Martedì, 16 Luglio 2024
Elezioni comunali 2016

Elezioni 2016, Roncuzzi: "Sto con Bugani. Gli altri non hanno progetti ambiziosi"

Educatore attivista del Movimento 5 Stelle dal 2012: "Due importanti battaglie vinte grazie alla competenza ed alla tenacia di Bugani e Piazza: da quando siamo in Consiglio abbiamo fatto calare dell'80% le spese per gruppi consiliari e commissioni, oggi abbiamo un servizio di refezione scolastica che dall'essere il più costoso in Italia è tornato in linea con la media" nazionale

Le elezioni comunali si avvicinano (si vota solo domenica 5 giugno) e noi proseguiamo la conoscenza con alcuni candidati consiglieri delle varie liste presentate (17 liste per 9 candidati sindaco): è il turno di Cristiano Roncuzzi, nome che compare nel team proposto dal Movimento 5 Stelle e che è la proposta di Massimo Bugani, viste le sue competenze, per il welfare.

Chi è Cristiano Roncuzzi? Studi, professione, trascorsi politici e l'ingresso nel Movimento 5 Stelle...

Da diciotto anni lavoro come educatore e ho maturato esperienze professionali e svariati corsi di formazione e specializzazione nel campo delle sofferenze psichiatriche, delle tossicodipendenze, dei servizi socio educativi per minori, della disabilità e del sostegno scolastico. Ho sempre fatto politica dal basso e slegata dai partiti, dai quali non mi sono mai sentito rappresentato. Sono attivista del Movimento 5 Stelle dal 2012, convinto da principi di democrazia diretta, di organizzazione orizzontale non verticistica e da un'idea di società attiva e solidale che da sempre mi appartiene.

E' nella lista di Massimo Bugani come candidato al welfare, che è forse uno degli assessorati più complessi: mi farebbe un piccolo bilancio del lavoro della Frascaroli sottolineando se possibile in cosa (e se) ha fatto bene e in cosa (e se) ha fatto male?

Non posso che esprimere il mio dissenso al lavoro dell'assessore uscente. A fine mandato, gli unici risultati conseguiti sono stati l'ottenimento di un immobile per l'emergenza abitativa e l'inclusione di una quota di clausole sociali nei bandi, con un'effettiva efficacia molto relativa. Davvero troppo poco per una città che vive un momento di enorme disagio.
Amelia Frascaroli ha dato l'impressione di amministrare la macchina complessa del welfare cittadino senza averne compreso il funzionamento: limitandosi ad attivare interventi di emergenza, spesso assai costosi seppur scarsamente efficienti nel medio periodo, senza attribuire un chiaro modello organizzativo ai servizi. Ma lasciando agli operatori sociali l'onere di fronteggiare la crescente diffidenza e ostilità dei cittadini. La mia impressione è che nella giunta abbia svolto un ruolo da Malaussène di Pennac: il capro espiatorio che, pur non offrendo risposte concrete e credibili, tenta di coprire le malefatte dell'azienda per cui lavora raccogliendo la rabbia dei clienti.

Uno dei grandi temi dell'ultimo anno sono state le occupazioni e gli sgomberi: l'ex Telecom, le ex scuole Ferrari per finire con l'ultimo, quello in via Irnerio. Cosa pensa riguardo alle motivazioni, alle modalità ed eventualmente a una differenziazione fra occupazione e occupazione? Crede ci siano state delle strumentalizzazioni? Da parte di chi?

L'emergenza abitativa bolognese non è nata nell'ultimo anno. Se è vero che le occupazioni sono un atto illegale, è altrettanto vero che la Costituzione sancisca ai cittadini il diritto a una vita dignitosa. Da tempo si registra una crescita esponenziale degli sfratti: il compito della politica è trovare soluzioni legali per riconoscere diritti negati. L'amministrazione è invece rimasta inerme: forse perché le occupazioni le risolvevano un enorme problema a costo zero? I nodi di questa cattiva politica sono venuti al pettine solo nell'ultimo anno, dopo l'intervento della Procura che ha ordinato sgomberi drammatici che hanno segnato la città.
Un fenomeno che ritengo preoccupante, del tutto scollegato dagli esempi citati, è quello delle occupazioni di appartamenti abitati come gli stabili ACER di via Vezza.
Non vorrei si rivelasse l'inizio di pratiche diffuse ad esempio a Milano, i cui responsabili appartengono a vere e proprie organizzazioni criminali.

C'è differenza fra occupazione di edifici pubblici e di edifici privati secondo lei? Ci sono condizioni e situazioni per cui dovrebbero valere leggi diverse?

Credo che dovremmo preoccuparci di dare risposte concrete alle necessità delle persone che vivono l'emergenza abitativa, altrimenti costrette a pratiche illegali.
Se da un lato gli occupanti hanno dimostrato competenze nel rendere rapidamente abitabili edifici abbandonati e nel gestire coabitazioni per lungo tempo, creando un vero e proprio sistema di welfare dal basso, dall'altro l'amministrazione può contare direttamente o indirettamente su un patrimonio immobiliare pubblico che necessita di importanti interventi di ristrutturazione o recupero.
Sinora, la politica ha scelto di mettere in contrapposizione le due diverse esigenze: il programma welfare del Movimento 5 Stelle Bologna punta invece a impiegare le competenze dell'una per valorizzare le risorse dell'altra. Risolvendo così le necessità di entrambe le parti.

Concretezza. Ci elencherebbe alcune fra le maggiori problematiche della città in tema welfare e altrettante soluzioni concrete attuabili diciamo nei primi 100 giorni di lavoro?

E' necessario che la politica si faccia carico della gestione delle problematiche cittadine, in particolare del disagio vissuto dai cittadini in difficoltà. Per raggiungere tale scopo, è necessario che il servizio sociale sia direttamente controllato dal Comune: il nostro programma prevede il blocco del progetto di trasferimento degli assistenti sociali in ASP Comune di Bologna.
L'attuale amministrazione si è dimostrata scollegata dai problemi del territorio e inidonea a svolgere programmi di prevenzione, ritrovandosi costantemente a dover far fronte alle emergenze.
Il M5S Bologna si attiverà per una rapida messa in rete di tutti i soggetti che operano nel settore sociale e socio sanitario (pubblico, privato sociale, volontariato, scuola, auto aiuto, associazionismo) finalizzata alla creazione di un sistema di monitoraggio condiviso.
Una rete indispensabile per individuare le difficoltà sul territorio, pianificare interventi di prevenzione, ottimizzare la qualità degli interventi e le risorse disponibili.
Uno dei provvedimenti che adotteremo è la ridefinizione dei rapporti tra Amministrazione e ACER e della modalità di gestione e di manutenzione da parte di ACER degli oltre 12.000 immobili di proprietà comunale, a partire dall’ERP (Edilizia Residenziale Pubblica). In collaborazione con i condomini delle case popolari.

Bugani e gli altri 8 candidati a sindaco: cosa propone il tuo candidato di diverso? Perché secondo lei, potrebbe essere un buon primo cittadino? Quali le battaglie portate avanti e magari vinte in consiglio comunale negli ultimi 5 anni da parte del M5S?

Per governare seriamente, è necessario proporre un progetto cittadino che pianifichi politiche da estendere oltre l'arco di un mandato, anziché limitarsi a indicare pochi punti generici.
Il M5S Bologna propone obiettivi attuabili da un programma molto corposo e dettagliato che si sviluppi a partire dalla cultura, mobilità, welfare, trasparenza degli appalti, riqualificazione urbana e sicurezza.
Massimo Bugani è dotato della coerenza, dell'attitudine a indicare soluzioni a problemi complessi, della capacità di ascolto e dell'integrità necessarie alla realizzazione di un programma importante come il nostro. La libertà del M5S da interessi lobbistici e dai condizionamenti imposti da chi finanzia le campagne elettorali, lo rende l'unica forza politica credibile. Idonea a risolvere i problemi sociali che affliggono la città: una capacità riconosciuta dai tanti cittadini che ci premiano ai ballottaggi.
Tra le tante battaglie vinte a Bologna grazie alla competenza e alla tenacia dei portavoce Massimo Bugani e Marco Piazza, scelgo di indicarne due in particolare. La prima: dal 2011, anno in cui il M5S è arrivato in Consiglio, i nostri portavoce hanno fatto calare dell’80% le spese per gruppi consiliari e commissioni. La seconda: il servizio di refezione scolastica bolognese era il più costoso d'Italia cinque anni fa. Dopo una dura battaglia del M5S in Consiglio Comunale, oggi è tornato in linea con la media nazionale.

Attualità: un commento sulla vicenda Pizzarotti?

Poiché la trasparenza rappresenta uno dei principi cardine su cui si fonda il Movimento 5 Stelle, ritengo che nascondere informazioni importanti ai cittadini di cui si è portavoce e all'intero Movimento, rappresenti una violazione di tali principi.
Detto ciò, ho fiducia nell'operato del garante e del comitato dei cinque, che hanno l'onere di dirimere questioni in tale ambito.

Un voto a Merola per il suo operato? Secondo lei l'elettorato ha cambiato idea rispetto al 2011?

Sull'operato del sindaco uscente non posso che esprimere una valutazione molto negativa.
Merola ha dato l'impressione di eseguire politiche stabilite fuori dal Comune, tanto da non aver mai trovato il coraggio di difenderle in Consiglio. Rivelandosi inconsistente con i poteri forti e sprezzante verso cittadini e dipendenti di un Comune che non ha saputo amministrare, costretti a subire scelte politiche mai condivise e spesso deleterie.
Il mio giudizio è in linea con le valutazioni che lo hanno fatto precipitare al novantottesimo posto su cento nella classifica di gradimento dei sindaci: i cittadini bolognesi si sono stancati dell'impalpabilità e delle promesse vane dell'amministrazione Merola.
Questo scontento generale può e deve tradursi in un voto di cambiamento.
Il Movimento 5 Stelle è l'unica forza credibile capace di realizzare questo indispensabile rinnovamento.

Un commento a questa campagna elettorale? Come la sta vivendo? Cosa chiede la gente?

Abbiamo fatto un grande lavoro in questi anni ed oggi possiamo proporre alla città un progetto credibile, questo ci rende orgogliosi e pieni di entusiasmo. Questo compenso la fatica di dedicare ogni secondo libero da lavoro ed impegni familiari, ad una campagna elettorale che per noi non può che essere porta a porta sul territorio.
Abbiamo raccolto paure e proposte dei cittadini e oggi siamo in grado di offrire soluzioni concrete, dalla trasparenza alla sicurezza, dalla mobilità alla gestione della cosa pubblica.
Il compito di poter rappresentare queste istanze di cambiamento, mi riempie di energia e della responsabilità di restituire Bologna ai cittadini: è il primo punto del nostro programma.
 

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