Elezioni comunali 2016

Elezioni 2016, il candidato dei Verdi Badiali: "Lotta allo spreco e diminuzione dei consumi'

Il suo programma ruota come prevedibile intorno all'ecologia: "Il sottofondo del nostro programma è la conversione ecologica della società, anche a Bologna. Ci ispiriamo alle grandi città europee, dove i Verdi si candidano alla carica di Sindaco"

A sfidare Virgino Merola alle prossime elezioni comunali del 5 giugno, insieme a Borgonzoni, Bugani, Bernardini, Martelloni, De Carli, Lorenzoni, Celloni c'è anche Matteo Badiali, del partito dei Verdi. Meno noto rispetto ad alcuni degli altri aspiranti sindaco (qui la lista completa), Badiali è sttao fino a qualche giorno fa consigliere comunale a Zola Predosa. 

Tematiche ambientali, ma anche soluzioni concrete ai problemi della città: l'intervista a uno che  "Si chiama Matteo, ma non è Renzi e non è Salvini. È l'altro Matteo"

Chi è Matteo Badiali: esperienza politica e scelta di candidarsi per Bologna. Qualche riga per presentarsi: età, provenienza, studi, professione...

Ho 36 anni, sono nato a Bologna e ho una laurea in Scienze Ambientali conseguita a Ravenna presso l'Università di Bologna. Lavoro a Zola Predosa, presso l'attività di famiglia, una ferramenta “storica” d'Italia. Quindi faccio il commerciante, o il “bottegaio” come qualcuno potrebbe dire, ma all'interno della ferramenta ho trovato modo di creare un angolo verde per proporre prodotti ecologici e naturali, anche alla spina. Prima di lavorare in ferramenta sono stato in uno studio d'ingegneria e mi sono occupato di impianti per la produzione di energia a fonti rinnovabili (uno è l'impianto idroelettrico accanto alla Casa per la Pace di Casalecchio di Reno) e di rischio sismico e rischio idraulico.

La prima esperienza politica risale al 2009, dentro ai Verdi, con le amministrative di Zola Predosa: in quell'occasione appoggiai l'ex-Sindaco Borsari defenestrato dal PD e perdemmo al ballottaggio per 167 voti. Nel 2014 mi sono candidato Sindaco a Zola Predosa con la lista civica “Zola Bene Comune”: abbiamo preso circa il 10% pari a più di 1000 elettori e sono entrato in consiglio comunale, carica che ho ceduto qualche settimana fa per favorire una rotazione dei Consiglieri. Sempre nel 2014 ho fatto parte della lista Emilia Romagna Civica alle regionali, in quota Verdi. Sono stato membro dell'Esecutivo Nazionale dei Verdi fino all'ultimo congresso di novembre 2015 e dal 2010 sono portavoce dei Verdi della Provincia di Bologna.

Quali sono i punti cardine del suo programma elettorale? 

Il sottofondo del nostro programma è la conversione ecologica della società, anche a Bologna. Ci ispiriamo alle grandi città europee, dove i Verdi si candidano alla carica di Sindaco.  Pensiamo ad un grande centro commerciale per Bologna, libero da veicoli inquinanti e con tanti negozi di prossimità attivi e disponibili per i residenti e i turisti.

Deduciamo che nessuno dei partiti e dei gruppi politici in corsa alle Amministrative 2016 potevano rappresentare i Verdi...perchè?  Ci fa una panoramica sul discorso 'ambiente' a Bologna e in E-R?

Vogliamo proporre etichette verdi per i negozi, dove sappiamo l'impatto che generano le varie attività. Non si può entrare in un negozio che tiene le porte aperte e il riscaldamento al massimo. Bisogno ridurre l'impatto delle attività industriali e commerciali attraverso un programmo di intervento davvero incentivante, con sgravi per le imprese che si impegnano in tal senso.

La politica deve essere partecipata: non si possono calare le decisioni dall'alto senza il coinvolgimento della cittadinanza. Quindi noi vogliamo proporre il cambiamento partendo dal coinvolgimento delle associazioni e dei cittadini (bilancio partecipato).

La cura della casa comune (leggasi enciclica “laudato si”) deve essere l'obiettivo: tutti lo dicono, dai religiosi agli scienziati. Ma i politici hanno le orecchie tappate, pensano si possa rimandare ad altri questo problema.
Per questo ci candidiamo: perché la nostra priorità è proprio questa cura, necessaria per non continuare ad avere persone che si ammalano sempre più a causa dell'inquinamento e di questo stile di vita non compatibile con il nostro mondo.
E andiamo da soli, per essere credibili, laddove le alleanze in passato hanno sempre più ridotto la nostra visibilità e la nostra capacità d'azione. L'ho già detto, in tutte le  città europee, i Verdi si candidano. Bologna non deve essere da meno.

Mi elenca almeno 3 priorità/emergenze per Bologna su cui interverrebbe immediatamente? 

Le priorità devono essere: ridurre consumi (e quindi emissioni di CO2) e gli sprechi (come i rifiuti e gli scarti), rendere Bologna una città vivibile e interconnessa tra i quartieri attraverso una mobilità sostenibile ed ecologica, favorire l'occupazione in particolare con una visione ecologista della società, dall'agricoltura al commercio.

Spesso la politica denuncia delle problematiche, ma non descrive le soluzioni possibili...Riesce ad elencarmi una paio di questioni e darmi delle soluzioni vere?

Il primo problema legato alla politica odierna è il metodo di lavoro. Non si possono imporre le decisioni, ma si devono trovare collaborazioni e sinergie. 
Per esempio: non posso imporre una pista ciclabile (anche se è di fondamentale importanza) senza coinvolgere i residenti di un quartiere. Prima bisogna fare vedere l'obiettivo, ovvero la necessità di fare una rete di piste ciclabili funzionali, poi si studia insieme ai residenti del quartiere il percorso e le criticità. Dopo si parte coi lavori. Invece, anche a Bologna, si fa sempre il contrario.

Ancora sui problemi: si consuma troppa energia e la si spreca. L'ho detto prima, se entro in un negozio non posso avere le porte aperte e il riscaldamento a palla. Allora devo stringere un patto con il proprietario. Chiedere un investimento per ridurre i consumi da riconoscere con uno sgravio sulle imposte. Questo è un modo di fare semplice e di grande impatto. Chiedere che tutte le attività commerciali e industriali siano di classe A entro 5 anni. E vedi come riparte l'economia!

Cosa pensa degli altri candidati? Chi voterebbe se lei stesso non fosse fra i 9?

I candidati non li conosco personalmente. Voterei sicuramente quello che ha una visione ecologista della città, moderna e tecnologica. Si chiama Matteo, ma non è Renzi e non è Salvini. È l'altro Matteo. 


 

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