Contributi vacanze per disabili, Campanini (m5s): "Il meccanismo è totalmente da rivedere"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

Ogni anno l'Unione Reno Galliera con bando assegna contributi straordinari per soggiorni rivolti a persone con disabilità. Il contributo è riservato alle persone disabili che nell'anno precedente la domanda hanno frequentato un soggiorno in gruppo, organizzato da Enti, Associazioni o Cooperative sociali: sono espressamente esclusi, i soggiorni familiari. Il Comune di Bologna, più virtuoso, prevede invece oltre a contributi per soggiorni collettivi organizzati da soggetti operanti nel terzo settore, anche contributi forfettari per vacanze in autonomia. Il Consigliere Comunale del Movimento 5 Stelle di Pieve di Cento, persona con disabilità, Marco Campanini, è decisamente critico. "Il meccanismo è totalmente da rivedere. Stando ai numeri, come concepito non funziona. Il fondo disponibile per il 2015 ammontava a 57.281,12 euro, e negli anni successivi non ci sono stati ulteriori stanziamenti perché è risultato pressoché inutilizzato. Per fare un esempio, per tutti i Comuni del Distretto della Pianura Est, nel 2017, solo 8 sono state le domande di contributi ritenute ammissibili, per un totale di 4.243,79 di contributi assegnati. Sarebbe opportuno estendere il contributo anche per le persone con disabilità che intendono concedersi un periodo di vacanza in autonomia con il supporto della famiglia." "Il Secondo Programma di Azione Biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità, entrato in vigore a fine 2017 che contiene indicazioni operative agli enti ad ogni livello che saranno chiamati ad attuarlo, fa leva sul concetto di vita indipendente, per promuovere la piena integrazione e l'inclusione della persona nella società. Ogni cittadino deve poter essere libero di decidere dove e come trascorrere il tempo libero e le vacanze. Il bando pubblico oltre non rispettare quanto previsto dalla Convenzione ONU, mette in atto un comportamento discriminatorio nei confronti delle persone con disabilità, e per questo sarebbe inoltre da valutare una censura ai sensi della legge n. 67 del 2006." "E' dunque necessario un cambio di paradigma che metta al centro la persona più che le strutture o i soggetti del Terzo Settore, dove la sua volontà non viene presa in considerazione."

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