Elezioni comunali 2021 di Bologna: 4 papabili per il centrodestra, sono tre uomini e una donna

Ne hanno discusso a Roma Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani: "Abbiamo raccolto la disponibilità di tante donne e uomini del mondo dell'impresa, del volontariato, dell'Università, e della Sanità"

Palazzo d'Accursio

Le elezioni comunali di Bologna non sono lontane e il centrodestra è già al lavoro per decidere chi sarà il suo candidato sindaco. Ieri, dopo un vertice a Roma, è emersa la disponibilità da parte di quattro nomi: tre uomini ed una donna. Fra questi non c'è Giancarlo Tonelli, direttore di Ascom. Questo lo schema su cui sta lavorando il centrodestra bolognese alla ricerca di un candidato sindaco per Bologna. All'incontro di Roma i maggiorenti di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia: Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani, i quali sono usciti dal vertice dicendo che hanno raccolto la disponibilita' di "tante donne e uomini del mondo dell'impresa, del volontariato, dell'Universita', e della sanita' che si mettono a disposizione. Ci siamo presi qualche ora per contattarli", per dirla con Salvini.

"Molte le proposte interessanti, al vaglio i candidati migliori per Bologna"

Sotto le Due torri, appunto, a quanto si apprende, ci sarebbero in ballo quattro nomi. Ma si procederà con cautela. "A passettini", si spiega. Niente accelerazioni. Del resto anche Salvini non sembra aver fretta: "Ci aggiorniamo già entro la settimana per vedere tra le disponibilità quali sono i candidati migliori". Un modo per non mettere alle strette i possibili candidabili. Ma Meloni assicura che stavolta il centrodestra non vuole arrivare tardi: "Stiamo vagliando diversi nomi per i candidati sindaci per le grandi città che vanno al voto. Sono molte le proposte interessanti sul tavolo, ci vedremo di nuovo gia' in settimana, lavoriamo spediti per proposte definitive che arrivino nel minor tempo possibile per avere tempo di raccontare ai cittadini che vanno al voto nella prossima primavera squadra, programmi e personalità che guideranno quelle squadre".

Il progetto "Bologna Civica" di Tonelli e il "gelo" con il centrodestra 

A Bologna con la mossa di Tonelli e della sua Bologna civica sembravano esserci le premesse per una riedizione del fronte civico-polista che nel 1999 vinse clamorosamente le elezioni e porto' Giorgio Guazzaloca a Palazzo D'Accursio. Ma la voluta iniziale equidistanza di Tonelli dai due fronti lo sta allontanando dal centrodestra. 

"Bologna Civica" e' "un cantiere di idee e di progetti, molto concreti, per Bologna. Grazie a tanti cittadini che si riconoscono nella nostra visione e che desiderano contribuire, con grande determinazione, alla costruzione di una Bologna migliore, nasce oggi l'associazione 'Bologna civica'- ha annunciato una nota della neonata formazione - lo scopo è promuovere la partecipazione dei bolognesi alla vita politico-amministrativa della città. Essa dialoga con le forze politiche, le associazioni, le aggregazioni spontanee con un approccio civico, sempre vicino alle istanze dei cittadini e distante da qualsiasi orientamento ideologico e conservatore".

E qui appunto sta salendo il 'gelo' con il centrodestra. Perche' un Tonelli aperto al dialogo con il centrosinistra che ingloba la sinistra, il M5s e anche l'area cattolica, non entusiasma affatto Fdi-Fi-Lega. L'appeal di Tonelli nel centrodestra "e' in netto calo", viene spiegato mentre i leader da Roma si dicono ottimisti su un certo margine di scelta per individuare il candidato migliore. Giovedi' Tonelli e Giancaluca Galletti, ex ministro e centrista, presenteranno l'associazione, logo, sito ed alcune proposte per la citta' di 'Bologna civica' presso il cantiere edile di via Elio Bernardi 12/14 e in streaming. Fara' freddo avvisa 'Bologna civica', che intanto non scalda il centrodestra dove gia' si ragiona anche di tattica, per mettere il dito nella piaga di una coalizione ampia ma gia' si dice attaccabile sul fronte delle contraddizioni. Il solo dialogare con "un'accozzaglia messa assieme solo per prorogare l'attuale sistema di potere", e' il ragionamento del centrodestra, "e' una delusione". 

(Agenzia DIRE)

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