Mercoledì, 17 Luglio 2024
Elezioni comunali 2011

Intervista doppia alle due candidate donne: Elisabetta Avanzi / Anna Montella

BolognaToday intervista le due signore in corsa alle prossime elezioni. Due potenziali sindaci a confronto: levato qualche "sassolino dalla scarpa", hanno raccontato chi sono e come sarà la loro Bologna

1. Nome e Cognome, età, professione
A
: Elisabetta Avanzi, 36 anni, informatica. Recentemente reiscritta all'Università, per reinventarmi a causa della crisi del settore.
M: Anna Montella, classe ’55, laureata in Medicina e Chirurgia.

2. Tre aggettivi per la Bologna di oggi e tre per descrivere quella che sarà la sua Bologna
A
: Splendida, maltrattata, sottostimata. La vorrei splendida, riqualificata, ripulita
M: Bologna è bloccata, degradata, abbandonata. E’ una città che risente troppo di una amministrazione monocromatica che non ha saputo valorizzare il capoluogo. Bisogna ripartire. Anna Montella è decisa, critica, razionale. Le qualità che servono per governare una città. Ecco come sarà Bologna, una città al passo con il tempo.
 
3. I punti forti del suo programma e le priorità del nuovo sindaco.
A
: Le due cose coincidono. Forza Nuova punta sulla giustizia sociale per i lavoratori ed i cittadini bolognesi. Bologna si sta svuotando dai bolognesi che non si sentono più sicuri nella loro città e le giovani famiglie non trovano case a prezzi accessibili. I bolognesi vanno rispettati, non fatti fuggire.
E' necessario riqualificare la città che sta morendo a causa della mancanza di serie iniziative per la riqualificazione del centro storico ricco di attrazioni culturali, la gestione del welfare va assolutamente rivista ed i fondi possono essere ricavati dal taglio di inutili spese in consulenze esterne e mettendo in vendita a famiglie senza grandi disponibilità finanziare e a prezzi politici i tantissimi alloggi di proprietà del Comune che giacciono sfitti (molti anche da più 20 anni) e che per il Comune stesso sono solo un costo. Inoltre vanno sostenute le botteghe artigiane e le piccole e medie imprese che hanno sempre dato lavoro ai bolognesi e che ora sono messe in difficoltà dagli studi di settore e  dalla concorrenza della grande distribuzione.

M: I punti forti del programma sono anche le priorità del sindaco. Università. L’Ateneo non è solo il luogo di formazione per studenti volenterosi ma è anche l’incontro per la ricerca scientifica e tecnica. Deve tornare ad essere il centro in cui si ricerca, si scopre qualcosa di nuovo perché l’apprendimento è fatto anche di aggiornamenti e non solo di nozioni passate. Turismo. Ḕ necessario valorizzare il patrimonio artistico di Bologna al fine di aumentare le visite, i turisti. In questo senso rilanciare la Fiera significa fare da specchio alle eccellenze bolognesi e, conseguentemente, attrarre quelle estere. Rete infrastrutturale. Potenziare Bologna significa anche sviluppare i gangli della comunicazione fisica, adottando tecnologie ecocompatibile, per migliorare il trasporto  e la vita sociale. Sicurezza. Non bisogna ricorrere a stratagemmi particolari, solamente coordinare meglio le risorse umane e le potenzialità tecnologiche delle autorità di Pubblica sicurezza. Welfare. Chi ama Bologna ha ben presente l’aiuto da riservare alle fasce più deboli ed in difficoltà, mantenendo saldo il principio della cittadinanza che consentirà anche di trattare in modo più equo lo straniero residente a Bologna.

4. L’eredità della vecchia amministrazione: quale il lascito più problematico? Come giudica l’operato della Cancellieri?
A
: Le ultime amministrazioni, non solo di sinistra, ma anche quella di centro-destra che ci ha "omaggiati" del progetto Civis, avendo anteposto affarismi e poteri forti agli interessi dei cittadini, ci hanno lasciato in eredità una città che va risollevata su tutti i fronti, dal welfare, alla sicurezza, all'occupazione, alla valorizzazione delle risorse culturali.
Stimo moltissimo la Cancellieri che ritengo aver fatto un ottimo lavoro e sono certa che ne sentiremo la mancanza.
M: Il problema più evidente è l’assenza di amministrazione che ha lasciato Bologna nella paralisi. Questo però è un lascito che deriva dal 2004 e non solo dal periodo di Commissariamento. Il pericolo più grande, e torniamo alla prima domanda, è che Bologna è ferma, non al passo con i tempi, con le altre capitali europee. Anna Maria Cancellieri, pur nei limiti del suo ruolo, ha dimostrato come i problemi si possono risolvere, se lo si vuole.
 
5. Quale fra gli “avversari”  stima di più e perché. Quale meno e perché?
A: Sembrerà strano, ma quello che stimo è Terra del Partito Comunista dei Lavoratori che esattamente come noi di Forza Nuova è snobbato dai media, non ha dilapidato una fortuna in faraoniche campagne elettorali, ha scelto di correre da solo non scendendo a compromessi con i poteri forti e come noi non si ricorda di parlare con i bolognesi (e con tanto di giornalisti a seguito) solo in vista di elezioni come tutti gli altri.
A pari merito stimo di meno Merola e Aldrovandi, ma forse meno ancora Aldrovandi che mente agli elettori spacciandosi da civico, avendo di fatto nella lista che lo sostiene politici del terzo polo e che in quanto uomo di Hera e delle banche incarna quanto di più affaristico, antisociale e lontano dai cittadini si possa concepire.

M: Relativamente agli altri candidati, sul piano personale non ne conosco nessuno perciò non posso esprimermi, sul piano politico, non ne voterei nessuno e andrei al mare.

 

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