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Le Sardine riempiono Piazza VIII Agosto, il prof Brizzi: "Cautela nel tradurre il successo innegabile della piazza"

L'INTERVISTA A RICCARDO BRIZZI. Il prof Unibo analizza il fenomeno e commenta la manifestazione di ieri: "E' un movimento giovanile antisovranista che si basa sul respingimento di un discorso di odio e che si fonda sull'antifascismo"

Quaranta mila Sardine in Piazza VIII Agosto ieri pomeriggio: tutti "pesci pronti a nuotare in mare aperto". Che peso avrà questa partecipazione sulle elezioni regionali della prossima domenica? Per Mattia Santori, portavoce del movimento, il 19 gennaio bolognese rappresenta "Una svolta politica per il paese, ma per noi è troppo presto, non abbiamo strutture e abbiamo ancora tanto lavoro da fare. Se dovesse vincere la Lega a noi cambia poco, la nostra battaglia culturale l'abbiamo già vinta“. 

Riccardo Brizzi è professore associato di Storia contemporanea presso il Dipartimento delle Arti dell'Università di Bologna, dove tiene i corsi di Storia contemporanea e Storia e media. Insegna anche Storia del giornalismo e della comunicazione politica presso il Master di giornalismo e Politica e ideologia nell'Europa contemporanea presso il Master Europa-America Latina dell'Alma Mater. E' a lui che abbiamo chiesto un commento alla manifestazione di ieri e, in generale, al movimento delle Sardine che proprio a Bologna è nato. 

"Bentornati in mare aperto": la superfesta delle Sardine a Bologna | VIDEO-RACCONTO

40 mila in piazza a Bologna a una settimana dalle elezioni: che significato da questa partecipazione?

"Il 14 novembre 2019, data in cui le Sardine hanno riempito Piazza Maggiore, è stata una prima assoluta e inaspettata. Ieri, dopo settimane di tam tam, sono stati tantissimi a venire anche da fuori, approfittando anche del progetto di ospitalità "Sardina ospita Sardina" lanciato sui social: la mobilitazione molti l'hanno già associata a un 1°maggio bolognese. Il ruolo delle Sardine in questo contesto pre-elettorale si sviluppa su più piani: prima cosa, mostrare una società civile che si organizza in modo indipendente dai partiti politici; poi una rottura (questo il dato politico principale) rispetto alla comunicazione/propaganda salviniana per cui chi lo contesta sarebbero i centri sociali". 

 

Quali sono le caratteristiche del movimento delle Sardine? Ha dei precedenti simili nella storia della politica italiana ed estera?

"E' un movimento giovanile antisovranista che si basa sul respingimento di un discorso di odio e che si fonda sull'antifascismo. Queste sono le due bandiere identitarie del movimento. C'è poi il dato sociologico: si tratta di un movimento giovanile che negli ultimi vent'anni vede dei precedenti che fanno la loro comparsa ciclicamente: pensiamo si movimenti civici e ai 'girotondi' del 2002, al popolo viola e alle donne del 'Se non ora quando', alle piazze delle leggi antibavaglio, per chiudere con il M5S del 2007, quello delle origini.

Riccardo Brizzi-2 (IL PROF BRIZZI)

Tutti movimenti orientati a sinistra e non è un caso. Negli ultimi 15 anni la Sinistra ha avuto molte difficoltà nella progettualità politica e nelle parole d'ordine sulle quali strutturarsi, non solo in Italia, ma in tutta Europa: alla fine degli anni Novanta 13 dei 15 governi dell'Unione Europea erano di centro sinistra, mentre oggi i numeri sono diversi e le sinistre sulla difensiva. Oggi sono diversi i movimenti sociali che emergono, vedi Indignados in Spagna e Mouvement des gilets jaunes in Francia. Le Sardine però, rispetto ai movimenti europei, non hanno una caratteristica anti-politica (come per esempio il Movimento5Stelle) e si ripropongono di riempire un vuoto di rappresentanza politica, chiedendo ad essa di sviluppare contenuti da affrontare e proponendo una divisione dei ruoli: noi chiamiamo la gente in piazza e la politica intanto deve rinnovarsi e riformarsi".  

Pensa che sia un movimento caratterizzato da una genuina spontaneità o pensa che sia invece un piano più strutturato e per niente casuale?

"La mia opinione è che sia realmente spontaneo. Intanto perchè si sopravvaluterebbe la  capacità organizzativa dei partiti e poi perchè se ci fosse dietro qualcosa non si manifesterebbero alcuni elementi di fragilità e inesperienza. Il manifesto con i responsabili territoriali a Roma per esempio ha fatto emergere degli aspetti di ingenuità politica, come anche le indecisioni che permangono sull'istiituzionalità del movimento". 

Gli ospiti sul palco di Piazza VIII Agosto 

Che aria tira quindi in Emilia-Romagna? 

"Non mi sbilancio su previsioni per le immimnenti regionali. C'è un detto che sostiene: 'Piazze piene, urne vuote'. Bisogna muoversi con cautela nel tradurre il successo innegabile della piazza. Un altro aspetto è quello di una campagna fortemente caratterizzata da una competizione bipolare: gli schieramenti sono chiari e il voto a Bonaccini è giustificato dalla figura di un governatore che ha lavorato bene, dall'altra parte assistiamo a una nazionalizzazione della campagna elettorale. Quanto queste due logiche riescano a ridurre l'astensionismo è difficile dirlo e come ci hanno insegnato le ultime esperienze (vedi Brexit) bisogna prendere i sondaggi con le molle". 

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