Venerdì, 14 Maggio 2021
Elezioni regionali Emilia-Romagna 2019

Regionali, M5S freddo con Bonaccini per le grandi opere

Il tema ambientale stringe le maglie anche sul fronte della possibile alleanza con i grillini. Sinistra già in subbuglio

Non solo Verdi e mondo ambientalista. A 'soffrire' per il sì alla Campogalliano-Sassuolo potrebbe essere anche l'ipotesi d'accordo Pd con i 5 stelle, che in Emilia-Romagna restano assai critici nei confronti dell'infrastruttura.

E se è vero che una eventuale alleanza per le regionali sarà valutata sul piano nazionale dopo il primo test in Umbria, va detto che la contrarietà dei 5 stelle locali ad alcune grandi opere eè assai forte e radicata, come ha dimostrato il recente cortocircuito bolognese sul Passante. Al fianco di Legambiente scendono in campo i parlamentari M5S Davide Zanichelli e Maria Laura Mantovani.

"Condividiamo l'analisi critica di Legambiente sull'operato ambientalmente non sostenibile della giunta Bonaccini- scrivono i due- opere come l'autostrada Cispadana a pagamento sono follie cementificatrici senza senso. E che ci sia 'qualcosa che tocca' è che Bonaccini continui a sostenere quest'opera di competenza regionale da realizzarsi a pagamento per gli utenti, mentre non prende neanche in considerazione una super strada non a pagamento come anche i comitati cittadini e il Movimento 5 Stelle propongono".

Ma il problema coi 5 stelle non sono solo le strade. Zanichelli e Mantovani citano anche le politiche sui rifiuti di Bonaccini, "ancora troppo timide, che non prevedono la graduale chiusura d'inceneritori e discariche in Regione. Solo a fatica finalmente ci si avvia verso l'estensione della raccolta porta a porta ma ci sono anche 'passi del gambero' come quelli di Hera a Bologna che torna al cassonetto stradale favorendo incenerimento e discariche".

Una Regione Emilia-Romagna "che guarda al futuro- proseguono ancora il deputato e la senatrice M5s- parla di rifiuti zero e guidare tutti i Comuni verso una vera sostenibilità ambientale ed economia circolare tesa solo al recupero di materia".

Infine, "anche sullo stop al consumo del suolo la Regione Emilia-Romagna a guida Bonaccini non ha prodotto buoni risultati". Dai social, intanto, emerge anche la perplessità dell'ex sottosegretario del ministero delle Infrastrutture Michele Dell'Orco. Il quale ricorda che l'ok alla Campogalliano-Sassuolo risale alla gestione Delrio.

L'ok al progetto esecutivo del nuovo ministro Paola De Micheli "fa presupporre che il lavoro che si stava provando a fare per maggiori mitigazioni ambientali ad esempio nei pressi dell'oasi del colombarone, sia stato accantonato dal ministero; nonostante si fosse pure trovata la disponibilita' dei costruttori a valutare una riduzione dell'impatto ambientale". Quanto alla risonanza mediatica di quell'ok, chiosa amaramente Dell'Orco, "se si spendesse altrettanto tempo e Kg di inchiostro speso per un'autostrada del Pd, per parlare invece di trasporto pubblico locale, ferrovie, sviluppo scalo merci, mobilita' elettrica, forse faremmo un favore ai cittadini".

S'indigna per l'ok alla bretella anche Potere al popolo, che peraltro andrà sicuramente da solo alle regionali con la propria candidata Marta Collot. "Noi non possiamo che giudicare uno sfregio questa decisione proprio nella settimana della denuncia di un pianeta che sta progressivamente scomparendo", si legge in una nota.

"Spiace per i suoi elettori ma il Pd non è in partito ambientalista e non può permettersi di parlare di programma verde se poi progetta queste definite infrastrutture che deturpano e creano gas inquinanti in una zona già considerata tra le più inquinate d'Italia". (Bil/ Dire)

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