Elezioni Bologna 2021

Salvini chiude a Cangini, Forza Italia tiene il punto: slitta ancora il nome del candidato

La Lega vuole un "civico", Forza Italia non si arrende e insiste su Andrea Cangini. Salvini propenderebbe per l'imprenditore Fabio Battistini

La Lega vuole un "civico", Forza Italia non si arrende e insiste su Andrea Cangini. Continua il dibattito nel centrodestra che non ha ancora un candidato sindaco, perlomeno unitario, per le elezioni amministrative di ottobre. Il leader della Lega che qualche giorno fa è tornato sotto le due torri, propenderebbe per l'imprenditore Fabio Battistini, mentre appare in discesa la "quotazione" di Roberto Mugavero. Fratelli d'Italia per il momento momento sta a guardare. 

"Salvini ha ribadito il criterio che il centrodestra si è dato fin dall'inizio di questo tavolo nazionale, cioè che non devono esserci candidature di partito"

Candidare Cangini per la Lega bolognese sarebbe una "contraddizione" rispetto alle regole che si è dato il centrodestra, con il rischio di rimettere in discussione le scelte fatte per le altre città: "Il centrodestra farà la scelta in maniera unitaria - ha ribadito Michele Facci, consigliere regionale del Carroccio - Salvini ha semplicemente ribadito il criterio che il centrodestra si è dato fin dall'inizio di questo tavolo nazionale nella scelta delle candidature nelle grandi città, cioè che non devono esserci candidature di partito". Mentre "Cangini, che è una persona autorevole, un professionista serio e stimato - continua Facci, a margine di una conferenza stampa - è un senatore di Fi quindi nel momento in cui si dovesse andare sulla sua scelta questo determinerebbe una rivisitazione di tutte le altre realtà, scelte e candidature e questa è una contraddizione rispetto alle regole che il tavolo si è dato". Quindi "l'indicazione 'negativa', di non adesione alla proposta di Cangini - continua il leghista - non è legata alle sue qualità, che sono conosciute, riconosciute ed evidenziate, non è questo il problema: il punto è che è una candidatura non civica".

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Intanto l'annuncio del "nome" slitta ancora e sono "ore calde, ormai l'epilogo è imminente", aggiunge la capogruppo in Comune, Francesca Scarano, confermando intanto che a settembre la Lega sarà in Montagnola: l'evento è "ancora da studiare", ma sicuramente sarà "un punto di confronto e dibattito".

"Escludere la candidatura di Andrea Cangini a sindaco di Bologna perchè non sarebbe un civico, priva Bologna di una grande opportunità e di una concreta possibilità di vittoria"

"L'unica regola che le forze politiche dovrebbero darsi è quella di assecondare l'interesse dei territori e non quello del singolo partito - ribatte il senatore Enrico Aimi, coordinatore regionale FI Emilia-Romagna - escludere la candidatura di Andrea Cangini a sindaco di Bologna perchè non sarebbe un civico, priva Bologna di una grande opportunità e di una concreta possibilità di vittoria. Cangini è un civico prestato alla politica, come tutta la classe dirigente di Forza Italia, formata non da burocrati di partito ma da persone che nella vita hanno fatto altro, affermandosi nelle rispettive professioni. Ma Cangini è ancora di più: è al di sopra della politica e della stessa civicità. Sarebbe davvero un peccato non offrire a Bologna una possibilità di cambiamento “impiccandosi” a regole  burocratiche, peraltro per nulla pertinenti al caso Cangini. Gli attestati di alta stima nei suoi confronti espressi negli ultimi giorni da importanti personalità, anche di mondi non sintonici con il centrodestra, testimoniano il gradimento trasversale sulla persona. Qui non si tratta di interpretare regole non scritte, qui si tratta di dare un'opportunità, un'alternativa ad una Bologna che anela da tanti, troppi, anni a un positivo cambiamento, fuori dalle stanze asfittiche di un potere troppo autoreferenziale e oramai consumato”. 

"Il centrodestra ha il dovere di proporre un’alternativa forte, credibile e il più possibile trasversale, in grado di allargare il perimetro elettorale della coalizione"

"Il nome di Andrea Cangini resta a nostro parere non solo il più autorevole per riconquistare Bologna: la sua figura va infatti molto oltre il profilo politico, avendo incarnato per lunghi anni una civicità consolidata e apprezzata come direttore del Quotidiano Nazionale, come dimostrano i numerosi endorsement che stanno caldeggiando la sua candidatura”, insiste in una nota la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini "con l’esito delle primarie bolognesi la sinistra ha scelto un esponente, sia pure autorevole, del vecchio apparato, arroccandosi così su una linea di continuità politico-amministrativa di fronte alla quale il centrodestra ha il dovere di proporre un’alternativa forte, credibile e il più possibile trasversale, in grado di allargare il perimetro elettorale della coalizione. Uno speculare arroccamento identitario rischierebbe insomma di trasformarsi in boomerang". (dire)

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