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Elezioni a Imola, Cappello: "Questa città capoluogo della qualità della vita"

L'INTERVISTA. "Grata anche a chi ha amministrato Imola fino a poco fa: conti in salute, servizi essenziali gestiti localmente e una cultura diffusa della solidarietà che non si trova in altre parti d’Italia"

La data delle elezioni amministrative a Imola si avvicina: il 10 giugno infatti si va al voto per eleggere il nuovo sindaco dopo il mandato dell'oggi senatore Daniele Manca (qui tutte le info per il voto). Continua il "giro di interviste" ai candidati per conoscere meglio i programmi elettorali e le persone: dopo Giuseppe PalazzoloManuela Sangiorgi, Filippo Samachini e Franco Benedetti è il turno di Carmen Cappello, candidata per il centrosinistra.

Chi è Carmela Cappello? Quale la sua storia personale e politica?

"Per prima cosa, sono una persona grata alla vita e a questa città. I miei genitori si sono trasferiti a Imola negli anni ’50 da un piccolo, bellissimo paese del Cilento, armati di valori ben saldi e tanta voglia di fare. Io e mia sorella Giovanna siamo nate e cresciute qui. Anzi, a dirla tutta io sono nata in modo inatteso durante uno dei tipici viaggi al Sud che si son sempre fatti per far visita ai parenti lontani: spiazzare evidentemente fa parte della mia natura. Spiazzava la mia passione per la “moto”, da ragazza (avevo un mitico Ommeci). Spiazzava la tenacia con la quale noi sorelle aiutavamo papà e mamma nella gestione del bar di famiglia “Al Valentino”, sulla via Emilia, mentre completavamo la maturità classica e ci laureavamo con ottimi voti. Ed ha spiazzato la mia decisione recentissima di accettare la candidatura a sindaco di Imola. 

Per me, invece, è stata una scelta straordinariamente naturale: sono un avvocato di diritto civile e amministrativo, mi sono occupata tutta la vita di enti e amministrazioni pubbliche, oltre che di soggetti privati e imprese, e tra Acer e Federcasa ho sviluppato una conoscenza approfondita del tema fondamentale dell’abitare e in particolare dell’abitare per persone con difficoltà economiche. Fare il sindaco significa, per me, mettere a disposizione della comunità questa esperienza e al tempo stesso restituire, con una dedizione assoluta, almeno parte della generosità che ho ricevuto da Imola".

Quali sono le ragioni per le quali ha deciso di candidarsi e che eredità ha lasciato l'ex sindaco Daniele Manca?

"Arriva un momento della vita nel quale ci si domanda come ‘restituire’ la generosità che si è ricevuto. Come ripagare la vita per le opportunità che hanno contribuito alla nostra crescita. Ed io devo tanto a questa comunità, quanto alla mia famiglia e alla mia forza di volontà. La gratitudine è un atto di onestà intellettuale che dovremmo tutti praticare più spesso, in un periodo nel quale si dedica troppo tempo all’invidia e alle rivendicazioni. 

E sono grata anche a chi ha amministrato Imola fino a poco tempo fa: i conti sono in salute, ci sono servizi essenziali che vengono gestiti localmente e, dico di più, c’è una cultura diffusa della solidarietà che non si trova in altre parti d’Italia. Questi risultati sono stati conseguiti nel mezzo della crisi economica e con tutti i vincoli del patto di stabilità.
Possiamo conquistare risultati ancora migliori e rendere la nostra società più solida e preparata al futuro? Certamente, e sono qui per raggiungere questo obiettivo. Come dicevo poco fa, sono capace di spiazzare e, aggiungo, nella vita ho sempre puntato agli obiettivi più sfidanti".  

La campagna elettorale: quali i punti principali del suo programma? 

"L’ho detto subito: voglio che Imola diventi il capoluogo della qualità della vita in Emilia Romagna. Ora che ci siamo lasciati alle spalle la fase più dura della crisi e che il patto di stabilità è stato finalmente superato, possiamo riprendere in mano capitoli fondamentali della storia e del futuro imolesi, come l’Autodromo e l’Osservanza. Come la nostra sanità locale. Come la modernità e salubrità delle scuole. Possiamo solo immaginare la qualità sociale che potrebbero sprigionare, insieme, una politica fortissima di richiamo di nuove imprese all’avanguardia e un vero piano per realizzare la “Città pubblica”. E voglio dire anche questo: io non credo, in nessun modo, che qui dobbiamo lasciarci sedurre dai modelli sanitari del lombardoveneto che alimentano impressionanti disuguaglianze. La tutela della sanità universalistica è un dovere che la pubblica amministrazione deve onorare, senza scorciatoie".

Contatto con la cittadinanza: quali sono le richieste che le fanno come prossimo primo cittadino? Quali le tematiche più sentite e diffuse per gli imolesi?

"Gli Imolesi si rendono conto del fatto che qui si sta bene, soprattutto se confrontiamo casa nostra con altre realtà, anche emiliano-romagnole. Per questo motivo, hanno delle aspettative molto alte rispetto ai prossimi 5 anni: a loro non basta la semplice risoluzione del problema individuale, vogliono che venga promosso un modello di comunità nel quale il benessere sia di tutti. Perché “la felicità è reale solo se condivisa”, mi viene da dire. 

In quest’ottica, il tema del lavoro è ancora ricorrente: le difficoltà delle imprese si è fatta sentire anche pesantemente, a cominciare dall’edilizia, ma c’è la consapevolezza del potenziale straordinario del nostro territorio e dell’imprenditorialità imolese. Per questo parlo della necessità di richiamare investimenti sani che producano occupazione sana. Da noi la qualità della vita è tutto". 

Visti anche gli ultimi risultati delle Politiche, crede che sia probabile il ballottaggio? Con chi?  

"Guardi, io faccio la mia campagna elettorale, parlo molto apertamente del mio programma e mi confronto con più Imolesi possibile. Mi dispiace, anzi, che tra una cosa e l’altra la campagna sia partita effettivamente neanche un mese fa.  Rispetto i miei avversari, ma sono molto concentrata sulle proposte sane che porto con me. Primo turno o ballottaggio - e con chi - non cambia. E’ solo una questione di calendario: io sono in campo e ci resterò fino all’ultimo spoglio utile, che sia il 10 o il 24 giugno. L’unica certezza, in questo, è che non intendo perdere neanche un minuto della mia campagna a rispondere a polemiche: benissimo i dibattiti pubblici, se gestiti in modo ordinato e per approfondire questioni serie, ma non ho mai accettato e non accetterò mai le tattiche e le distrazioni della vecchia politica".

Quali saranno i prossimi incontri con i cittadini? 

Più che “quali?” mi sarebbe piaciuto che Lei mi chiedesse “quando?”. Avrei preferito questa domanda, perché la risposta sarebbe stata molto più semplice: “Tutti i giorni”.  Scherzi a parte, con la quantità di incontri che ho in calendario, è difficile indicarne alcuni soltanto. Diciamo pure, per cominciare, che non mi perdo neanche uno dei nostri mercati. Li ho sempre frequentati per gli acquisti di casa e li trovo dei posti straordinari per confrontarsi con i miei concittadini. Ecco, per parlare di incontri più estesi e organizzati, abbiamo in programma l'incontro con l'On. Paolo Gentiloni il 6 giugno alle ore 21 in Piazza Gramsci e una bella festa assieme a Carlo Lucarelli ed altri ospiti dedicata al tema della Legalità l'8 giugno. Come dicevo, io sarò in campo, a disposizione, fino al voto e oltre".

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