Mercoledì, 12 Maggio 2021
Elezioni comunali 2011

Elezioni comunali, nasce la proposta "Qualcosa di sinistra per Bologna"

Agostino Giordano (già segretario cittadino del Prc) racconta la proposta politica che si pone più a sinistra del PD alle prossime amministrative: "Un'assemblea online per la presentazione di una lista e di una candidatura a sindaco unitarie della sinistra bolognese"

Agostino Giordano durante una manifestazione

Costruire un percorso unitario a sinistra del Pd e dei suoi soci. E' l'obiettivo che si pone la proposta politica "Qualcosa di sinistra per Bologna" che per domani lancia la sua prima assemblea-confronto in vista delle elezioni comunali del prossimo autunno. La corsa alle prossime amministrative in effetti si sta vivacizzando, soprattutto con la discesa in campo della sindaca di San Lazzaro Isabella Conti in competizione con Matteo Lepore e (notizia fresca) dell'appoggio rivoltole dall'assessore al lavoro Marco Lombardo. Il tutto mentre si fanno strada liste civiche come BFC (BolognaForum Civico) e il centrodestra mette in atto gli "stati generali"

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La giornata di domani segnerà il primo appuntamento pubblico per il gruppo composto da diverse figure della sinistra storica bolognese fra cui Agostino Giordano (già segretario cittadino del Prc) e Michele Terra (già candidato sindaco): dopo i primi confronti con organizzazioni politiche e singoli compagni e compagne è il momento di un dibattito più largo e aperto, che per il momento si farà online venerdì 23 aprile alle 21 in diretta Facebook dalla pagina Qualcosa di sinistra per Bologna. 

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E' Agostino Giordano a spiegare cosa bolle in pentola per la sinistra locale: "Dopo 10 anni di amministrazione Merola, Bologna si sta avviando alla scadenza elettorale che dovrà finalmente rinnovare l'amministrazione cittadina. Noi vogliamo unire il fronte che c'è a sinistra del Partito Democratico e abbiamo invitato chi la pensa come noi a lavorare per un progetto unitario. Il governo Draghi è stato un po' quella goccia che ha fatto traboccare il vaso e vedere il PD con la Lega ci ha convinti in modo definitivo". 

Chi siete nel gruppo "Qualcosa di sinistra per Bologna"? "Siamo tutti appassionati di politica, ma non politici di professione. Abbiamo un passato nella sinistra bolognese. Siamo attivisti e attiviste politiche e sindacali, persone che sono o sono state parte dei movimenti sociali e culturali a Bologna. Tutti non ne possiamo più del grillismo e del populismo". 

Cosa porterete di nuovo in questo momento movimentato che ci prepara al voto delle amministrative 2021? "Nel difficile dibattito politico che sta andando in scena e in una situazione di grave pandemia, l'attenzione in città sembra tutta incentrata sulle manovre delle correnti di potere interne al PD e ai suoi subalterni alleati. Aprire una discussione a sinistra, tra chi vuole ancora essere anticapitalista insieme a chi si oppone all'ennesima stagione neoliberista, diventa un'urgente necessità. Ed è quello che stiamo facendo". 

Quali per voi i temi fondamentali per Bologna? Quale la vostra posizione su dibattiti importanti legati alle infrastrutture? "Intanto vogliamo riavvicinare la politica vera ai cittadini lasciando da parte nomine e poltrone. Per Bologna vogliamo concentrarci sulle problematiche legate ai lavoratori meno considerati come i riders e i facchini. Diciamo no alle grandi opere come passante e tram, ma siamo a favore dell'innovazione se rispetta l'ambiente. Fra le priorità programmatiche naturalmente mettiamo anche la scuola pubblica perchè resta per noi fondamentale. C'è poi il tema dell'immigrazione e della giustizia sociale". 

A chi è rivolto principalmente il vostro messaggio e a chi lanciate un appello a partecipare? "A chi si è turato il naso e alle ultime elezioni ha votato PD senza crederci davvero, ai delusi. A chi ovviamente condivide i nostri valori. Il nostro è un confronto aperto e possiamo confrontarci". 

Qualcosa di sinistra per Bologna: appello per un nuovo inizio

"Si avvicinano le elezioni a Bologna per sindaco e consiglio comunale 2021, in una situazione politica difficilissima per la sinistra in tutta Italia e ciò da ben prima dell'emergenza Covid. Una sinistra coerente e di classe, gli ambientalisti più conseguenti e i comunisti  sono da tempo non solo extraparlamentari ma nei fatti fuori da quasi ogni livello di rappresentanza istituzionale. Mentre una 'sinistra' di sistema, in varie forme è al governo centrale del paese,  nei territori è nella stragrande maggioranza delle situazioni alleata del Pd, sempre in posizione di totale subalternità. Non bastano le belle parole vuote dei nuovisti di turno, che comunque non muovono masse di voti (al massimo di preferenze), e un linguaggio da slang post moderno (dalla rivoluzione e transizione green alla resilienza), mentre si dimentica ogni discorso politico che abbia come perno il mondo del lavoro, gli studenti, i pensionati, l'ambiente sottratto alla speculazione, i diritti sociali e civili; quelli che una volta erano i temi centrali del popolo della sinistra, ovvero del blocco sociale che si era costruito nei decenni del secondo dopoguerra".

"Pensiamo che a Bologna non si debba lasciare la rappresentanza della sinistra al monopolio del PD e dei suoi alleati dalle belle parole ma dalle cattive azioni. Lo stesso governo Draghi - la sacra unione nazionale guidata dal più famoso banchiere europeo e benedetta da tutto il padronato, dai suoi partiti e dai suoi mass media - pone l'urgenza di ricompattare un blocco sociale e politico che sappia resistere ora per costruire un'alternativa domani".

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