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Amministrative 2016. M5S chiede la multa per i 'traditori', PD: 'Matrice culturale di destra'

Sono gli stessi candidati a chiederlo a Bugani. PD: 'Scelta classista', Favia: 'Il listino bloccato opererà sotto il commissariamento di Casaleggio'

"I candidati della lista del M5S per Bologna chiedono al candidato sindaco Massimo Bugani di farsi portavoce presso lo staff di Beppe Grillo per richiedere di sottoscrivere un regolamento simile a quello firmato dai candidati del M5S di Roma, compresa la penale di 150.000 euro. In piena libertà e senza che nessuno ce lo abbia richiesto ci sentiamo in dovere di dare questa prova di serietà a tutti gli elettori bolognesi che dovranno scegliere chi votare alle prossime amministrative. Noi diciamo convintamente sì al vincolo di mandato". Lo hanno scritto gli stessi candidati alle prossime elezioni amministrative sul profilo Facebook del Movimento bolognese. In pratica la richiesta mutua la scelta adottata a Roma, ovvero una multa agli eletti che "cambiano casacca". 

"Orgoglioso di essere candidato sindaco in una squadra con questi giocatori, che richiedono allo staff di Grillo di sottoscrivere un regolamento vincolante", è la risposta del candidato sindaco 5 Stelle massimo Bugani che, a quanto pare, soddisferà la loro richiesta. 

"Il MoVimento5Stelle di Bologna aggiorna le sue regole di democrazia interna. Per paura di infastidire il Grande Capo, Massimo Bugani fa persino peggio degli altri candidati sindaco - dichiara il segretario PD provinciale Vincenzo Naldi - senza che nessuno glielo abbia chiesto, introduce l'assurda regola della multa di 150mila euro agli attivisti che oseranno esprimere un parere difforme alla linea del partito. Siamo molto lontani dai tempi dell'uno vale uno". 

Per Naldi "Questa scelta si dimostra classista, perché di fatto permette di far politica solo a persone ricche e che si possono permettere di pagare penali per esprimere la loro opinione. Nella giornata in cui si viene a sapere che un candidato sindaco di Roma considera l'olocausto "una leggenda", il MoVimento5Stelle conferma ancor di più la sua matrice culturale di destra".

Non meno dura l'opinione dell'ex Giovanni Favia su Facebook: "Non c'è fine al ridicolo, non si sono mai visti dei burattini legarsi i fili al collo per far felice il burattinaio". Favia ritiene che i "podestà locali del M5s hanno creato questa messa in scena per far finta che la decisione del guru nasca democraticamente dalla base e indorare un po' l'amara (e incostituzionale) pillola decisa in realtà sopra le loro teste in ufficio a Milano".

Per Favia dunque "il listino bloccato di Bugani (chiamarla lista 5 stelle offenderebbe le radice del movimento locale) opererà sotto il commissariamento di Casaleggio (che sarà in città tra qualche giorno - ndr). Nessuna novità" poichè "non serve a tutelarsi dai voltagabbana (cosa sacrosanta). Sarebbero bastate due righe. Serve solo a trasformare i rappresentanti dei cittadini eletti nelle istituzioni in un parco buoi privo di intelligenza e coscienza, al servizio e agli ordini dei padroni del brand. L''esatto opposto dei motivi per cui insieme a tanti altri creammo l'M5s prima che questi signori, da veri voltagabbana dei primi ideali che ci mossero, se ne impadronissero per due bistecche e qualche comoda poltrona".

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