Sardine, ora inizia la campagna d'Emilia: "Andremo nella Bassa e in Appennino"

Dopo il vertice romano l'attenzione per il movimento anti-populista ritorna ai territori, in vista delle regionali di Calabria ed Emilia-Romagna e soprattutto nelle piccole città, dove le forze sovraniste macinano consensi da tempo

Dopo il successo di Piazza San Giovanni, le sardine tornano in Emilia-Romagna. E non sarà un ritorno in punta di piedi, ma un impegno per un altro test: cercare di muoversi anche lontano dalle grandi città, in quelle 'periferie' a più riprese saltate di bocca in bocca un po' in tutto il mondo politico tradizionale, un impegno preso soprattutto a sinistra, ma mai concretizzatosi di fatto da anni a questa parte.

Dopo l'assemblea domenicale romana, tenutasi nel palazzo di occupazione abitativa dello Spin Time labs, il documento che ne è uscito e pubblicato sul profilo nazionale riprende esplicitamente l'impegno a farsi sentire nelle prossime elezioni regionali, anche se non diretto in forma di lista da presentare nella scheda elettorale.

"Sarà dedicata una particolare attenzione alle prossime elezioni in Calabria e, soprattutto, in Emilia Romagna" si legge nelle righe di chiusura del weekend romano, specificando che "Uno degli obiettivi delle Sardine fino a fine gennaio sarà raggiungere il più possibile territori che, spesso perché in difficoltà, si sono rivelati più vulnerabili ai toni populisti". E ancora :"Lo stesso accadrà in Emilia Romagna, con iniziative ad hoc che saranno organizzate sia nella “bassa”, sia nelle zone collinari e montane".

Una vera e propria sfida insomma, in un territorio -eccezion fatta per il Bolognese, sebbene con qualche distinguo- conquistato nel tempo dalle formazioni politiche populiste e sovraniste.

Per ora il referente comunicativo delle sardine, Mattia Santori, ha escluso una partecipazione diretta alle prossime elezioni regionali, ma ieri all'uscita del palazzone occupato, una referente della Puglia, Grazia Desario, già esponente di Italia In Comune di Federico Pizzarotti, ha dichiarato: “Non faremo un partito, non ci saranno candidature e non ci saranno liste civiche in Emilia Romagna. Appoggeremo le liste di sinistra”.

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