Elezioni

Europee, Paolo Gottarelli candidato FI: "L'Italia in UE deve assolutamente contare di più"

Il chirurgo bolognese in corsa per l'Europarlamento: "Ho accettato di scendere in campo ma non sono un politico di professione. Faccio parte di quella società civile che può incarnare un vero rinnovamento"

Stiamo andando verso le Europee 2014 e fra i candidati di Forza Italia, c'è anche Paolo Gottarelli, chirurgo-politico fondatore del Movimento Italiano Lavoratori Uniti in corsa per la circoscrizione Nord Est. “Dopo aver deposto i ferri chirurgici - da detto annunciando la candidatura - scappo in studio per dedicarmi ai pazienti. Ma ho sentito forte anche la necessità di dare un contributo concreto al nostro Paese, offrendo le mie energie e le mie idee per trovare una via d'uscita a questa drammatica crisi”.

L'Europa, così com'è, le va bene?
No, l'Europa così com'è oggi non va bene. L'Italia in Europa deve assolutamente contare di più. Siamo concreti: su 100 leggi emanate dal nostro Parlamento, 70 sono l'applicazione delle direttive decise a Bruxelles. Il problema, però, è che l'Unione non deve solo imporre e sanzionare. Un ottimo inizio sarebbe, ad esempio, l'attuazione della democrazia fiscale, allineando la tassazione degli Stati membri e concedendo al massimo un 5% di differenza nell'imposizione.
Per ottenere questo e altri risultati, però, bisogna contare di più: l'Italia deve far sentire la sua voce. Ecco perchè servono candidature forti e persone motivate. Io ho accettato di scendere in campo con FI ma non sono un 'politico di professione'. Io faccio parte di quella società civile che può incarnare un vero rinnovamento. Sono un medico e grazie al mio lavoro quotidiano conosco i problemi del mio Paese e intendo farmene portavoce.
Il mio lavoro e' la mia prima grande passione ma sento altrettanto forte la necessita' di un impegno per aiutare l'Emilia Romagna e l'Italia a contare di più a Bruxelles.

Cosa bisogna cambiare?
Basta con il rigore, basta con l'egemonia tedesca in Europa e basta con lo Stato Vampiro che con la sua folle imposizione fiscale acuisce la crisi. Dall'Europa devono arrivare segnali importanti come, ad esempio, una nuova spinta nella direzione degli investimenti che portano crescita e lavoro. Credo che un vero cambiamento sarà possibile se tutti, in prima persona, ci mettiamo tutto il nostro impegno. Io lo sto facendo. Quando parliamo di Unione Europea, stiamo parlando del nostro Paese: l'Italia. È qui che devono riverberarsi in concreto gli effetti del nostro impegno a Bruxelles.
Il mio impegno e' fortemente rivolto ai giovani; in fondo sono loro i migliori ambasciatori del nostro Paese e sono loro tra i primi fruitori dei benefici di un'Europa senza frontiere. Ma i giovani vanno aiutati e sostenuti. Io vorrei che fossero de-tassate le ore di lavoro che vanno al di la' delle 8 'canoniche'. In questo modo si possono creare le condizioni per permettere loro di entrare a far parte della società attiva che crede nel futuro, che investe nel domani, che accede a tutti i diritti negati dall'accanimento di politiche sbagliate e penalizzanti. Bisogna cambiare per far si' che non si debbano più contare i suicidi di imprenditori schiacciati dal peso di uno Stato nemico. Cambiare mentalità significa considerare anche gli imprenditori, i commercianti, le partite IVA come Lavoratori. E vanno aiutati e sostenuti per questo.

Operazione Mare Nostrum": secondo lei l'Italia deve uscirne? Come far fronte alla nuova ondata di immigrati? L'Europa cosa dovrebbe/potrebbe fare?
Quella dell'immigrazione clandestina diretta sulle nostre coste è una emergenza gravissima. In Italia arriveranno ben più di 800 mila persone in fuga dai loro paesi di origine. Le amministrazioni comunali sono in profonda difficoltà, le strutture di accoglienza scoppiano, per non parlare delle possibili emergenze sanitarie. L'Italia è inerme e l'Europa sta a guardare. Ma questo è un problema europeo anche e soprattutto perchè spesso queste persone approdano sulle coste italiane per poi raggiungere altri paesi come la Francia o la Germania. A maggior ragione l'Unione Europea dovrebbe intervenire prontamente con capitali e mezzi e tutti gli stati membri dovrebbero accogliere e occuparsi alcune quote di immigrati. Non mi sembra che il governo né il ministro Angelino Alfano si stiano imponendo al tavolo di Bruxelles con la dovuta determinazione. Sul fronte opposto, bisognerebbe riaprire il dialogo che in passato aveva garantito all'Italia accordi che avevano bloccato le partenze dai paesi del sud del Mediterraneo; penso ad esempio a quanto fatto dai governi Berlusconi con la Libia.

Matteo Renzi ha detto che non rispetterà il vincolo di bilancio...secondo lei bisogna andare in Europa o rinegoziare il debito?
L'Italia deve abbassare le tasse, diminuire l'Iva applicando una semplice formula dell'economia di mercato: meno tasse su famiglie e su imprese e lavoro permettono di rilanciare la crescita . La BCE, dal canto suo, deve stampare moneta e garantire il debito degli Stati. La politica monetaria va cambiata cambiando anche il ruolo della Bce che non può solo occuparsi di inflazione, ma deve anche  garantire i debiti sovrani degli stati membri e immettere fondi nell’economia. Negli Stati Uniti la fase più buia della crisi è stata superata così: la Federal Reserve ha immesso nell’economia 55 miliardi di dollari al mese, aiutando la crescita del pil e riducendo la disoccupazione. Non possiamo più fare a meno dell'Euro quindi bisogna intervenire sulle politiche della Bce e dell’Unione europea. Sul deficit al 3% dobbiamo ottenere una moratoria mentre va definitivamente eliminato il Fiscal Compact perché la situazioni nel frattempo è cambiata.

Appello ai cittadini: perchè devono andare a votare per le Elezioni Europee?
Il voto, la partecipazione sono fondamentali per permettere che le cose cambino. Gli italiani sono delusi dalla politica e sentono l'Europa come qualcosa di lontano e distante, ma non è così perchè è molto più presente di quanto possa sembrare. Io, con la mia candidatura mi rivolgo a tutti trasversalmente, perché sono convinto che le buone idee non abbiamo colore ma solo ottimi risultati. Per questi risultati mi batterò e farò sentire la mia voce e i benefici, a quel punto, saranno per tutti. L'Italia e l'Europa hanno bisogno di persone coraggiose che si impegnino in prima linea: la politica per me è una passione dovuta all'emergenza. L'Europa, così com'è, non funziona. In Europa bisogna contare di più trasformando l'Unione in una opportunità positiva: meno Europa in Italia e più Italia in Europa.

Cosa l'Europa dovrebbe imparare dall'Italia?
L'Italia è un Paese che ha sempre trovato in se' le risorse per superare i momenti difficili. Se la crisi non ci ha spezzati è perchè ogni giorno ciascuno di noi trova in se' la forza e il coraggio per continuare. Però gli italiani non possono farcela da soli, i governi, a tutti i livelli, devono essere complici e stimolare l'energia del Belpaese, non opprimerla. Il cambio culturale di cui c'è bisogno può e deve partire dall'Italia.

Le sue prime tre priorità da Europarlamentare?
La prima cosa da fare in Europa è quella di attuare la democrazia fiscale per rendere più equa l'imposizione fiscale degli Stati membri a cominciare dal nostro. Poi bisogna mettere in campo idee e risorse per aiutare i giovani. Io penso che una buona soluzione sarebbe la detassazione le attività che vengono svolte oltre le otto ore lavorative. Certo, per incrementare le assunzioni, poi, si deve dimezzare il cuneo fiscale. Siamo europeisti ma non vogliamo essere stritolati da una Unione a due velocità ne' tanto meno dalle mire egemoniche di chicchessia. In Europa bisogna contare di più e io, per questo, sarò in prima linea. Il mio lavoro di chirurgo è la mia grande passione, così come la politica. L'Europa ha bisogno di cure!
 

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