I rifiuti di Roma in Emilia-Romagna? E' scontro Bonaccini-Borgonzoni

Per la leghista Bonaccini potrebbe "ammiccare ai vertici dei Cinque Stelle sperando di raggranellare qualche voto alle elezioni"

"La salute degli emiliano romagnoli non si svende. Non vorremmo che l'annunciato accordo per importare nella nostra regione rifiuti di Roma rientrasse nella strategia di Bonaccini per cercare di ammiccare ai vertici dei Cinque Stelle sperando di raggranellare qualche voto alle elezioni".

Lo scrive in una nota la senatrice leghista e candidata alle elezioni regionali Lucia Borgonzoni, dopo che l'amministratore di Ama, la municipalizzata della capitale, in un’intervista aveva spiegato che se non si troverà una discarica prima di metà gennaio, quando chiuderà l’impianto di Colleferro, chiederà a Hera di prendere più rifiuti romani.

"L'Emilia-Romagna non è la discarica del Paese - insiste Borgonzoni - già nel 2019 migliaia di tonnellate di rifiuti romani, dopo essere stati trasformati, sono arrivati in Emilia-Romagna, senza aver fatto comunicazioni trasparenti ai cittadini".

Hera infatti riceve da anni i rifiuti di Roma, ma è certa l'emergenza quando la discarica di Colleferro non potrà più smaltire le tonnellate di rifiuti.

"Mentire per rastrellare qualche voto è offensivo nei confronti dei cittadini"

"Non c'è alcun accordo in discussione per importare rifiuti di Roma in Emilia-Romagna, contrariamente a quanto affermato da Borgonzoni- fa saepre il presidente Bonaccini- è un fatto, la sfido a smentirmi". Inoltre, sottolinea il presidente, "pur non potendo impedire il mercato dei rifiuti speciali, l'Emilia-Romagna si è dotata di un sistema di monitoraggio proprio per controllare i flussi: altro che mancanza di trasparenza". Un anno fa la Regione, continua Bonaccini, "ha siglato un accordo con associazioni di impresa e multiutility, affinchè sia data precedenza ai rifiuti prodotti in questa regione negli impianti sul nostro territorio". Il governatore ci tiene anche a precisare che nella proposta di autonomia regionale al Governo Lega-M5s, di cui Borgonzoni era sottosegretario alla Cultura, c'era anche la richiesta di "poter pianificare la gestione dei rifiuti speciali a livello regionale. Ma la risposta è stata negativa". Infine, attacca Bonaccini, "l'ampliamento della discarica di Finale Emilia, davanti ai cui cancelli Borgonzoni va a fare foto, è stato avallato proprio dal Governo di cui lei faceva distrattamente parte. Non sapere di cosa si parla quando ci si candida al governo dell'Emilia-Romagna è piuttosto grave. Ma mentire spudoratamente per rastrellare qualche voto è invece offensivo nei confronti dei cittadini". 

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"Le 'argomentazioni' di Bonaccini cozzano contro l'evidenza e il buonsenso"

Non tarda d arrivare la replica di Borgonzoni: "Bonaccini difende l'indifendibile. Se dice che non c'è alcun accordo per importare rifiuti da Roma è perché i rifiuti di Roma già arrivano in Emilia Romagna. Solo nel 2019 sono già state stoccate 3mila tonnellate, che abbiamo tracciato: arrivano da Roma dopo essere stati 'trattate' in impianti dell'Abruzzo. Un 'trucco' per trasformarli in rifiuti speciali e immetterli nel circuito del libero mercato, facendoli stoccare nelle discariche emiliano romagnole. Senza una tracciabilità pubblica. Ecco la trasparenza di cui parla Bonaccini" e sottolinea "L'obiettivo di lungo termine sulla riduzione dello smaltimento in discarica deve ancora essere raggiunto, non siamo al 3% ma all'11%. Altre regioni sono già a regime. I dati Ispra parlano chiaro. Ci sono inoltre 800 siti di interesse regionale che richiedono bonifiche. E manca un piano specifico. La Regione non sta governando il processo e non ha un piano delle priorità". Borgonzoni affronta anche il tema della discarica di Finale Emilia: "Bonaccini non confonda i piani: un conto è la bonifica della discarica storica, che è necessaria, e un conto è il progetto di ampliamento, folle, con  oltre 1milione e 200mila tonnellate di nuovi rifiuti, in un'area già terremotata e alluvionata. Quanto alla posizione del precedente governo, ricordo che l'Esecutivo ha semplicemente chiarito che la competenza per scongiurare l'ampliamento è della Regione. E la Regione ha già 'forzato' le prerogative del Comune sull'urbanistica pur di portare avanti l'ampliamento. Non a caso è in corso tuttora una nuova opposizione del Comune. Ricordo inoltre che c'è un'inchiesta in corso che chiama in causa, tra gli altri, l'ex sindaco, di centrosinistra. Evidentemente anche la magistratura ha ritenuto che ci fossero punti non chiari in questo progetto di ampliamento, che insiste su un'area già fragile. Le 'argomentazioni' di Bonaccini cozzano contro l'evidenza e il buonsenso".

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