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Regionali, il politologo Ignazi: "Novità di questa campagna è la strategia del contatto. Le Sardine? Non lungimiranti"

Professore di Politica Comparata al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Ignazi fa una riflessione sulle imminenti elezioni regionali in Emilia Romagna

La politica nel 2020. Sono cambiate le dinamiche rispetto al passato? Come? Una buona occasione di riflessione sono le imminenti elezioni Regionali dell'Emilia-Romagna: 7 candidati per 12 liste, dibattiti e incontri pubblici, una (pare) grande partecipazione degli elettori, in forte recupero rispetto ai numeri del 2014, quando Stefano Bonaccini venne eletto dopo il mandato di Vasco Errani. Qualche risposta la da Piero Ignazi, accademico e politologo, professore di Politica Comparata all'Unibo, alla Facoltà di Scienze Politiche e Sociali

Come vede la politica oggi e come è stata modificata (peggiorata forse?) dall'avvento e dalla diffusione dei nuovi mezzi di comunicazione e in particolare dei social, che tanto sembrano pesare e influenzare in campagna elettorale? "Non bisogna pensare che il passato fosse tutto rose e fiori, anche prima dei social media in polica si usavano slogan e messaggi semplificati. Quello che è cambiato sono i mezzi (e anche un po' di sostanza), ma soprattutto la maggiore velocità con cui avviene la comunicazione. Il messaggio è diventato sempre più rapido, la connessione ci porta a vivere gli eventi minuto per minuto. Il concetto di superficialità è legato più che altro alla compressione del tempo e alla mancanza di momenti di metabolizzazione dei fatti (a discapito della precisione), a un ping-pong fra dichiarazioni e repliche dei politici di turno...". 

La velocità è anche velocità nel cambiare idea e posizione? "Esatto. Esiste un termine preciso che definisce questo fenomeno legato ai flussi alle urne ed è volatilità elettorale". Si definisce così infatti la percentuale aggregata di elettori che da un’elezione all’altra ha cambiato il proprio voto, il proprio partito: "E' il frutto dei tempi - continua il professor Ignazi - da decisioni lente e ponderate siamo passati a scelte molto più rapide con un effetto che ha del positivo e del negativo al tempo stesso". 

Lei è spesso in mezzo ai giovani. Cosa pensa di loro e della loro partecipazione alla politica? Molti sono scesi in piazza per il clima e molti con le Sardine... "Non penso niente dei giovani, sono giovani e la partecipazione alla politica vive ondate di passione. In questo ultimo periodo non ci sono stati elementi mobilitanti o un tema che abbia coinvolto tutta la componente giovanile, come una sorta di classe e gruppo omogeneo con interesse condivisi. Le piazze riempite a supporto delle tematiche ambientali non hanno valenza politica, ma si tratta di una battaglia comune anche con altre generazioni. 

E cosa ci dice invece delle Sardine? Le ricorda qualche movimento simile del passato? Potrebbe esserci uno sviluppo politico di questo movimento nato proprio in Piazza Maggiore? Pensa possa essere strumentalizzato? "Le Sardine movimento particolare e se dovessi trovare qualcosa di simile ad esso direi il movimento beat, la controcultura giovanile che ha caratterizzato la fine degli anni '60. Vedo una grande voglia di riportare colore e novità, dinamismo. Senza troppa aggressività. Una tensione a un mondo più felice e colorato: ecco quello che vedo come messaggio profondo delle Sardine. Non credo potrà avere degli sviluppi, ma neppure delle strumentalizzazioni vista la sua sufficiente autonomia". 

Osservando questa campagna elettorale e le strategie dei candidati in lizza, cosa vede di nuovo? "L'elemento di novità è questa grande presenza territoriale sia da parte del leader della Lega Matteo Salvini che del presidente uscente Stefano Bonaccini. Entrambi stanno lavorando a una massiccia strategia del contatto".

Salvini però non è il candidato governatore dell'Emilia-Romagna, la candidata della Lega è Lucia Borgonzoni..."Se c'è una cosa che Salvini sa fare bene è campagna elettorale e visto che la regione risulta essere oggettivamente bene amministrata tende a un confronto più nazionale che regionale". 

Possiamo chiederle quali sono le sue previsioni sul voto e in quali zone potrebbe essere più forte la Lega? "La mia previsione è che vinca Bonaccini. Sull'Emilia-Romagna è dimostrato che il partito di Salvini fa più forte nelle zone di montagna e nei piccoli paesi".

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