Martedì, 26 Ottobre 2021
Elezioni Bologna 2021

Elezioni, Ragonese: "Coalizione Civica e Fratelli d'Italia, poli opposti, i più radicati nel territorio"

Dopo le pagelline pre-voto Ruggero Ragonese analizza i risultati e i candidati più votati

E' passata quasi una settimana all'apertura delle urne per decidere il nuovo sindaco di Bologna e appena qualche giorno dall'elezione di Matteo Lepore. Mentre si gioca al toto-cariche per Palazzo d'Accursio (questo lo staff del nuovo primo cittadino) è tempo per un'analisi a freddo con uno sguardo alle previsioni che si erano fatte prima del voto. Avevamo chiesto all'esperto sia di comunicazione che di politica Ruggero Ragonese di farci le 'pagelline' di tutti e 8 i candidati, adesso scatta il commento ai numeri e alle scelte degli elettori. Grandi e piccole sorprese? Miss e mister preferenze? 

"Come era prevedibile e previsto, la tornata elettorale non ha regalato grandi sorprese; se vado a riguardare le pagelline pre elettorali posso dire che confermerei quasi tutti i voti - spiega Ragonese - Forse ne darei uno in meno, da 5 a 4, al Movimento Cinque Stelle e non tanto perché il loro risultato è stato addirittura inferiore alle peggiori previsioni, ma perché l’unico eletto in consiglio è Bugani, degnissima persona, ma al suo terzo mandato a Palazzo d’Accursio. È un po’ un contrappasso vedere come i grillini, che un tempo si caratterizzavano per un personale politico sempre nuovo, giovane e aggressivo, oggi siano in fondo quelli che portano in consiglio, come il più classico dei partiti tradizionali, i decani. Una situazione che un po’ condividono con la Lega, l’altra grande sconfitta della tornata elettorale, che perde voti, punti percentuali e ripropone due eletti uscenti su tre, fra cui la Scarano, anche lei decana alla terza consigliatura".

Elezioni comunali 2021: le pagelle agli 8 candidati

Santi e santini. Un posto in paradiso?

"Sempre dalla pagellina, confermerei il 2 ai faccioni. Queste elezioni lo dimostrano, di preferenze se ne sono viste poche e i santini con i volti sorridenti servono a poco se non si è lavorato bene prima. Sono lontani i tempi (anche se sono passati solo 5 anni), in cui gli enfant prodige locali (Colombo, Pillati, Lepore) si contendevano la leadership a suon di voti".  

Un dato su tutti, nel 2016 fra gli eletti Pd erano 8 sopra le mille preferenze, questo giro 3. Non solo, chi prende di più nel partito di maggioranza è la sardina Santori, non certo un candidato legato alle logiche interne o alle correnti di area. Questo ‘svincolo’ fra elettori ed eletti mi pare salutare: ci regala un consiglio pieno di facce nuove con tanti giovani. Un consiglio sicuramente più originale negli eletti che nella distribuzione, prevedibilissima, dei voti di lista. Vedremo cosa saprà fare". 

Coalizione Civica e Fratelli d'Italia: i voti più radicati nel territorio

"Significativo che i due partiti più legati alle preferenze siano stati Coalizione Civica (dietro la record woman di preferenze Clancy, Larghetti ha superato i mille voti e in molti hanno superato i 500) e Fratelli d’Italia che con solo il 12% di voti di lista ha ben quattro eletti sopra i mille voti. Curiosamente le due ali estreme (per quello che ciò vuol dire) sono anche quelle che hanno il voto più radicato sul territorio, più individuabile in singoli soggetti. Questo è un bene, soprattutto per il partito della Meloni che è anche fra i pochi ad aumentare i consensi in termini assoluti. Nel caso di Emily Clancy, probabilmente dentro la prossima giunta, significa invece una grossa responsabilità: mai come ora Coalizione Civica sembra identificarsi nella sua leadership capace di tenere insieme la vecchia guardia e i giovani leoni che, un po’ a sorpresa, sono entrati in Consiglio". 

Il pieno di preferenze di Clancy e Santori: nessuna sorpresa

"Era facile prevedere che Clancy e Santori avrebbero fatto il pieno di preferenze. Non però che ci sarebbe stata tanta differenza: quasi mille voti fra la prima e il secondo. Risultato impressionante quello di Clancy soprattutto se rapportato al risultato di lista di CC, buono ma certo non paragonabile a quello del Pd. Si potrebbe dire che la politica attiva sul territorio (cinque anni di consigliatura rimangono nella memoria dei cittadini) batte la politica mediatica: Santori è stato finora, e non c’è niente di male, un grande comunicatore, famoso più a livello nazionale che locale. Tanto è vero che alla fine nelle pagine dei giornali ha avuto più risalto il suo exploit di quello, ben più consistente, di Emily. Sarà interessante osservare come la sardina si giocherà la sua partita in un campo importante ma locale come Bologna. 

Mi piace pensare, però, che dietro il voto ad Emily Clancy ci sia anche una richiesta a sinistra: più donne protagoniste. Fare il vice (segretario, sindaco, presidente) è una bella cosa, ma sembra sempre un contentino, un ‘dai, sei donna più di così non puoi arrivare’. Credo che gli elettori indichino che i tempi sono maturi perché la prossima volta sia qualche maschio a fare il vice". 

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