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Asse M5S-PD già al lavoro, Bugani: "Un nostro dovere iniziare a concentrarci sulle cose che ci uniscono"

INTERVISTA Sembrava impossibile eppure vedremo grillini e dem lavorare insieme per il futuro di Bologna. Massimo Bugani: "Abbiamo capito che su di noi, sul M5S, sul PD e su Coalizione Civica stava cadendo una responsabilità storica"

Chi lo avrebbe detto che avremmo vissuto una pandemia? E chi lo avrebbe detto che il M5S e il PD avrebbero potuto condividere dei progetti politici? Eppure in poco più di un anno è successo tutto questo, nonostante i rapporti fra le due forze sembrassero inconciliabili. E adesso le primarie le ha vinte Matteo Lepore e i vertici del Movimento 5 Stelle si sono congratulati con lui immaginando un vicinissimo futuro di costruzione. E il lavoro verso le amministrative di Bologna sarebbe già cominciato. Parola di Massimo Bugani, consigliere comunale pentastellato, che ha risposto alle domande di BolognaToday seppur rimanendo abbottonato su alcune tematiche. 

Esito delle primarie del PD. A Matteo Lepore subito le congratulazioni dell'ex premier Conte, ma non tutti all'interno del M5S sono a favore di una coalizione così allargata. Come la vede?

"Io vedo grande compattezza e grande entusiasmo nei confronti del percorso che abbiamo intrapreso ormai due anni fa. Ci sostiene il capo politico in pectore Conte, ci sostiene l'ex capo politico Di Maio, ci sostengono tutti i parlamentari emiliano romagnoli, ci sostiene la consigliera regionale, quasi tutti i consiglieri di quartiere, io e Marco Piazza siamo i consiglieri comunali che ci hanno sempre creduto e con noi lavorano centinaia di attivisti da 15 anni. Siamo molto soddisfatti".

Con il PD avete avuto scontri molto violenti in passato. Com'è possibile pensare di lavorare insieme oggi?

"Noi non 'stiamo pensando' di lavorare insieme, noi 'stiamo' lavorando insieme da ormai due anni. Noi e Coalizione Civica abbiamo rappresentato una opposizione dura ma sempre molto leale. Nel 2019 prima e dopo le regionali ci sono arrivate grandi aperture da parte del PD bolognese e regionale. A quel punto noi siamo andati a vedere le carte. Personalmente devo ringraziare il segretario Luigi Tosiani e Andrea De Maria perché sono stati i primi a credere nel nostro lavoro e in questo progetto. Poi è arrivata la pandemia e insieme alla pandemia è arrivata la crescita esponenziale delle destre. Abbiamo capito che su di noi, sul M5S, sul PD e su coalizione civica stava cadendo una responsabilità storica ed era nostro dovere iniziare a concentrarci sulle cose che ci uniscono".

Politica nazionale e locale (Bologna): ci sono delle differenze?

"A Bologna stiamo lavorando a un laboratorio che al momento è un unicum nel Paese. Abbiamo tutti gli occhi addosso perché siamo guardati con grande curiosità, ma sappiamo anche che molti fucili sono puntati su di noi. Se questo progetto dovesse funzionare può iniziare una storia nuova per l'Italia. Se invece dovessimo fallire, allora saranno la destra e buona parte di Confindustria a festeggiare".

I 5 Stelle e Coalizione Civica sono ritenuti i pesi verso sinistra di tutta la coalizione: secondo lei sarete in grado di contrastare le spinte opposte che verranno dai centristi moderati che Lepore vuole coinvolgere nell'alleanza? 

"I bolognesi si sono espressi nettamente a favore di un progetto che era sostenuto da M5S, coalizione civica e dalla maggioranza del PD. La coalizione che vogliono i bolognesi è chiaramente questa. Chi vuole aggiungersi all'ultimo secondo dopo aver combattuto questo progetto in tutti i modi, si metterà in coda e rispetterà il progetto politico che hanno scelto i bolognesi".

Visto che si parlava di possibilità ad aprire la giunta ai pentastellati nel caso di vittoria di Matteo Lepore, quale sarebbe la prima missione dei 5stelle tra le fila dei protagonisti nell’amministrazione della nostra città? 

"Vedo troppe persone che parlano di giunta e di poltrone. Ci tengo a ricordare a tutti che abbiamo semplicemente passato il turno, quello del girone di qualificazione. La sfida ora sarà con la destra, con fdi a percentuali altissime, e la prevedo tutt'altro che facile. Non sarà una passeggiata.
Bologna dovrà rialzarsi dalla pandemia e ripartire dalle grandi difficoltà economiche di molti nostri concittadini. 
Le parole chiave saranno solidarietà, umanità, lavoro, ambiente, antimafia, cultura, trasparenza, innovazione. C'è una grande tensione sociale e molte persone sono spaventate e senza speranza. Perché questi sentimenti non sfocino nella rabbia bisogna tessere una tela fatta di ascolto e coraggio affinché nessuno si senta solo".

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