Fiom apre a Grillo: è gelo tra i vertici delle tute blu e i vendoliani

Il segretario regionale Papignani aveva definito "la sinistra al capolinea" e dato fiducia ai 5 Stelle. L'ex Fiom ora consigliere Sel: "Spero che fossero battute"

“Quando si è il primo partito vuole dire che molta gente ripone la sua fiducia in loro e sono sicuro che qualcosa faranno, non dobbiamo vedere tutto in negativo se non l'incapacitá di una sinistra che era già giunta al capolinea” così il segretario regionale Fiom Bruno Papignani sul risultato elettorale, ma dopo l'apertura a Grillo è gelo tra i vertici del sindacato metalmeccanici e i vendoliani.
Come riporta l’agenzia Dire, il capogruppo in Regione del gruppo Sel-Verdi, Gianguido Naldi (ex Fiom), attacca infatti Papignani. "Spero che fossero solo battute o dichiarazioni poco meditate, perché' troverei molto grave se un dirigente di primo piano della Fiom non fosse in grado di distinguere tra le forze di sinistra che comunque hanno cercato di mettere al centro del programma il lavoro e i diritti del lavoro", come appunto Sel, "e chi si è limitato a dire 'tutti a casa', compresi i sindacati". Naldi ne ha parlato a margine dell'assemblea regionale in corso di svolgimento in viale Aldo Moro.

LA REPLICA. “Ho letto le dichiarazioni di Gianguido Naldi per conto di Sel in merito alle mie personalissime dichiarazioni sull'esito del voto e sul Movimento 5 Stelle” scrive Papignani sul sul profilo facebook ”Voglio rassicurare Gianguido che le mie dichiarazioni sono molto e a lungo meditate. So distinguere ancora bene, cosa è di sinistra e cosa non lo è, tuttavia ciò su cui dovrebbe meditare Gianguido è che molti giovani e non solo giovani con valori di sinistra e appartenenti al mondo del lavoro hanno votato per il Movimento 5 Stelle anche se diceva tutti a casa. Questo può non fare piacere, ma più che demonizzare il Movimento 5 Stelle, dovrebbe fare riflettere anche Sel che pur parlando di lavoro non ha fatto presa sulle persone al pari delle significative battute di Grillo sulla Fornero. Credo che la sinistra, se non vuole essere marginale nella testa delle persone debba cambiare registro sia che si tratti di Sel che di Rivoluzione Civile. Nel frattempo occorre gestire questa fase delicata e per certi versi pericolosa per il paese e per la nostra democrazia”.

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