La candidata Marta Collot: "Città del cibo e lusso? Lavoratori sfruttati e precari"

L'INTERVISTA. La candidata di Potere al Popolo: "La priorità è invertire un paradigma che vuole i cittadini trasformati in clienti, i diritti trasformati in lussi, e il lavoro trasformato in privilegio. Ci collochiamo fuori e contro questo sistema, primo punto il lavoro"

E' molto giovane la candidata alla presidenza della Regione Emilia-Romagna di Potere al Popolo  Marta Collot: 26 anni, lavoratrice precaria, ferma sui capisaldi del suo partito, che partono dal lavoro: ""La nostra è una regione che brilla nelle copertine delle riviste, poi però i lavori sono sfruttati". I candidati governatori sono sette: Stefano Bonaccini, Lucia BorgonzoniSimone Benini, Stefano Lugli, Marta Collot, Laura Bergamini e Domenico Battaglia

L'intervista a Marta Collot: 

Chi è la candidata di Potere al Popolo Marta Collot? 

"Ho 26 anni, sono nata a Vittorio Veneto (TV) e vivo a Bologna da 7 anni. Laureata al conservatorio in clavicembalo, oggi sono una lavoratrice precaria. La famiglia mi ha trasmetto i valori contadini e operai, da un lato, e la forza e l’emancipazione delle donne, dall’altro. Respiro politica sin dal 2003, con le manifestazioni con i miei genitori contro l’intervento militare in Iraq, e da allora non ho mai smesso. A Bologna mi impegno sin da subito nella battaglia sulla questione giovanile e la lotta per il diritto all’abitare. Ho coltivato rapporti politici nei Paesi Baschi e in Catalogna, dove ho seguito da vicino il referendum per l’indipendenza, e sono stata a Kobane nelle settimane in cui infuriava la battaglia tra Isis e combattenti curdi. Al di là della mia esperienza singola, la mia candidatura vuole essere un megafono per la comunità di Potere al Popolo e per tutti gli sfruttati di questa regione".

La scelta di candidarsi alle Regionali dell'Emilia-Romagna: quali i capisaldi/punti chiave del vostro programma elettorale?

"Per noi la priorità oggi è invertire un paradigma che vuole i cittadini trasformati in clienti, i diritti trasformati in lussi, e il lavoro trasformato in privilegio. Noi ci collochiamo fuori e contro questo sistema, e per questo il programma ha tre punti principali. Il primo è sul lavoro: introduzione di un salario minimo di 9 euro l’ora come criterio indispensabile per aziende, cooperative e cordate che vogliano partecipare agli appalti regionali. Il secondo è l’ambiente: abolizione della legge regionale urbanistica, e un vero piano di cementificazione zero, riconversione e messa in sicurezza del territorio. Infine, sui servizi sanitari, scolastici e abitativi: ri-pubblicizzazione. E per combattere la privatizzazione che è il cancro del nostro sistema sosteniamo che sia assolutamente necessario dire no all’autonomia differenziata".

Che voto da al governo Bonaccini? Cosa è necessario migliorare nella nostra regione?

"La nostra è una regione che brilla nelle copertine delle riviste. La via Emilia è un susseguirsi di cities of food e centri manifatturieri di lusso. La riviera romagnola è tutta una vetrina per turisti. Dietro quel retrobottega, però, la realtà è fatta di sfruttamento e contratti precari: lavori pagati 3 euro all’ora alle dipendenze di finte cooperative, lavoro in nero. Nessuno ci dice che il 70 percento dei contratti attivati nel 2018 erano precari. Il governo Bonaccini si è dimostrato assolutamente coerente con questo modello e lo ha perpetrato: grandi investimenti su grandi eventi patinati e restiling delle città. La nostra regione vede anche una progressiva contrazione dei servizi (chiusure dei punti nascita e dei presidi sanitari sul territorio, ad esempio) e il percorso sull’autonomia differenziata aumenterà privatizzazione e disuguaglianze. Infine sugli investimenti: sono stati appena stanziati 1500 mln di investimenti sulle grandi opere. Per contro 100 mln sulla messa in salvaguardia del territorio. Insomma, al governo uscente un voto decisamente negativo".

Sta seguendo la campagna elettorale dei suoi competitor: qualche commento/considerazione? Pensa che i cittadini stiano partecipando al dibattito politico? Come sarà l'affluenza secondo lei?

"Ho dato un voto al Governo Bonaccini molto negativo. Io non penso però che la competitor principale che si trova davanti possa essere un’alternativa che risponde ai bisogni dei cittadini. Non è un caso che, da un lato, Matteo Salvini riconosca ogni volta che viene sollecitato che Bonaccini sia stato secondo lui un ottimo amministratore e che, dall’altro, la Borgonzoni è assolutamente eclissata in questa campagna elettorale dalla presenza di Salvini stesso.

La Lega la butta tutta sul politico, polarizzando il dibattito politico su temi razzisti e propagandistici e presentandosi come il partito “del popolo”. Salvo poi scoprirsi tutti dalla parte delle imprese e mai di chi ci lavora, come nel caso della proposta della Borgonzoni aperture domenicali e notturne degli ospedali per visite. I cittadini stiano attenti a votare secondo i loro interessi reali. Non so come sarà l’affluenza ma spero alta, perché un governo che viene votato dal 18% degli aventi diritto come lo scorso non ha leggitimità".

Cosa pensa del movimento delle Sardine? E delle mobilitazioni per il clima?

"Inizio dalla fine. Giudizio assolutmente positivo sulle mobilitazioni per il clima di questi mesi, cui abbiamo preso peraltro parte attivamente a livello nazionale e sui territori. Sono cruciali tanto più in questa Regione, in cui si vive un anno in meno a causa dell’inquinamento. Abbiamo anche molto apprezzato che i tanti giovani di fianco ai quali manifestavamo abbiano compreso e affermato che il cambiamento climatico non può fermarsi se non si pensa a un cambiamento radicale del sistema. Sulle sardine dobbiamo distinguere, se mi permettete la battuta, la “testa” dalla “coda”. Mentre siamo molto distanti dalle posizioni politiche degli organizzatori, tutte organiche al centro-sinistra, chi è sceso in piazza per noi lo ha fatto genuinamente, per reagire al clima di odio e per sentirsi politicamente attivo. Noi facciamo un passo in più, e diciamo che all’odio, più che con la gentilezza, si risponde con la giustizia sociale, che è anche il tema della nostra manifestazione regionale che terremo a Bologna il 18 pomeriggio".

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