Elezioni Bologna 2021

Chiusura Dehor anti-covid, Confcommercio: "Si può fare, ma bisogna anche togliere le restrizioni al chiuso"

La polemica entra in campagna elettorale con Bfc che tuona: "Così i ristoratori falliscono"

I dehor anti-covid chiusi? Sì, ma nel contempo occorre anche togliere le limitazioni al chiuso. Parola della Fipe Confocmmercio che a distanza risponde alla proposta di Matteo Lepore di chiudere i dehor anti-covid, allestiti nelle prima fase della padnemia quando i vaccini erano ancora nei test di lavoratorio.

"E' un’idea che ha senso" si legge nella nota Fipe, che pero puntualizza come l'abbandono dei dehor d'emergenza possa essere "messa in atto contestualmente nel momento in cui si tornerà alla vera normalità Pre-Covid". Tradotto, con l'abbandono della disciplina di contingentamento degli accessi al chiuso. Per gli esercenti di Confocommercio "Con l’arrivo del freddo è fondamentale poter lavorare al chiuso al100% e senza limitazioni. Auspichiamo che si possa arrivare presto a questa condizione e che quindi i dehor straordinari non servano più".

Bologna forum civico attacca: "Così falliranno in tanti"

Più netta la posizione di Bologna Forum Civico - Bfc, la formazione capitana dall'ex dem Stefano Sermenghi, ora candidato indipendente a sindaco per le amministrative di ottobre. A intervenire per Bfc, in un dettagliato comunicato, è uno dei candidati di Bfc, il risotratore Alessandro Gozzi spiega che Lepore, nell'incontro avuto con le rappresentanze dei locali, "è entrato nel merito del tema dehor dicendo che, visto che molti ristoratori se ne sono approfittati creando situazioni di disagio, che tutti possono confermare dato che in alcuni punti viene addirittura ostacolato il passaggio (delle persone, ndr)". 

Una stretta quindi circostanziata, che Gozzi ha però visto contraddetta "leggendo sulla stampa che tutti i dehor covid, che in questi ultimi mesi ci avevano permesso di sopravvivere, rischiano di essere chiusi. Un’affermazione disastrosa -conclude il candidato- dal punto di vista economico".

Rincara la dose lo stesso Stefano Sermenghi: “Ecco il solito atteggiamento delle amministrazioni del partito democratico, che criminalizzano le attività produttive e chi ha voglia di fare. Da troppo tempo il comune di Bologna subisce, per insipienza o incapacità, gli eventi senza governarli e poi interviene con misure draconiane. Una totale mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini né tantomeno dei giovani che Lepore, con lo stesso spirito del Pd, vuole ghettizzare fuori dal centro.”

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