Domenica, 13 Giugno 2021
Elezioni Bologna 2021

Comunali, il ministro Orlando appoggia Lepore: "La candidatura migliore per il centrosinistra"

Al circolo Pd San Donato il ministro ufficializza l'appoggio al demo ed esprime un auspicio a favore di una partecipazione larga ai gazebo

Quella di Matteo Lepore "ritengo che sia la candidatura migliore per guidare la coalizione di centrosinistra e poi Bologna". È l'endorsement del ministro del Lavoro Andrea Orlando, ieri a Bologna al fianco dell'assessore insieme al segretario provinciale Pd Luigi Tosiani. Al circolo Pd San Donato, che ospiterà in parte i lavori della Fabbrica del programma di Lepore, il ministro ufficializza l'appoggio al democratico, ma esprime un auspicio in prima battuta a "favore di una partecipazione larga" ai gazebo.

"Quando c'è una competizione a Bologna - risponde Orlando a chi lo interpella sulla portata del voto del 20 giugno - ha sempre una valenza nazionale per il valore che ha la città nella storia della sinistra italiana, dopodiché però credo che i bolognesi debbano votare per scegliere il sindaco, non per fare un congresso, che si farà in un'altra occasione". La scelta in questo momento, avverte il ministro, "è su chi è il sindaco migliore per incarnare una stagione di trasformazione della città, questa è la domanda che si fa a chi andrà ai gazebo".

Tre le ragioni per cui Orlando ha scelto Lepore. In primo luogo, "abbiamo bisogno di un Pd che abbia fatto tesoro dei rischi della tentazione isolazionistica, siamo una forza politica che ha pagato un prezzo altissimo quando si è isolata. E credo che l'ossessione del Pd bolognese e anche di Matteo di cercare rapporti e alleanze, di non sentirsi autosufficienti, sia un segno di consapevolezza del fatto che la destra non si batte da soli, né a Bologna né in Emilia né in Italia".

Orlando mostra di apprezzare anche l'impegno di Lepore in favore dei diritti dei più deboli. "L'asse che lui ha scelto è quello che più corrisponde all'idea che ci siamo fatti di città inclusiva, di cui Bologna è un po' il modello dal 1945 ad oggi". Infine, dice ancora il ministro, "credo che dopo una pandemia convenga a tutti avere un sindaco che sappia esattamente da che punto si deve partire, conosce i dossier conosce le sfide e anche le pratiche burocratiche. Può dare ebbrezza l'idea di iniziare da capo ma è una ebbrezza che io terrei per i giorni migliori". 

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