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Martedì, 28 Giugno 2022
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7 domande ai 7 candidati per il governo dell'Emilia-Romagna

L'intervista a 7 voci

2. Sempre secondo il nostro sondaggio con Demopolis, numerosi anche i cittadini che chiedono una maggiore attenzione all’ambiente e alla lotta all’inquinamento (41%) e piena efficienza della sanità pubblica (40%) nonchè per la messa in sicurezza del territorio contro i rischi idrogeologici (36%), anche alla luce di quanto di recente accaduto nella nostra prov di Bologna. Su questo fronte come vi attiverete? Una proposta per ciascuno di questi settori?

faccina bonaccini-2Stefano Bonaccini.  Faremo dell’Emilia-Romagna la regione della piena sostenibilità. Raddoppieremo l’utilizzo di energie rinnovabili in 5 anni per arrivare al 100% entro il 2035. Rafforzeremo ulteriormente la nostra strategia di blocco del consumo del suolo per potenziare invece la riqualificazione urbana. Raddoppieremo gli investimenti su treni e bus grazie ai nuovi finanziamenti statali, mentre con le risorse regionali renderemo gratuito il trasporto pubblico per tutti gli studenti dell’Emilia-Romagna dai 5 ai 19 anni. Sulla sanità, dopo aver tagliato le liste d’attesa per visite ed esami, vogliamo fare altrettanto per gli interventi programmati e per i tempi d’attesa nei Pronto soccorso: il piano di potenziamento e ammodernamento è già partito e avrà effetti concreti già da quest’anno. La nostra sanità è fra le migliori in assoluto, in Italia e nel mondo, ma non è perfetta, dobbiamo fare un passo. A differenza della mia sfidante, però, io voglio migliorare la sanità pubblica, non privatizzarla. Per me il diritto alla salute vale tanto per il ricco quanto per il povero e finché sarò presidente io la nostra sanità resterà essenzialmente pubblica. Dissesto idrogeologico: intendiamo raddoppiare le risorse per la cura dei fiumi, della costa e dei versanti, da 50 a 100 milioni di euro in 5 anni, realizzando un grande piano triennale di messa in sicurezza del territorio, investendo di più anche nella manutenzione”.

faccina borgonzoni-2Lucia Borgonzoni. “Purtroppo i dati sanciscono il fallimento del Partito Democratico. Dall’ultimo rapporto Bes  la qualità dell’aria, misurata dalla quantità di polveri sottili Pm10, evidenzia una criticità della regione (83,3%) con dati decisamente superiori alla media del Paese. Arpae ha mappato 932 siti inquinati. Una situazione ancora più grave se si considera che la Regione, guidata dal Pd, non si è dotata di un piano regionale per le bonifiche.
Abbiamo scoperto anche che in Emilia-Romagna arrivato i rifiuti all’origine proveniente dal Lazio, dopo essere stati ‘trattati’. Con la salute dei cittadini non si scherza. Abbiamo quindi previsto l’attuazione di un piano regionale per le bonifiche, un fondo misto Regione-Comuni per incentivare le persone a cambiare i mezzi più inquinanti, un’indagine conoscitiva sul ciclo dei rifiuti e i territori di provenienza. I dati dimostrano che l’approccio ideologico del Pd al tema ambientale ha prodotto solo danni”.  “Per quanto riguarda il dissesto, registriamo un altro fallimento del Pd, che ha lasciato 43.452 famiglie emiliane e romagnole, 7.459 imprese, 87.649 edifici, 1.278 beni culturali in zone ad elevato rischio dissesto. Bonaccini oltre che presidente è stato anche commissario contro il dissesto e ha speso solo piccole percentuali dei fondi a disposizione per la messa in sicurezza del territorio, tanto da essere bacchettato dallo stesso ministro Costa. Noi apriremo i cantieri con i fondi già a disposizione, per tutelare cittadini, territori, attività produttive”. 

faccina benini-2Simone Benini : "Vogliamo fare dell’Emilia-Romagna la prima regione green d’Italia. Serve un piano di riconversione ecologica che passi anche dalla piantumazione di 4,5 milioni nuovi alberi, uno per abitante. Un tema, quello ambientale, che va di pari passo anche con la tutela e la salvaguardia del nostro territorio. Per questo abbiamo già detto che aboliremo la pessima legge urbanistica voluta dal PD. L’alluvione dello scorso anno a Castel Maggiore lo dimostra, serve maggiore attenzione sui rischi idrogeologici. Per quanto riguarda la sanità, le nostre battaglie in Assemblea Legislativa nella scorsa legislatura sono state tutte incentrate su un principio molto semplice: quello della difesa della sanità, che deve essere pubblica. Sia il PD che la Lega, invece, spingono per privatizzarla. Noi vogliamo la riapertura di tutti i punti nascita che la Regione ha chiuso in questi anni. Grazie al lavoro del nostro viceministro alla Sanità Pierpaolo Sileri stiamo cercando di lavorare in questa direzione. 

faccina 4-2Marta Collot. Per l'ambiente: un piano di giustizia climatica che punti ad una riconversione sistemica facendola pagare da chi ha prodotto la crisi climatica. Sulla sanità: stop alla privatizzazione e reinternalizzazione dei servizi correlati, assunzioni stabile di personale e riapertura dei presidi sanitari periferici. Infine, sul dissesto idrogeologico: utilizzare anche in questo caso gli ingenti fondi per le grandi opere per lavori di manutenzione costante nei bacini idrici e nelle aree montane.

faccina lugli-2Stefano Lugli.  L’Altra Emilia-Romagna fa suoi gli obiettivi per lo sviluppo fissati dalla Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per arrestare il cambiamento climatico. Propone di avviare la transizione ecologica dell’economia, dell’industria, dell’edilizia e dei trasporti. Intende potenziare la mobilità alternativa alla gomma e perseguire la decarbonizzazione del nostro sistema produttivo. L’Altra Emilia-Romagna promuove la sanità pubblica e universale, l’incremento degli investimenti per l’edilizia socio sanitaria e per le dotazioni tecnologiche e di personale, la riapertura dei punti nascita chiusi e lo sviluppo della rete sanitaria periferica implementando il ruolo delle case della salute e contrasta la privatizzazione dei servizi sanitari.Le politiche di gestione del territorio devono assumere come priorità la lotta al dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza del territorio, che rappresentano un volano economico formidabile e capace di generare occupazione di qualità.

faccina bergamini-2Laura Bergamini. Poiché le 100 maggiori multinazionali al mondo sono responsabili del 70% dell'inquinamento dell'intero pianeta, la Regione può e deve incrementare l'attività di prevenzione, controllo, nonché sanzionatoria nei confronti delle imprese.    La strada verso la piena efficienza della Sanità viene garantita solo dalla gestione totalmente pubblica, mettendovi a disposizione tutte le risorse necessarie, senza dispersioni attraverso privatizzazioni e forme di aziendalizzazione. Contro il dissesto servono investimenti stabili e continuativi di tipo economico e di ricerca.  Anche soluzioni che per es.favoriscano il ripopolamento delle zone montane, risultano inefficaci se non messe a sistema con le garanzie di vivibilità : garanzia di servizi come Sanità, Scuole, Trasporti vicini e accessibili.

faccina battaglia-2Domenico Battaglia.  Lotta all’inquinamento è per noi una politica “rifiuti zero”, a cui bisognerà arrivare. Sono necessarie indagini sugli effetti delle discariche, dei termovalorizzatori e degli impianti di biomasse sulla salute umana e sull’ambiente, e chiediamo di sospenderne in via precauzionale la diffusione e limitandone nel tempo l’utilizzo. Alcune azioni che vogliamo promuovere: - favorire l'uso del vetro a rendere e dei distributori alla spina, educando all'uso del contenitore portato dal consumatore e alle norme igieniche inerenti
-    Appaltare ad aziende diverse la gestione della raccolta rifiuti dalla gestione dello smaltimento degli stessi.
-    Promuovere campagne informative per favorire l'uso dei contenitori vuoto a rendere, stoviglioteche pubbliche e private.
-    Incentivare le aziende che producono prodotti riciclabili nelle singole parti e che prevedono pezzi di ricambio in modo da disincentivare” l’usa e getta” .

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