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La Questura vieta il comizio in Piazza Verdi, Salvini: 'Vergogna, ma giovedì ci sarò'

Borgonzoni: "Riassunto del Governo di Merola, tutti fanno quello vogliono in quella piazza. L'unica cosa che dico è che questa gente fa bene a chiamare i suoi a votare, se divento io sindaco interdico la piazza'

Matteo Salvini e la candidata del centro-destra Lucia Borgonzoni non avranno Piazza Verdi, lo ha stabilito poco fa la Questura di Bologna. Immediata la reazione del leader del carroccio che ha scritto su Facebook "Vergogna, sindaco e prefetto hanno vietato la manifestazione della Lega in piazza Verdi a Bologna giovedì alle 18, impauriti dalle minacce delle zecche rosse dei centri a-sociali, può una intera città essere ostaggio di 100 violenti? Io comunque giovedì alle 18 sarò in piazza a Bologna" e invita i sostenitori a chiamare Comune e Prefettura 'per ringraziarli', con tanto di numeri di telefono. 

"Non ci danno la piazza". La candidata sindaco di Bologna Lucia Borgonzoni ha detto all'uscita dell'incontro in Questura e conferma che "alle 18 saremo comunque a Bologna, decideremo dove". Questo, attacca poi, "è il giusto riassunto del Governo di Virginio Merola, perchè tutti fanno quello vogliono in quella piazza. L'unica cosa che dico è che questa gente fa bene a chiamare i suoi a votare, perchè se divento io sindaco gli interdico la piazza davvero".

Diverse manifestazioni erano state annunciate e oggi pomeriggio il Collettivo Universitario Autonomo - CUA - ha occupato il 38 di via Zamboni, sede della facoltà di lettere. 

"E' stata una scelta giusta. Forse è servita anche la posizione assunta da tutti i comitati di Cittadini della zona universitaria, Comitato Piazza Verdi, Petroni, Borgo, Brocchindosso e altri che hanno chiesto venisse negata la piazza la cui richiesta indicava una volontà di provocazione di portata nazionale e di estrema gravità per la sicurezza di studenti e residenti" ha scritto il portavoce del Comitato Piazza Verdi Otello Ciavatti. 

“Inaccettabile il diniego di Piazza Verdi per il comizio finale di Salvini!” Così commenta Fabrizio Nofori, responsabile provinciale di Fratelli D'Italia, la decisione di Sidaco e Prefetto di negare la piazza per il comizio finale del leader leghista. “La città non può essere ostaggio della violenza dei soliti noti dei centri sociali, che violano ogni basilare regola democratica e di convivenza civile. E se Sindaco e Prefetto ritengono che concedere la piazza a Salvini possa generare problemi di ordine pubblico da un lato, non si può minimamente tollerare che piazza Verdi diventi un bivacco di tossici e violenti. Né il 2 giugno né mai! Si attivi dunque anche il Questore, e liberi piazza Verdi anche con gli idranti, se necessario. Sarebbe anche un modo per ripulire finalmente adeguatamente la piazza.”

"Mentre tutti tentennavano, come Coalizione Civica abbiamo detto fin da subito che piazza Verdi non era tra quelle disponibili per comizi elettorali - ha scritto il candidato sindaco Federico Martelloni - Salvini non ha dimostrato alcun rispetto della democrazia e della città. Che ora venga a fare il piagnisteo ci sembra ridicolo. Non ne possiamo più di parlare di Salvini e delle sue provocazioni, cui fa eco Lucia Borgonzoni dichiarando falsità sui richiedenti asilo (sintomo delle idee pericolosamente razziste della Lega). Irresponsabile Borgonzoni a forzare la mano, pusillanime Merola che ha ancora una volta lasciato decidere il prefetto". 

Massimiliano Fedriga e Gian Marco Centinaio, capigruppo del Carroccio a Camera e Senato, accusano Questore e Prefetto di Bologna. "È una vergogna - scrivono i due in una nota congiunta - non ci sono motivi per impedirci di manifestare le nostre idee in piazza Verdi a Bologna se non il servilismo delle autorità locali nei confronti di Merola". Ma quella che la Lega chiama i "camerieri del sindaco" sono "avvertiti: pensate a spacciatori e spaccatori professionisti perchè non ci fermerete mai. Ci vediamo a Bologna con o senza autorizzazione per dare il nostro sostegno pacifico a Lucia Borgonzoni sindaco".

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