Regionali, Silvia Zamboni candidata di Europa Verde: "Borgonzoni nell’ombra del badante Salvini"

L'INTERVISTA. "In una fase di pesante crisi economica l’attuale amministrazione ha il merito di aver fatto dell’Emilia-Romagna la locomotiva italiana dello sviluppo e dell’occupazione e realizzato investimenti importanti nel welfare e nella sanità"

Elezioni Regionali in Emilia-Romagna del 26 gennaio 2020, Silvia Zamboni è la capolista di Europa Verde, in sostegno a Stefano Bonaccini: "Militante ecologista da sempre, come presidente del Quartiere Reno sono stata la prima in Italia a introdurre l'assicurazione gratuita antiscippo per anziani. Ecologia e solidarietà sono le parole chiave della nostra campagna elettorale". 

Regionali, i risultati dell'ultimo sondaggio

Europa Verde a sostegno di Bonaccini presenta la sua candidata. Chi è Silvia Zamboni?

"Sono stata tra i fondatori dei Verdi italiani, assessora all’Ambiente e Presidente del Quartiere Reno a Bologna, dove ho introdotto la prima – in Italia - assicurazione gratuita antiscippo per anziani. Attualmente sono  coportavoce della Federazione dei Verdi dell’Emilia-Romagna e capolista di Europa Verde a Bologna. Sono laureata in filosofia, giornalista, militante ecologista da sempre, autrice di diversi libri, tra i quali: Città contro l’effetto serra, Rivoluzione bici, L’Italia della Green economy, Un’altra Europa. Ho vissuto a Berlino dove ho seguito la nascita dei verdi tedeschi. Sono orgogliosa di fare parte di una squadra e di un movimento con radici storiche e profonde: siamo l'unico partito italiano che fa parte del partito transnazionale dei Verdi europei, l’European Green Party, il cui nome è riportato sul simbolo di Europa Verde con il quale corriamo alle regionali. L’European Green Party a gennaio sarà presente con suoi eurodeputati alle nostre iniziative in regione".

Quali sono le parole chiave del vostro programma elettorale?

"Ecologia e solidarietà. Di fronte alla crisi climatica da un lato, e alle nuove povertà e al fenomeno delle migrazioni dall’altro, siamo in campo perchè vogliamo una Regione in grado di affrontare e coniugare queste due grandi emergenze. Europa Verde sarà la garanzia di un’autentica svolta verde nell’economia e per la qualità ambientale dell’Emilia-Romagna, con politiche in grado sia di affrontare gli effetti già in atto dei cambiamenti climatici, sia di promuovere la green economy per fermarli e creare lavoro pulito. Sosteniamo Stefano Bonaccini perché siamo distanti anni luce dal negazionismo della crisi climatica professato dalla destra  e perché è nel centrosinistra che riteniamo si possano realizzare le nostre proposte programmatiche per un’Emilia-Romagna all’altezza delle migliori esperienze nord-europee".

Meriti del mandato Bonaccini? Cosa migliorare?

"In una fase di pesante crisi economica l’attuale amministrazione ha il merito di aver fatto dell’Emilia-Romagna la locomotiva italiana dello sviluppo e dell’occupazione e realizzato investimenti importanti nel welfare e nella sanità. Questi risultati vanno ulteriormente qualificati con un nuovo patto per il lavoro e con investimenti che tengano conto della non più rinviabile transizione ecologica, ad esempio riscrivendo il piano dei trasporti per dare priorità al trasporto ferroviario e al trasporto pubblico anziché a nuove strade e autostrade, e introducendo norme più restrittive contro il consumo di suolo vergine. Occorre anche lavorare sull’organizzazione della sanità per consentire a tutti i cittadini l’accesso, in tempi brevi, ai servizi eccellenti erogati dalla sanità pubblica dell’Emilia-Romagna".

Come pensa stiano comunicando i principali candidati alla presidenza?

"Candidato M5S quasi non pervenuto, Lucia Borgonzoni nell’ombra del “badante” Salvini. Bonaccini, invece, sta facendo una campagna elettorale pancia a terra cercando il contatto diretto con le persone. Con soddisfazione noto che sta accentuando sempre di più i temi ambientali. Lo dico non per “spirito di parte”: la qualità dell’ambiente è qualità della vita, e la svolta verde offrirà nuove opportunità per lavoro ed economia. Non a caso ambiente e cambiamenti climatici sono una delle principali preoccupazioni dei cittadini emiliano-romagnoli, come sicurezza e lavoro".

Rischio astensione o elezioni sentite e partecipate secondo lei?

"In questi tempi di disaffezione per la politica il rischio astensione c’è. Credo però che la polarizzazione dello scontro tra centrosinistra e centrodestra stia mobilitando l’elettorato: è la sensazione che mi deriva dallo stare tra la gente, nei banchetti o negli eventi della campagna elettorale.  A sinistra c’è di nuovo voglia di mettersi in gioco per non lasciare l’Emilia-Romagna in mano ad una destra reazionaria che non farebbe il bene dei cittadini. Lo dimostrano le piazze riempite informalmente dalle sardine, ma anche Piazza Maggiore riempita da Bonaccini e dal centrosinsitra il 10 dicembre. Anche le manifestazioni dei giovani dei Fridays For Future hanno impresso una nuova spinta civica a mobilitarsi".

6. I sondaggi crede siano affidabili?

I sondaggi dipendono ovviamente da come sono impostate le domande. Più che il singolo sondaggio contano quindi le tendenze e queste, tutte, dicono che Bonaccini è davanti a Borgonzoni nel gradimento dei cittadini. Detto ciò, ci sono ancora 400mila indecisi. Anche per questo non ci risparmieremo un minuto fino alla fine della campagna elettorale.

7. Il clima al centro. Quali le vostre principali proposte e priorità?

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Il tema del cambiamento climatico è la pietra angolare attorno alla quale ruota il nostro programma per una svolta ecologista. Un programma elaborato di concerto con il comitato scientifico di Europa Verde. Cito alcuni punti, tra gli altri: abbiamo proposto di piantare 4,5 milioni di alberi in 5 anni, proposta che il presidente Bonaccini ha fatto propria e che consentirà di migliorare la qualità dell’aria e dei territori e di mitigare le ondate di calore. Al posto delle trivelle che estraggono combustibili fossili siamo per una Riviera adriatica eolico-solare. Per ridurre le emissioni di CO2, oggi intorno a 9 tonnellate pro capite in regione, puntiamo sulle energie rinnovabili e l’efficientamento energetico degli edifici, a cominciare da quelli pubblici come uffici, scuole ed ospedali. Vogliamo raddoppiare la superficie agricola coltivata con il metodo biologico. Siamo per garantire il benessere degli animali, a cominciare dagli allevamenti, un’attività  molto presente in regione, fino a fare dell’Emilia-Romagna la terra del circo senza animali.

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