Massimo Bugani: "Non ci saranno mai alleanze con il PD"

All'alba del boom di Grillo in Italia e a Bologna, dove è ora secondo partito, le dichiarazioni di Bugani: "Favia ha perso credibilità"

A due mesi dallo scontro durissimo che lacerò il Movimento Cinque Stelle a livello locale, il capogruppo bolognese Massimo Bugani può esultare per la sconfitta, cocente, di Giovanni Favia, finito fuori dal Parlamento visti i magri risultati di 'Rivoluzione Civile'. "Non posso dire di essere mortificato, credo che sia la normale conseguenze delle sue azioni", ha spiegato, intervistato sull'emittente bolognese 'E-Tv': "Lui dice che il mio ridere è da iena? Il mio riso è da 'ride bene chi ride ultimo': noi abbiamo stravinto e lui ha drammaticamente perso".

LA CRITICA A GIOVANNI FAVIA. D'altronde, ha affondato Bugani, "se tu parli di mancanza di democrazia interna per un anno e poi ti fai calare dall'alto in tre circoscrizioni in un partito che è un'accozzaglia, tu perdi credibilità all'istante". Bugani è tornato così a chiedere le dimissioni di Favia dal consiglio regionale, come l'ex 'ribelle' ha promesso di fare ad elezioni concluse: "Vedremo cosa farà, ne ha dette tante. E' scandaloso che abbia fatto tutta la campagna elettorale, continuando a percepire lo stipendio come consigliere M5S. Anche questo l'ha delegittimato ai massimi".

Con il Pd "non ci saranno alleanze", ma la possibilità di dialogare su singoli temi a patto che i democratici "capiscano che devono cambiare". E' l'orizzonte tracciato da Massimo Bugani, capogruppo dei 'grillini' in comune a Bologna, dove il Movimento Cinque Stelle é da ieri il secondo partito: "Non faremo mai un governo con loro, ma il Pd ha la possibilità di dare dei segnali. Possono fare vedere che sono vivi, che hanno ricevuto un'enorme scoppola e capito che devono cambiare", ha spiegato Bugani, intervistato dall'emittente locale 'E-Tv'. Quindi ha elencato i possibili terreni di contatto: "Se cambiano la legge elettorale, se rinunciano ai rimborsi elettorali, se non finanziano più missioni di pace con nuove spese militari, se aboliscono le province, se accorpano i comuni sotto i 5.000 abitanti, se tagliano i vitalizi, se riducono le pensioni a un massimo di 4.000 euro... Sono tantissime le cose che possono fare". Di certo, ha però aggiunto Bugani, "se fossi Bersani io mi dimetterei immediatamente, sono tante le persone dentro al Pd che hanno un desiderio incredibile di dare una svolta". Quindi ha chiuso la porta a un'ipotesi di governissimo: "La nostra sarebbe un'opposizione durissima e credo che li devasterebbe entrambi. Se sarà così ci dispiacerà tantissimo per il paese, ma saremmo contenti per noi e a quel punto continueremmo a crescere in maniera vertiginosa".

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