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Elezioni Politiche 2013

Elezioni – 4: Quale partito voterai? Ce lo dice il tuo cervello

Una ricerca scopre che la nostra attività cerebrale rivela con buona precisione che partito voteremo alle elezioni di questa settimana

Essere liberale, conservatore o “riformista”, di destra, di sinistra o moderato, tutto parte dalla nostra testa. In una ricerca ango-californiana, l'attività cerebrale di un gruppo di 82 persone, liberali e conservatori americani (basandosi sulle loro iscrizioni ai partiti), è stata esaminata durante una serie di mani in un gioco d'azzardo. Sebbene i ricercatori non abbiano riscontrato alcuna differenza nella propensione a prendere decisioni “rischiose” tra le persone dei due diversi schieramenti, il loro cervello si è comportato in maniera diversa durante il gioco. Nei primi infatti si è attivata maggironmente la porzione dell'insula sinistra (sfera sociale e alla consapevolezza), nei secondi invece la porzione destra dell'amigdala (correlata alle emozioni e a comportamenti quali quelli del combatti o fuggi, per esempio).

ORIENTAMENTO POLITICO. Diversi modelli di “attivazione cerebrale” che possono essere utilizzati anche per prevedere l'orientamento politico di una persona, con un'accuratezza di oltre l'80%. Le previsioni cercano di intuire anche gli schieramenti dei figli a partire da quelli dei genitori, ma in questo caso l’esattezza è al 70%.
Darren Schreiber dell'università britannitca di Exeter, a capo dello studio, ha commentato: "La capacitità di predire in modo accurato i partiti politici usando solamente l'attività cerebrale mentre si gioca suggerisce che studiare le differenze neurali di base tra i votanti potrebbe fornirci delle conoscenze più forti di quelle ottenibili con i tradizionali strumenti delle scienze politiche". Infine, secondo gli scienziati, appartenere ai due schieramenti comporta l'attivazione di diversi processi cognitivi quando si riflette sul rischio, confermando anche alcuni studi secondo cui i conservatori mostrano una maggiore sensibilità nei confronti di stimoli minacciosi".

In futuro, la ricerca potrebbe tornare utile nei giorni di divieto di pubblicazione dei sondaggi, sempre che questo bizzarro regolamento non cambi.

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