Nuovo Dcpm, la Lega: "Scelta sciagurata, Bonaccini riferisca in aula"

Per i consiglieri Facci e Marchetti il Governo si conferma "non amico delle partite Iva, degli imprenditori, di chi fa del proprio meglio anche nella nostra regione per far fronte ad una situazione eccezionale. Pietra tombale sul GP di Imola"

“Una scelta sciagurata quella del Governo Conte, che anche con l’ultimo Dpcm colpisce tutti indiscriminatamente solo perché qualcuno fa il furbetto”. Così attaccano il o decreto del presidente del Consiglio i consiglieri della Lega in Regione Michele Facci e Daniele Marchetti: “Si è deciso di colpire ancora una volta i cinema, i teatri, le palestre, i baristi,  i ristoratori e categorie come quella degli ambulanti fieristi che mai hanno ricominciato la loro attività, senza ascoltare le obiezioni e le proposte delle Regioni e, quindi, sbagliando. Adesso vedremo – hanno precisato – quali saranno i necessari provvedimenti economici che dovranno accompagnare queste restrizioni, perché è evidente che servono soldi in via immediata per tutti coloro ai quali è stata imposta la chiusura dell’attività".

Il Governo si conferma "non amico delle partite Iva, degli imprenditori, di chi fa del proprio meglio anche nella nostra regione per far fronte ad una situazione eccezionale”

L'opposizione, con una richiesta inviata alla Presidenza della Regione, a firma di da Matteo Rancan, capogruppo Lega Er, Valentina Castaldini (Fi) e Marco Lisei (FdI) invita Stefano Bonaccini "a venire domani o mercoledì, in occasione dell'Assise dell'Assemblea Legislativa della Regione, a svolgere una comunicazione sul Dpcm in vigore da oggi e, quindi, di confrontarsi con l'intera aula”.

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Lo stesso presidente ha fatto notare che "sulle modalità di alcune chiusure ritengo non vi sia stato sufficiente ascolto delle proposte che abbiamo avanzato come Regioni -si sfoga Bonaccini- ma lo ripeto: è il momento dell'unità e non aggiungo le mie considerazioni, che ora sarebbero inutili e fonti solo di altrettanto inutili polemiche".
Per Facci e Marchetti il Governo si conferma "non amico delle partite Iva, degli imprenditori, di chi fa del proprio meglio anche nella nostra regione per far fronte ad una situazione eccezionale, assordante il silenzio imbarazzato del Pd e del Movimento 5 Stelle che sono insieme al Governo, e sul territorio non battono ciglio. Noi – hanno aggiunto i consiglieri regionali della Lega – abbiamo un’idea diversa. Ad esempio, come ha ricordato anche Salvini: tamponi a domicilio e test in farmacia, per eliminare le assurde code di queste settimane; un protocollo per curare da subito a casa i malati non gravi, anche con idrossiclorochina, per non intasare gli ospedali e garantire le cure a tutti gli altri malati; soldi sui conti correnti di tutti i lavoratori, anche autonomi, danneggiati da nuove limitazioni; pagamento della cassa integrazione e dei bonus arretrati, oltre che di tutti i debiti della Pubblica Amministrazione nei confronti di privati, famiglie e imprese; nessuna chiusura di attività culturali, sportive, economiche e commerciali che rispettano le norme anti-virus già stabilite. Ci auguriamo che Bonaccini riesca a farsi portavoce di queste istanze presso il Governo, nella sua duplice veste di presidente della Regione e della Conferenza Stato-Regioni ”, hanno concluso Facci e Marchetti".

Nuovo Dcpm "pietra tombale sul GP di Imola"

“Per come è scritto il nuovo Dpcm anti Covid varato dal Governo non sembrerebbero esserci spazi di manovra dal momento che sono stati vietati al pubblico tutti gli eventi sportivi, ma non possiamo fare una figuraccia a livello internazionale” osserva Marchetti, che critica la decisione assunta dal Governo a guida Pd e Movimento 5 Stelle ma chiama in causa anche la Regione e la Giunta Bonaccini a cui è richiesto ora un impegno straordinario per consentire la presenza di pubblico all'evento in programma sul circuito di Imola nel week end tra il 30 ottobre e il primo novembre prossimi. “Bisogna mobilitarsi, nonostante il muro contro muro scelto dal Governo contro le Regioni, per ottenere una deroga – sottolinea Marchetti – dal momento che si tratta di un evento all'aperto e che si sviluppa sulla base di un tracciato lungo di cinque chilometri. Dal punto di vista della sicurezza poi – spiega il consigliere del Carroccio  -  non servirebbe nemmeno una riduzione ulteriore degli ingressi previsti e ridotti dal momento che si parla di 13mila biglietti al giorno per seguire la manifestazione e al momento non sono stati venduti ancora tutti, mentre l'impianto è nato per contenere 200.000 persone. Dal punto di vista del distanziamento sociale – conclude Marchetti - ci sono le condizioni perchè l'evento tanto atteso, a Imola e in Italia, possa essere confermato”.

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Fratelli D'Italia: "Conte non ha dato ascolto ai governatori a sindaci o associazioni di categoria"

Dello stesso tenore l'opinione di Fratelli D'Italia: “Il lockdown per fiere e sagre del penultimo Dpcm e le misure dell'ultimo Dpcm del governo M5S/Pd/Sinistra penalizzano categorie (ristorazione, pub e bar) già duramente provate dal lockdown o le danneggia due volte perché si erano attrezzate con spese ingenti a garantire sistemi di protezione e igienizzazione per operatori e clienti. Perché chiudere attività che rispettano le regole? E i rimborsi ed i bonus che l'esecutivo si appresta a varare, sulla falsariga di quelli stanziati in primavera, saranno del tutto insufficienti e dunque si estenderà quella disuguaglianza sociale, quell'impoverimento del Paese che a parole la sinistra dice di voler contrastare”. A dirlo è Fabrizio Ragni, vicecoordinatore provinciale Forlì-Cesena di Fratelli d’Italia e dirigente del circolo forlivese Caterina Sforza di Fratelli d’Italia.

“Con provvedimenti estemporanei il governo Conte cerca di sviare l'attenzione dell'opinione pubblica dal fatto politicamente più rilevante: la maggioranza che lo sostiene in questi mesi, tra la prima e seconda ondata del Coronavirus, non s'è attrezzata con provvedimenti che avrebbero permesso di fronteggiare diversamente il Covid 19. Penso ad una rimodulazione dei servizi pubblici di trasporto, penso sul piano sanitario alla necessità di aumentare la capacità diagnostica, si poteva dividere la popolazione in tre fasce: basso, medio e alto rischio. Utilizzando il test rapido antigenico per i cittadini a basso e medio rischio e sottoponendo solo la terza fascia al tampone. Così da poter mappare un numero maggiore di persone ogni giorno e risparmiando tamponi. Un suggerimento che proveniva dal viceministro della Sanità e che ministro e Conte si sono guardati bene dall'applicare” aggiunge Ragni.

“Sul piano metodologico e democratico il premier s'è rifiutato di allargare il tavolo del Cts, non ha dato ascolto – come nell'ultimo Dpcm - ai governatori e alle tante voci dei sindaci o delle associazioni di categoria che chiedevano correttivi, pur scaricando su di loro gli oneri dei risarcimenti dei possibili semi o mini-lockdown. E' mancata la collegialità. Non s'è voluto fra fronte comune fra partiti e movimenti, fra maggioranza e opposizione, ma alimentare le differenze ideologiche e culturali creando un solco nel Paese dagli effetti imprevedibili e forse irreparabile: si pensi alle manifestazioni di Roma e Napoli”: afferma il vicecoordinatore provinciale Forlì-Cesena di Fratelli d’Italia.

“Parlare ripetutamente di chiusura o limitazione delle cosiddette «attività non essenziali» colpisce con linguaggio burocratico interi settori della nostra economia (il mondo dello sport, della cultura, della musica, dello spettacolo, del turismo, della convegnistica...) costringendo migliaia di lavoratori alla povertà. Siamo di fronte a un massacro sociale”: aggiunge Fabrizio Ragni.
“E mentre c'è chi ancora deve ricevere la cassa integrazione di giugno (!) a causa delle imperdonabili lentezze burocratiche della nostra pubblica amministrazione c'è chi – come lo stesso Conte – afferma che: “per i mancati incassi ci saranno rimborsi”... mentre sappiamo tutti che interi comparti si fondano sull'attività di decine di migliaia di lavoratori atipici e precari che rimarranno senza misure di sostegno al reddito! Lavoratori , come i collaboratori occasionali non iscritti alla gestione separata Inps o i titolari di Partita Iva, che rimarranno sprovvisti di ogni indennità. Sarà un massacro sociale. E pur in questo scenario, che nelle responsabilità addebitiamo al governo, ringraziamo quegli amministratori locali, come il sindaco di Forlì, Zattini , che s'è già attivato e con risorse comunali proverà a sostenere le categorie più penalizzate dagli ultimi Dpcm”, conclude il vicecoordinatore provinciale Forlì-Cesena di Fratelli d’Italia e dirigente del circolo forlivese Caterina Sforza di Fratelli d’Italia, Fabrizio Ragni. 

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