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Elezioni comunali, Alberto Aitini verso le primarie: "Sono per un progetto comune, senza puzza sotto il naso"

Intervista all'assessore a Commercio e Sicurezza, candidato del PD per le prossime amministrative di Bologna: "Mentre Lepore è sostenuto dai poteri forti io sono supportato da persone che silenziosamente mi danno una mano"

Alberto Aitini ha ufficializzato la sua corsa da candidato sindaco alle primarie del PD, che molto probabilmente e compatibilmente agli sviluppi dell'emergenza pandemica si terranno a giugno 2021 con elezioni amministrative in autunno. L'annuncio lo ha fatto domenica scorsa e due giorni fa (ieri, Giornata dell'Unità d'Italia ndr) anche Matteo Lepore ha formalizzato la sua candidatura. A sostenere l'assessore alla Sicurezza e al Commercio ci sarebbero già diversi politici locali fra cui Virginia Gieri, Francesco Critelli, Vincenzo Naldi, Giulia di Girolamo, Stefano Caliandro, Michele Campaniello oltre a molti gruppi di cittadini che gli hanno rivolto dei messaggi di incoraggiamento: "Vorremmo darti una mano, dicci come possiamo fare". E intanto oggi è il giorno della direzione dei Dem. 

Alberto Aitini candidato alle primarie del PD in vista delle prossime elezioni amministrative di Bologna, che causa pandemia, sono state posticipate all'autunno 2021. I tempi sono dunque diventati maturi? Se ne parlava da un po' e adesso l'ufficialità. Come immagina le consultazioni interne al partito? Saranno in presenza o saranno online? "Oltre ai modi ci sono anche i tempi giusti per fare campagna elettorale. L'emergenza ha rimescolato le priorità e come prima cosa è stato importante occuparsi della gente. Non appena deciso che le elezioni cittadine si sarebbero svolte il prossimo autunno abbiamo potuto pensare anche alle nostre primarie, che si faranno, mi auguro quando il peggio sarà finalmente passato: a giugno. Immagino una consultazione in presenza, visto anche che ad oggi non disponiamo di una piattaforma in grado di garantire voto e privacy, verrà fatta ai seggi o nei gazebo. In maniera diciamo tradizionale insomma. Vedremo strada facendo mettendo sempre al primo posto la sicurezza di tutti". 

Matteo Lepore: "Mi candido. Voglio essere un sindaco fra la gente"

Avrebbe mai potuto rinunciare queste primarie? Il confronto fra lei e il suo "competitor" Matteo Lepore è già cominciato. Cosa vi rende diversi e cosa magari avete in comune? "L'ho sempre detto quanto per me le primarie rappresentino uno dei migliori e preziosissimi strumenti di democrazia. Penso di avere tutte le carte in regola per fare questo passo avanti dato che alle passate consultazioni ho raccolto il doppio delle preferenze di Matteo Lepore, che è (per ora) l'altro candidato. Cosa ci rende differenti? Intanto io sono per un progetto collettivo e non sono stato messo qui da vertici e capicorrente, ma da iscritti e militanti con cui ho intenzione di costruire qualcosa. Lepore è sostenuto dai capibastone mentre io sono circondato da persone che silenziosamente mi stanno dando una mano. Bisogna avere l'umiltà di ascoltare davvero i cittadini ed è quello che ho fatto e farò. Senza puzza sotto il naso. Io sono per per la legalità mentre Matteo supporta le occupazioni abusive sostenute dai centri sociali. Un esempio è quello dell'XM24. Ecco io in questo caso sono sempre stato dalla parte dei cittadini della Bolognina che tanto e per tanto hanno sopportato una situazione difficile". 

Aitini: "Il candidato che unisce il PD potrei essere io"

Lei è meno di sinistra quindi? "Quando si parla di temi concreti e si sta seduti intorno a un tavolo a cercare soluzioni sa quante volte è emersa la questione della destra e della sinistra? Lo zero per cento. Le regole, nelle società civili, esistono per tutelare i più deboli e non i più forti. Ecco io in questi anni mi sono adoperato a difendere questo e sono stato realmente un assessore di strada, come ben sanno tutti quei commercianti che si sono tanto stupiti nel vedere che un'istituzione stesse finalmente lì ad ascoltarli".  

Qual è il clima che ha respirato in questi giorni? Quali reazioni ha suscitato la sua candidatura? Secondo lei quale elettorato (magari insoddisfatto) potrebbe conquistare e come? "Sento calore e incoraggiamento. Il messaggio che mi arriva non è 'ti voto', ma 'vorrei darti una mano, dimmi come posso fare'. In questi anni ho incontrato molti delusi che si aspettavano un dialogo con la politica, ma non è mai arrivato: adesso si stupiscono se questo confronto avviene. Per me quella di essere un politico di strada non è una promessa elettorale, ma qualcosa che ho già vissuto facendolo non appena ne ho avuto la possibilià. La politica come la vedo io deve stare vicina alle persone. Io, come assessore al Commercio e Davide Conte, come assessore al Bilancio siamo tornati a scontare la Tari del 50% e questo è un esempio di risposta concreta dalla politica". 

La pandemia avrà cambiato molte cose. Politica compresa. Nei giorni passati ha parlato di cambiare la destinazione di alcuni fondi a favore per esempio del welfare. Pensa che sarà la direzione da prendere? "Proprio oggi è la prima giornata nazionale in ricordo delle vittime del Coronavirus e a distanza di un anno come ben sappiamo la situazione è ancora molto pesante. Ci ritroveremo una città impoverita con commercianti che staranno provando a resistere e a restare aperti. Tanti non avranno più un lavoro. Ecco, davanti a tutto questo le priorità le vedo cambiate e i 40 milioni di euro per lo stadio nuovo li investirei invece nel welfare per esempio. Sia chiaro che io non sono contrario al restyling del Dall'Ara anzi, sono favorevole. Come sono dalla parte delle piccole polisportive, importanti luoghi di aggregazione spesso imprigionate in edifici fatiscenti". 

Matteo Lepore ha scelto di annunciare la propria candidatura nella giornata dell'Unità d'Italia, il 17 marzo. Anche lei lo ha fatto in una data significativa? "Io ho esternato la volontà di correre alle primarie domenica scorsa. In effetti è stato il giorno in cui il Bologna ha vinto 3-1 contro la Sampdoria e dunque qualcosa che lo rende speciale c'è". 

Dove è nato? Quale luogo di Bologna è quello che le sta più caro? "Sono nato a Mantova e a 18 anni mi sono trasferito a Bologna per studiare. Ho deciso di rimanerci perchè è la città più bella del mondo e ho già trascorso qui già la metà della mia vita. La conosco bene. Di luoghi ne amo tanti, ma forse piazza Santo Stefano è un po' più speciale perché è lì che ho bevuto il primo caffè con quella che ora è la mia compagna". 

Endorsment di Merola per Matteo Lepore: "E' la persona giusta" 

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