Lunedì, 15 Luglio 2024
Politica

Daniele Carella: nel 2012 più concretezza per Bologna

Il consigliere comunale del Pdl Daniele Carella fa un bilancio del 2011: "Necessario capire perché la città abbia perso 180 mila residenti. La politica si faccia delle domande"

Cosa dovrebbe fare la politica?
La politica per essere efficace deve muoversi su percorsi paralleli: non solo grandi cose, che vanno pianificate, ma anche il quotidiano, spesso dimenticato ...io affianco al grande tema quello di mettermi a disposizione dei cittadini …
Cosa manca a Bologna?
Alla nostra città manca un piano strategico generale. Se ne parla tanto, ma poi non è cosa concreta. Bene le scelte di fondo, ma poi vanno seguite nella pratica. Bologna ha perso il 30% dei suoi residenti. Questa perdita è stata supportata parzialmente da un’immigrazione sostanziosa che però non l’ha sostituita.
Cittadini Bolognesi che hanno lasciato la città? Quale la sfida?
Esatto, residenti bolognesi che hanno cambiato città. Da 500 mila residenti, Bologna ha perso circa 180 mila abitanti, che sono stati compensati da stranieri (legati però a tutta una serie di temi ben precisi), una sostituzione non indolore. Questa per me dovrebbe essere la prima grande sfida per la nostra città: capire perché c’è meno attrattiva per la residenza e perché è sottopopolata.  La città deve decidere se essere la città del divertimento, della cultura…
Bologna prima in nella classifica de Il Sole 24 Ore, però…
Bisogna prendere queste classifiche con le pinze, soprattutto per il fatto che l’anno a cui si fa riferimento è il 2010, l’anno del commissariamento della città. E questo a pensarci è terribile: quasi una delegittimazione di quello che dovrebbe rappresentare la politica. Come può una città commissariata essere prima in classifica? Oggi Bologna non è all’altezza della propria storia culturale e sociale, anche la più recente. La nostra città ha inventato cose, un assetto del comparto scolastico per esempio e anche una rete dello sport di base, che oggi però rischia di perdere lo Sterlino.
Obiettivi per il futuro?
Scelte di fondo e lavoro strategico: porsi delle domande e agire. Perché alcune realtà imprenditoriali come Pasta Corticella si spostano da Bologna? Perché il centro stampa di un grande quotidiano si trasferisce a Mantova? E Alcisa? Mancano delle prospettive, punti di riferimento: chi viene a Bologna deve sapere cosa trova e non vivere alla giornata. La sensazione è che le emergenze qui non si affrontano, ma si cercano.
Lei con la sua edicola aperta 24 su 24 è un punto di riferimento per i cittadini?
Il mio ufficio non è a Palazzo d’Accursio ma in edicola. L’80% della mia attività politica nasce lì: lì incontro i cittadini, dialogo con professori, medici del Sant’Orsola e studenti, dipendenti Hera, in costante apprendimento. E’ una zona di grande trasversalità e quindi socialmente molto interessante.  
Come giudica l’operato del presidente del suo quartiere Milena Naldi?
La mia stima per la propensione verso il bello e la qualità vorrebbe però vedere più concretezza nell’azione: la politica elabora progetti che poi vanno applicati. Non ci si può innamorare delle idee virtuali e fare riferimento per esempio al referendum sulla pedonalizzazione dell’84: 30 anni fa in in centro c’erano cinema, palestre, comune, sale da ballo.
A proposito di pedonalizzazione: spesso ha definito “incompetente” l’assessore Colombo. Come vedrebbe il Piano Mobilità?
Il centro storico conta meno di 50 mila abitanti e in alcune ore del giorno alcune vie sono deserte. Questo deve far riflettere: bisogna lavorare sulla raccolta dati e sui flussi, mentre una fotografia dello stato dell’arte non esiste. Bisogna individuare le azioni necessarie, togliere le auto parcheggiate dalle strade, cercare contenitori urbani per i parcheggi come in tante città europee (edifici disabitati e non strutture sotterranee, visti costi e sottosuolo problematico). Le problematiche restano tante e Colombo non fa pace con se stesso visto che è orgoglioso dei “soli” 25 mila euro per gli spettacoli dei T-Days: ma se li avessero fatti ai Giardini Margherita avrebbero avuto lo stesso successo. E il centro deve attrarre spettacoli a parte.

 

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