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Salvini in piazza Verdi, contestazioni annunciate: collettivi accampati già dalla sera prima

I collettivi sul piede di guerra, mentre le forze dell'ordine sono al lavoro per capire come gestire al meglio la situazione sotto il profilo dell'ordine pubblico. Merola: "Ignoratelo". Borgonzoni: "In preda a 20-30 ragazzotti che si spostano ovunque andiamo"

A due giorni dal comizio di Matteo Salvini in piazza Verdi, contestazioni dei collettivi annunciate e forze dell'ordine al lavoro per capire come gestire al meglio la situazione sotto il profilo dell'ordine pubblico. Si temono infatti scontri e violenza, come già successo durante le scorse visite del leader del Carroccio in città.

Il sindaco Virginio Merola ha inviatato i bolognesi "reagire ignorandolo". Aggiungendo che "chi a sinistra accetta la provocazione di Salvini e usa violenza si renderà complice di Salvini stesso".

Per Lucia Borgonzoni, candidata leghista, piazza Verdi - luogo presecelto non a caso da Salvini (roccaforte dei collettivi antagonisti)- è vittima di 20-30 ragazzotti che si spostano ovunque andiamo. Un'altra scelta- spiega- potevano essere i Giardini Margherita, ma sono certa che avrebbero detto che sono vicini ad Atlantide e nel quartiere della Giorgetti", cioè il Santo Stefano guidato dal centrodestra. "Salvini qui è una scusa per creare caos e questa amministrazione li ha coccolati per quattro anni e mezzo". Borgonzoni quindi chiarisce: piazza Verdi "l'abbiamo chiesta come presidio, perchè come piazza elettorale non poteva essere chiesta".

SI PREPARA ''RESISTENZA'' A SALVINI, PRESIDIO DALLA SERA PRIMA. Una tendopoli in piazza Verdi per ''occupare'' il cuore della cittadella universitaria di Bologna fin dalla sera prima del comizio di Salvini. E' il Collettivo universitario autonomo (Cua) a lanciare l'appello: ha già indetto un presidio fin da mercoledì alle 18 in piazza Verdi che si articolerà in vari momenti musicali, ma "finite le esibizioni degli artisti non andiamocene, restiamo in piazza. Ciascuno porti una tenda e passiamo la notte assieme in piazza Verdi, non lasciamo spazio al comizio razzista di Salvini ", è l'esortazione del Cua. Il collettivo ha promesso le "barricate" pur di non consentire a Salvini il suo comizio elettorale. E l'opposizione al leader della Lega nord si va estendendo: anche il centro sociale Vag61 chiede di "mobilitarsi contro le comparsate elettorali di Salvini e le politiche razziste della Lega nord, partecipando alle iniziative in programma il 2 giugno, il giorno precedente e tutti quelli in cui sarà necessario opporsi con le pratiche dell'autorganizzazione e della solidarietà a chi predica odio e costruisce sfruttamento".

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