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Matteo Salvini a San Lazzaro di Savena

Matteo Salvini a San Lazzaro di Savena

Salvini a San Lazzaro: "Commercianti mi sostengono, ma hanno paura di essere boicottati se mi accolgono"

Case popolari, sanità, immigrazione e passante i temi al centro dell'incontro con i cittadini. Poi lo sfogo sul processo che rischia: "Sono convinto di aver fatto solo il mio dovere, niente di eroico, per controllare chi entra e chi esce da questo Paese"

Contestato da uno sparuto gruppetto di persone con i cartelli 'San Lazzaro non si lega' fuori dal ristorante Tomi, ma accolto da abbracci e applausi nel bar Dama dove era in programma un incontro con i cittadimi. Il leader del Carroccio Matteo Salvini prosegue senza sosta il tour elettorale in provincia di Bologna, ormai alle battute finali, e a San Lazzaro di Savena è tornato a parlare di case popolari, lavoro, sanità, passante e immigrazione, sottolineando come quello di domenica "non sarà un voto solo emiliano ma nazionale".

Il numero uno della Lega ha colto l'occasione per spiegare: " A San Lazzaro, così come in altri Comuni della  provincia di Modena e Reggio, piu di un commerciante, barista e ristoratore, mi ha detto: tifo per voi ma non venite qua perché poi i compagni mi boicottano, e questa non è una roba normale nel 2020,  non è degno di un paese civile, e non mi sembra normale a San Lazzaro cosi come a Bologna".

Salvini dal palchetto del bar in via Sabbiuno, ha poi esordito: "Vi chiedo in questi giorni di svegliare tutti quelli che sono ancora indecisi, trovo gente che chiede lavoro, strade, e qua c'è la sinistra che governa da 50 anni. Dov'è il passante a Bologna per dare una mano a chi vuole lavorare, dov'è il sistema di autostrade, strade, aeroporti? Parliamo di case popolari, vogliamo rimettere a posto le 5mila case popolari vuote che Bonaccini e il Pd hanno dimenticato, ma non solo le andiamo a ristruttrare, chi sceglie la Lega fa una scelta precisa, quelle cinquemila case le ristrutturiamo e le diamo prima agli italiani, prima a chi vive qua da più tempo".

Poi l'ex ministro ha fatto riferimento all'avvocato arrestato con l'accusa di permessi di soggiorno 'facili' a persone straniere, in cambio di denaro: "Stamattina è stato arrestato un avvocato a Bologna, avvocato che si era candidato a sinistra vicino Bologna e che adesso stava sostenendo la campagna elettorale di Bonaccini - ha spiegato - ma che falsificava centinaia di domande di soggiorno di immigrati clandestini e in casa gli hanno trovato 200mila euro in contanti. Avete capito perche quella gente vuole l'immigrazione clandestina? Perché ci guadagna un sacco di quattrini". 

E restando in tema di immigrazione, ha concluso: "Non mi occupo dei problemi degli altri, ma visto che sull'immigrazione oggi rischio il processo, e non perché ho 200mila euro perché facevo le truffe ma perché ho bloccato per quattro giorni lo sbarco di immigrati da una nave, ho chiesto di andare a processo perché voglio andarci a testa alta, a difendere l'onore del mio Paese, i confini e il suo onore". E ancora: " Sono convinto di aver fatto solo il mio dovere, niente di eroico, per controllare chi entra e chi esce da questo Paese".

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Poi ancora l'invito ad andare a votare, puntando sulla sanità: "Il voto di domenica è un voto per voi, sulla sanità, sulle liste di attesa. Vedo che il Pd non parla molto di regione ma parla di fascisti, razzisti, barbari. Ho incontrato famiglie che hanno problemi  con l’Alzheimer, la Sla, il diabete ... che per farsi la chemioterapia devono andare altrove perche la lista di attesa è troppo lunga a meno che  tu non abbia i quattrini allora la visita te la danno domani mattina".

E sul caso della ‘nave Gregoretti’ è arrivata nel tardo pomeriggio la decisione per la quale Matteo Salvini sarà processato. E’ terminato con 5 voti favorevoli e 5 negativi il voto della Giunta delle immunità sulla relazione del presidente Maurizio Gasparri. Respinta quindi la richiesta di quest’ultimo di negare l’autorizzazione a procedere per Matteo Salvini sul caso della nave Gregoretti. In caso di pareggio il regolamento prevede infatti la vittoria del no. 
 

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