Comunali, l'ex ministro Galletti: "Serve una lista di centro a Bologna"

Dibattito ieri pomeriggio sul futuro di Bologna in vista delle elezioni 2021

Foto Agenzia Dire

Non sarà l'avvio ufficiale della campagna elettorale per la candidatura a sindaco. Ma il dibattito di ieri pomeriggio sul futuro di Bologna in vista delle elezioni 2021 è di certo per Gianluca Galletti la tappa di un percorso. A suo dire, un cammino che vuole essere un contributo perché "si scelga il meglio per questa città".

Se poi questa strada porterà l'ex ministro in prima persona a candidarsi a sindaco, si vedrà. In fondo "del domani non v'è certezza", sorride lo stesso Galletti. Intanto, sposa l'idea di Stefano Zamagni di una lista di centro alle prossime elezioni. "La condivido, assolutamente". L'ex assessore guazzalochiano è stato il protagonista di un dibattito in vista delle amministrative 2021 organizzato al parco del Velodromo dalle associazioni Vivere la città e Idee al centro. E non si sottrae ai cronisti.

"Non ho detto che mi candido - mette in chiaro Galletti - ho detto che sono interessato a Bologna, che è tutta un'altra cosa. Ho il mio lavoro, non sono alla ricerca di un posto: sono alla ricerca di una buona amministrazione per Bologna. Quindi se la domanda è: oggi mi candido? La risposta è no". E domani? "Del domani non v'è certezza - sorride Galletti - ma detto questo, non ho in mente chi sarà il candidato di Bologna. Ho in mente quelli che sono i programmi che mi stanno più a cuore". E se il Pd gli chiedesse di candidarsi? "Non lo so, il Pd non me l'ha chiesto", replica l'ex ministro, che condivide l'idea di Stefano Zamagni di una lista di centro alle prossime elezioni.
"Sì, assolutamente- afferma Galletti- dal mondo moderato sono sempre arrivate proposte molto interessanti ed è sempre stato il luogo geografico dove si vincono e si perdono le elezioni".

L'ex ministro dice poi di non aver gradito le affermazioni del sindaco Virginio Merola, che per la sua successione ha caldeggiato una "coalizione di semplici bastardi". Ecco, questa parola "non mi piace proprio - dice Galletti - non ho capito cosa vuol dire. Bologna ha bisogno dei migliori, non di bastardi. Se poi Merola intendeva dire uno dei suoi assessori, è tutta gente che ha fatto una buona esperienza politica. Quindi non ho nulla da dire. Ma non li chiamerei bastardi, li chiamerei assessori della Giunta Merola".

Secondo l'ex ministro, il decennio 2021-31 "sarà per l'Italia e Bologna determinante e quindi c'è bisogno di buone idee e buoni amministratori. Voglio fare quello". Dunque, "sono semplicemente interessato al futuro di questa città'- precisa Galletti- non ho mai nascosto il mio amore per Bologna. Penso di aver fatto esperienze amministrative importanti a livello locale e nazionale e voglio contribuire a fare in modo che nel 2021 si scelga il meglio per questa città, con un programma molto chiaro. Non ho altri scopi in questo momento della mia vita". E sull'appuntamento di ieri, aggiunge: "Dove mi invitano, io vado. Questi sono amici, con molti dei quali ho condiviso parte della mia esperienza politica. Siamo sempre stati moderati e di buon senso, sempre più interessati ai programmi che ai posti e quindi siamo qui a parlare di Bologna".

Primarie Pd? "Cerchi voti fuori"

Le primarie servono "più a risolvere problemi interni". Per questo il Pd a Bologna deve "aprirsi e cercare voti al di fuori del perimetro". Anche perché "non si sa mai. La storia insegna: non sempre è andata come pensavano". Ad agitare lo spettro del '99 è Gianluca Galletti, ex ministro ed ex assessore guazzalochiano. Galletti evoca dunque il '99 ed esorta il Pd ad avere coraggio. In fondo, "anche le primarie servono a certificare scelte fatte da altri", sostiene Galletti. Che ragiona: "Il Pd lo capisco, alle regionali ha preso il 60%. Ma in maniera sommessa li invito a pensare, perché quel 60% è stato preso in una sfida completamente diversa da quella del 2021".

Quello delle regionali, ricorda Galletti, "era un voto politico: da un lato c'era la Lega; dall'altro c'era Bonaccini, che ha fatto un lavoro egregio e ha saputo intercettare anche i moderati e ha fatto parte il pieno anche al Pd". Nel 2021 invece "sarà un'altra sfida", avverte l'ex ministro. Il centrodestra ad esempio "cerca un candidato non di partito e già questo cambia le cose". Dunque, afferma Galletti, "è anche legittimo che il Pd voglia scegliere il suo candidato, e ci dobbiamo augurare che scelga il migliore. Ma le primarie servono più per risolvere problemi in casa loro che non a intercettare voti all'esterno".

Quindi, lancia l'appello Galletti, "al Pd dico: apritevi e cercate voti al di fuori del vostro perimetro, perché non si sa mai. La storia insegna, non sempre è andata come pensavano loro". Il riferimento è appunto al 1999. Ma quella volta "si vinse perche' c'era Giorgio Guazzaloca, che aveva la città' dentro- mette in chiaro Galletti- oggi faccio fatica a trovare un altro Guazzaloca".

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