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Governo, 4 giorni per sanare la frattura. Bonaccini: "M5S ne pagherà le conseguenze"

Il premier dimissionario riferirà in Parlamento il 20 luglio, ma l'ipotesi Draghi bis si allontana, nonostante i numeri

Ancora quattro giorni per cercare di ricomporre la frattura, visto che il presidente del Consiglio riferirà alle Camere mercoledì prossimo, dopo che il presidente Mattarella ha respinto le dimissioni. I numeri in Parlamento ci sono, come ha dimostrato il voto di due giorni fa, ma Draghi non ci sta senza il Movimento 5 Stelle che non ha votato la fiducia al decreto Aiuti. 

"L'Italia non può permettersi una crisi al buio. Né lo merita, ancora dentro una pandemia, nel pieno di una crisi energetica, con una guerra in corso nel cuore dell’Europa" aveva detto il presidente della Regione Stefano Bonaccini a commento delle dimissioni di Draghi "Affossare il Governo in nome del sostegno ai redditi delle famiglie o della lotta alla povertà è una contraddizione in termini. Le ragioni politiche di ciascuno sono legittime nella misura in cui rafforzano la capacità di rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini e delle imprese, non certo se privano il Paese del Governo. Bisogna che ciascuno ritrovi subito il senso del limite e si scongiuri questa crisi. Ne abbiamo già abbastanza per crearne di nuove. Tutte le forze politiche che hanno sostenuto sin qui il Governo chiedano a Mario Draghi di restare e antepongano l'interesse degli italiani a quelli di parte". 

"L'Italia non ha dato prova solo di disperazione"

E lo ha confermato anche nella puntata di Filorosso, il programma di Rai 3, del 15 luglio: "Non mi sono alleato neanche due anni fa quando mi davate per sconfitto - ha detto il presidente collegato da Rimini - portando il Movimento 5 Stelle dal 28% al 3,5% in Emilia-Romagna. Siamo di fronte a problemi giganteschi, il problema di questo paese è anche la sua legge elettorale che non funziona, il cittadino pensa che il suo voto valga poco. L'Italia non ha dato prova solo di disperazione - Bonaccini ricorda quindi la pandemia - non è vero che la politica faccia tutta schifo. Oggi ha bisogno di un governo, difendo la scelta del governo Draghi - nel pieno dell'emergenza covid - penso che sia sciagurato portare il paese al voto in questo momento". 

"Se Draghi non accetterà il reincarico, democrazia vuole che si vada a votare, ma credo che la scelta di Conte e del Movimento sia irresponsabile e ne pagheranno le conseguenze". 

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Forse quella di "correre troppo dietro al Movimento 5 Stelle, lo stesso errore che sta commettendo Salvini correndo dietro alla Meloni - continua Bonaccini - non lo chiamo campo largo, intendo un nuovo campo di forze che dentro ha un riferimento europeista, progressista e riformista mettesse insieme una parte del Movimento 5 Stelle che hanno accettato di passare dai gilet jaune (movimento francese dei gilet gialli - ndr) o dall'uno vale uno al sostegno dell'Europa o dentro un campo di alleanze". 

"Spero che il M5S ci rifletta - sottolinea il presidente - spero che il governo Draghi possa proseguire, ma bisognerà tirare le somme". 

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