Bignami candidato alle Regionali per il centrodestra? "Ci stiamo pensando"

Galeazzo Bignami ammette le voci sulla sua possibile corsa, ma mette avanti l'obiettivo comune: "Per il centrodestra è una grande occasione, ma sia chiaro che quel che conta sono i contenuti"

Galeazzo Bignami candidato per Fratelli d'Italia alle prossime elezioni dell'Emilia-Romagna: non sarebbero solo voci, ma «ci stiamo pensando» e da Roma potrebbero arrivare presto degli aggiornamenti, mentre sono in molti a chiedere al politico bolognese per 8 anni consigliere di opposizione in viale Aldo Moro, a sfidare Stefano Bonaccini. La notizia arriva a una settimana dalla visita a Bologna di Giorgia Meloni e a qualche settimana dal passaggio da Forza Italia a Fratelli d'Italia. 

Bignami, è vero quindi che potrebbe giocare la partita della candidatura in Regione? «E' vero che mi è stato chiesto ed è vero che ci stiamo penando, considerando che l'obiettivo auspicabile è comunque andare alle prossime elezioni dell'Emilia-Romagna tutti uniti per contrastare l'accozzaglia che propone lo scenario politico nazionale». 

I palazzi della Regione lei li conosce già molto bene, così come le dinamiche e i meccanismi al loro interno: da otto anni è infatti consigliere di opposizione... «In 8 anni ho avuto modo di vedere e capire diverse cose, è inevitabile, e quel che posso dire è che se in Emilia-Romagna ci sono degli standard di qualità della vita alti non è grazie al Partito Democratico, ma nonostante il PD». 

Cosa in particolare critica del governo dem sul territorio? «Potrei fare un catalogo infinito: sulla Sanità un sistematico depauperamento dei servizi territoriali con lo smantellamento di interi reparti soprattutto negli ospedali di provincia e in generale lo sfruttamento della professionalità di tanti medici, infermieri, tecnici su cui ricade oggi larga parte del peso; sulle infrastrutture l'adozione di scelte inadeguate come quella sul nodo bolognese o l'incapacità di ascolto sulla Bretella Setta-Reno e il Passante Sud; sul sociale, l'assenza di una riforma completa e sistemica, che ha portato a degenerazioni come quella di Bibbiano; sul lavoro un patto che non ha saputo dare risposte alle crisi occupazionali del nostro territori, come La Perla, DEMM, Mercatone solo per citare le più recenti; sull'Appennino, invece che premiare chi lo vive e ci lavora, si continua su una sterile strada di pseudoambientalismo; ed anche sull'ambiente, con scelte ambigue come sul piano dei rifiuti dove si cerca l'ampliamento di discariche esistenti su territori esausti; in agricoltura abbiamo aziende che ancora aspettano contributi di Agrea dal 2017 che pure gli spettano; sulle fusioni dei comuni, dove dopo gli esperimenti condotti sulla pelle dei cittadini come Valsamoggia e Alto Reno, i cittadini hanno sempre detto no alle fusioni, proprio perchè hanno visto cosa succedeva. E potrei proseguire a lungo....».

Giorgia Meloni: "C'è bisogno di liberare l'Emilia-Romagna dal PD"

Si sta parlando di una riorganizzazione delle destre, quale secondo lei un possibile accordo tra Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega? «Un accordo basato sui contenuti. E non lo dico per schivare la domanda sui nomi. E spero che sia semplice trovarlo, soprattutto per la differenza che esiste tra il livello nazionale e quello regionale, nel quale tutti gli esponenti del centro destra, di Lega, FdI e anche di Forza Italia si sono sempre posti nettamente in alternativa al centrosinistra, cosa che magari non sempre è stata cosi nitida per tutti a livello nazionale. Qui in Emilia-Romagna non vedo davvero in nessuno dei tre movimenti dirigenti ambigui sull'essere alternativi alla sinistra. In ogni comune, in ogni provincia, in ogni circostanza siamo sempre stati fieramente alternativi al PD e proprio per questo le prossime elezioni sono per l'Emilia Romagna un'occasione storica per poter cambiare».

Spunta così un nuovo papabile avversario di Stefano Bonaccini e sul piatto del centrodestra in vista delle prossime elezioni spuntano i nomi della leghista Lucia Borgonzoni e dello psichiatra Alessandro Meluzzi, indicato proprio da Fratelli d'Italia a luglio. Ma anche Forza Italia ha espresso l'intenzione di avanzare una candidatura. 

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