, si usa l'arma dell'antifascismo con l'illusione di recuperare ciò che ormai è perduto per sempre. Ai sindaci dell'Appennino comunichiamo fin da subito che saremo presto in piazza". 

Il nuovo regolamento prevede che “Non potranno in alcun modo essere rilasciate concessioni di utilizzo di spazi di proprietà comunale alle organizzazioni ed associazioni che si richiamino di rettamente all'ideologia fascista, ai suoi linguaggi e rituali, alla sua simbologia, o che esibiscano e pratichino forme di discriminazione razziale, etnica, religiosa”. 

La scorsa settimana anche a Bologna l'assessore Alberto Aitini ha presentato in  commissione cinque modifiche ai regolamenti per limitare la concessione di spazi pubblici a formazioni neofasciste e impedire la vendita in mercati e fiere di oggetti "riferiti al Partito fascista" se realizzati in periodi successivi al ventennio.

A Vergato una mozione impegna il sindaco ad attivarsi perché il regolamento preveda “il divieto dell’uso di spazi pubblici per organizzazioni che si richiamano ai principi ed alle prassi dell’ideologiafascista”, mentre a Monzuno il regolamento modificato prevede che “non può essere concesso a singoli, organizzazioni, comitati ed associazioni che direttamente o indirettamente si richiamano ad ideologie contrarie alla Costituzione e alle leggi dello Stato o che usino linguaggi e rituali di discriminazione razziale, etnica, religiosa e sessuale”.

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