Bonaccini apre a M5S: "Si può scegliere, c'è voto disgiunto"

Pienone per l'apertura della campagna elettorale del centrosinistra. In 10mila scendono in piazza per sostenere il governatore uscente Stefano Bonaccini

Dal palco di piazza Maggiore Stefano Bonaccini invoca chiaramente il voto disgiunto in proprio favore. Cioè un voto di lista diverso rispetto a quello al candidato presidente. In particolare Bonaccini torna a chiamare gli elettori M5s. "Sarà davvero la stessa cosa se vinco io o la Borgonzoni?", si chiede il governatore Pd. "In questi mesi ai 5 stelle - ricorda - ho offerto di sedersi e discutere di programmi. Peraltro in questi ultimi sei mesi in Regione abbiamo praticamente votato insieme tutte le leggi più importanti".

Diecimila per Bonaccini, la piazza vista dall'alto - VIDEO

"Nelle prossime settimane – continua – ci rivolgeremo anche a quelli che votano 5 stelle. Non ho tirato la giacca a nessuno, ma non era meglio parlare di contenuti invece che arroccarsi e rischiare di essere irrilevanti?". Dal palco Bonaccini ha anche reso omaggio alle sardine salutando Mattia Santori presente sul Crescentone. "È giusto ripartire dalle piazze- dice Bonaccini- Mi avevano sconsigliato di venire qui ma la piazza e' strapiena", 12mila persone secondo gli organizzatori. E a Matteo Salvini e Giorgia Meloni, secondo cui le sardine sono piazze contro, il presidente risponde: "non sono piazze contro ma che chiedono una alternativa".

Io mi rivolgo a tutti, anche agli elettori della Lega. Mai come oggi - spiega il governatore - c'è stato un voto così mobile. Non dobbiamo dare per scontato che un voto dato alle europee o alle politiche non possa essere anche modificato in ragione di quello che uno pensa". Quanto alla campagna che parte da oggi Bonaccini dice: "Quando vado in un comune sanno che non ci andrò solo in campagna elettorale, a differenza di Salvini, che ha non affiancato ma sostituito la mia avversaria. Io non ho bisogno di balie.

Bonaccini: "Le sardine? Offriamo l'alternativa che chiedono" | VIDEO

"Prendere una Regione? Se non si ha senso Istituzionale"

Se alzi i muri uccidi l'Emilia-Romagna. Stefano Bonaccini immagina una regione aperta, "di ponti", dal punto di vista sociale ed economico. "Se uccidi questi valori, non c'è più questa terra", ammonisce dal palco di piazza Maggiore, ricordando i record nell'export e nell'attrattività di investimenti dall'estero e difendendo l'unità della regione. 

Se l'Italia somigliasse di più all'Emilia-Romagna sarebbe un Paese migliore e ricorda: "Qui nacque il fascismo e per questo qui fu più forte la Resistenza. Noi siamo già liberi da 74 anni, cioè dalla liberazione ad opera dei partigiani. Ed è grazie a quella libertà che possono venire qua a dire queste stupidaggini. Noi siamo già liberi non abbiamo bisogno di esserre liberati".

Il presidente Bonaccini vince la scommessa e riempie piazza Maggiore

"Il trattino tra Emilia e Romagna unisce. Eppure, c'è una destra che vuole dividere in due parti la regione, come se la forza venisse dalla separazione e dal conflitto", scandisce il governatore uscente. "Solo se non hai senso delle istituzioni puoi dire di voler 'prendere' la Regione. Una terra non appartiene a un presidente, che è lì pro tempore, ma ai suoi cittadini. Se dici che che qui lavora solo chi ha una certa tessera in tasca, offendi quelle migliaia di persone che ce la fanno grazie alle loro qualità e al loro impegno", tuona respingendo uno per uno gli attacchi ricevuti in queste settimane dalla candidata del centrodestra, la leghista Lucia Borgonzoni, e dal leader del Carroccio, Matteo Salvini.

Nidi, Ambiente, Sanità

"Nei prossimi cinque anni dovremo fare in modo che l'Emilia-Romagna diventi la prima regione a rendere universale il diritto al nido e alla scuola dell'infanzia. Dobbiamo azzerare le liste di attesa nella fascia zero-sei anni". Alza l'asticella Stefano Bonaccini in vista dell'eventuale secondo mandato in Regione.

Bonaccini parla di una sfida ambiziosa, anzi "il più grande investimento educativo mai fatto in questo paese" e "solo l'Emilia-Romagna può farcela". "Quanto ai modelli alternativi proposti dalla Lega: ho molto rispetto per Lombardia e Veneto, ma non farei a cambio su niente", ha detto Bonaccini in un altro passaggio. Sulla sanità "Vogliono portare qui il mercato della salute - alza la voce Bonaccini - Hanno il testa solo la sanità privata. Noi invece vogliamo mettere davanti il servizio pubblico".

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Infine Stefano Bonaccini parla anche del tram di Bologna. "Ho rispetto per chi non vuole il tram a Bologna. Registro che alcuni rappresentanti del comitato contro il tram saranno nelle liste di Borgonzoni. Io nelle mie voglio chi vuole una svolta ecologica", ribatte il governatore e attacca: "Non ho sentito parlare i miei avversari di ambiente".

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